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·18 de março de 2026

Meno tattica e più tecnica: la FIGC vara il nuovo progetto per il calcio giovanile

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La Federazione Italiana Giuoco Calcio ha lanciato ufficialmente il nuovo “Progetto tecnico del calcio giovanile italiano”, un piano di riforma che punta a rilanciare lo sviluppo dei giovani talenti attraverso un maggiore coordinamento tra le strutture federali. L’iniziativa nasce infatti da un lavoro congiunto tra Settore Tecnico FIGC, Settore Giovanile e Scolastico FIGC e Club Italia, che continueranno a mantenere autonomia organizzativa ma opereranno sotto un’unica regia tecnica.

Il presidente federale Gabriele Gravina ha deciso di creare un coordinamento centrale affidando il ruolo di Direttore Tecnico per l’attività giovanile a Maurizio Viscidi, figura con una lunga esperienza nel calcio federale e per anni coordinatore delle nazionali giovanili. L’obiettivo è allineare la struttura della FIGC ai modelli delle principali federazioni europee e dare nuovo impulso alla crescita dei vivai italiani.


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Viscidi, già promotore all’inizio della stagione del Progetto federale Under 14, avrà il compito di fungere da raccordo tra i tre settori federali e di armonizzare le strategie tecniche legate alla formazione dei giovani calciatori, rispondendo alla crescente richiesta di valorizzazione del talento nel calcio italiano.

«Il progetto che presentiamo oggi interessa il cuore del calcio italiano – dichiara il presidente Gravina, che potrà contare anche sul contributo dell’ex commissario tecnico Cesare Prandelli come consulente – e nasce dalla necessità di dare nuovo slancio all’attività giovanile. È una riforma frutto di una profonda riflessione, supportata da uno studio di benchmarking internazionale, che avvicina la nostra Federazione al resto d’Europa anche grazie alla nomina di Maurizio Viscidi quale Direttore Tecnico per l’attività giovanile».

Il presidente federale ha ricordato come il tema fosse già centrale nel programma presentato in occasione della candidatura del 2025: «Nel mio programma elettorale avevo già messo a fuoco le problematiche, oggi sotto gli occhi di tutti, e tracciato alcune soluzioni definite grazie al confronto con le componenti federali e con il contributo dei cosiddetti “esperti di campo”, che ringrazio. Sulla base di questi riscontri abbiamo deciso di completare il nostro progetto per avviare una sorta di new deal nella valorizzazione delle “radici azzurre”, con l’obiettivo di creare una vera e propria officina del talento italiano».

Gravina sottolinea anche l’importanza del nuovo assetto organizzativo: «La nostra Federazione, a differenza di altre realtà europee, non ha mai avuto negli enti di coordinamento una figura di direttore tecnico. Per questo abbiamo ritenuto opportuno introdurla, nel pieno rispetto delle autonomie del Settore Tecnico, del Settore Giovanile e Scolastico e del Club Italia. Non è stato semplice trovare linguaggi comuni sotto il profilo tecnico, ma era un passaggio necessario per costruire una visione condivisa. Vogliamo incidere sempre più positivamente sul divertimento e sulla formazione dei bambini, per poi coltivare talenti attraverso un programma ambizioso e molto strutturato».

A margine della presentazione, lo stesso Viscidi ha spiegato la filosofia del nuovo percorso federale: «Ringrazio il Presidente per questo incarico. Penso che la scelta sia caduta su di me perché sono un uomo pratico e perché conosco a fondo tutte le componenti di questo progetto, oltre a vivere il calcio giovanile ventiquattr’ore al giorno. Il mio compito sarà rendere sinergiche le aree tecniche della FIGC, che hanno tutte puntato sul calcio giovanile».

Viscidi ha poi chiarito l’obiettivo tecnico del progetto: «Mi confronterò con le varie componenti affinché ci sia un’idea condivisa. Vogliamo porre l’accento sull’aspetto tecnico, perché stiamo notando che in Italia si sta forse esagerando con la tattica e con la ricerca del risultato. Cercheremo, come Federazione, di ribadire che la tecnica deve tornare al centro della formazione dei giovani calciatori. Proporremo un modello di allenamento ai club e affiancheremo tecnici e società nel lavoro quotidiano: se miglioriamo il singolo, miglioriamo il collettivo».

Il nuovo progetto mette infatti la tecnica individuale al centro della formazione, adattandola alle diverse fasce d’età e alle capacità dei ragazzi. L’idea è privilegiare il gioco e lo sviluppo tecnico rispetto alla ricerca esasperata del risultato, un principio condiviso ma spesso difficile da applicare in un contesto calcistico sempre più competitivo.

Fedele al principio secondo cui «bisogna toccare di più la palla», Viscidi lavorerà per armonizzare i diversi programmi federali con l’obiettivo di creare un vero “modello Italia” nella formazione del giovane calciatore. Anche grazie all’uso delle tecnologie e al supporto di un team di esperti, il progetto punta ad aumentare la qualità tecnica attraverso un alto numero di ripetizioni corrette dei gesti tecnici. Per supportare questo lavoro verrà inoltre realizzata una guida tecnica pratica e uniforme destinata ai club di tutto il territorio nazionale.

Alla base della riforma c’è il rafforzamento dell’attività di base, considerata la vera fondamenta del sistema. In questo ambito un ruolo centrale è stato svolto da due campioni del mondo del 2006, Simone Perrotta Gianluca Zambrotta, che hanno contribuito ad aggiornare le linee guida del modello nell’ambito del Settore Giovanile e Scolastico.

Il cuore del progetto riguarda infatti il percorso formativo dei bambini dai 5 ai 12 anni, in cui la crescita sportiva deve andare di pari passo con quella educativa e personale. Secondo questa visione, al centro del programma ci sono le bambine e i bambini: l’obiettivo non è solo formare futuri campioni, ma promuovere una nuova cultura sportiva in cui talento e risultati siano la naturale conseguenza di un percorso formativo più ampio.

«Oggi a questo tavolo ci siamo io e Gianluca, ma questo progetto ha molti padri – ha spiegato Perrotta –. L’idea nasce dalla nostra esperienza e dal confronto con Maurizio Viscidi, con cui condividiamo il concetto che la tecnica debba tornare al centro della formazione dei giovani calciatori. Conosciamo il grande lavoro svolto dal Settore Giovanile e Scolastico, di cui sono vicepresidente, ma c’era l’esigenza di implementare ciò che già esiste».

Perrotta ha evidenziato anche l’importanza della formazione degli allenatori: «Vogliamo investire sulla formazione dei tecnici, per i quali organizzeremo corsi gratuiti online. La Federazione deve pensare anche ai ragazzi che non diventeranno calciatori, fornendo loro basi etiche e morali oltre che tecniche». Sulla stessa linea Zambrotta, oggi vicepresidente del Settore Tecnico: «Questo è un progetto importante e fondamentale per i ragazzi dai 5 ai 12 anni, quindi per l’Attività di Base. Sarà un progetto condiviso con tutte le componenti federali. Insieme al Settore Tecnico, alla Scuola Allenatori e al Settore Giovanile e Scolastico cercheremo di portare una nuova ventata di metodologie». «Sarà un progetto ad hoc – ha concluso Zambrotta – che vuole offrire qualcosa di importante per gettare le basi del futuro del calcio giovanile italiano».

Il nuovo percorso dell’attività di base, sviluppato in sinergia con la Scuola Allenatori di Coverciano, si concentrerà su alcune linee guida principali: l’aumento dei corsi per responsabili dell’attività di base, una maggiore qualificazione dei formatori, l’introduzione di una programmazione formativa specifica per ogni categoria e la riorganizzazione delle Aree Sportive Territoriali, rafforzando il ruolo dei tecnici federali nel rapporto con le società.

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