«Mi dispiace per quanto accaduto, ora voglio riportare l’Italia dove merita»: Mancini si ripresenta da ct della Nazionale | OneFootball

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Inter News 24

·29 de julho de 2026

«Mi dispiace per quanto accaduto, ora voglio riportare l’Italia dove merita»: Mancini si ripresenta da ct della Nazionale

Imagem do artigo:«Mi dispiace per quanto accaduto, ora voglio riportare l’Italia dove merita»: Mancini si ripresenta da ct della Nazionale

Il nuovo commissario tecnico Roberto Mancini si presenta in conferenza stampa: dalle scuse per l’addio del 2023 agli obiettivi futuri, fino al progetto tecnico per rilanciare l’Italia

È iniziata ufficialmente la seconda avventura di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana. Nel corso della conferenza stampa di presentazione, il nuovo commissario tecnico ha affrontato diversi temi: dal controverso addio di tre anni fa al rapporto con Gabriele Gravina, passando per gli obiettivi futuri, il progetto tecnico e le aspettative in vista dei prossimi impegni degli Azzurri.


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Di seguito le sue dichiarazioni integrali:

PAROLE – «Anticipo una cosa io riguardo una cosa di tre anni fa: allora ci fu una mancanza di comunicazione tra me e Gravina, se ci fossimo parlati a quattr’occhi sarebbe cambiato tutto. E’ andata così e mi dispiace, per me la maglia della Nazionale è sempre stata molto importante: è come quando da innamorato perdi la donna della tua vita e commetti un errore. Mi dispiace tanto e per tutto quello che è accaduto, adesso la sorte mi dà la possibilità di potermi rifare, cercherò di fare il massimo e di riportare la Nazionale dove merita. Io cercherò di mettere in campo una squadra che faccia quello che fece qualche anno fa. I giocatori ci sono, va data fiducia: cercheremo di essere una squadra propositiva e di giocare bene. Sono l’allenatore della Nazionale, capisco che quando capitano queste cose ci sono quelli contro: io cercherò di rendere la squadra così bella in modo che i tifosi se ne innamorino e mi perdonino. Con Gravina ho già parlato e chiarito: la responsabilità è totalmente mia, se ci fossimo parlato non sarebbe successo nulla. Quando sei il ct della Nazionale la pressione c’è sempre: le polemiche passeranno, si guarderà il lavoro. Ci sono giocatori giovani e bravi in Italia, bisogna dargli fiducia e farli giocare: in tre mesi un giocatore può cambiare totalmente, guardate Zaniolo che non aveva giocato nemmeno in Serie B e al primo raduno era in difficoltà, dopo tre mesi era un altro giocatore. Progetto a lungo termine? Io sono stato cinque anni quando sono arrivato e stavo benissimo: abbiamo fatto un contratto di quattro anni, spero di poter vincere uno o due trofei importanti e di rimanere anche dopo se sarà possibile. Contano gli uomini e i moduli, bisogna adattarsi ai giocatori che si hanno: le nazionali devono giocare allo stesso modo, perché se dobbiamo chiamare qualcuno dalla 18, dalla 19 o dalla 20 deve giocare allo stesso modo. Se ci sono meno colonne ad appoggiarsi? Sicuramente Bonucci e Chiellini sono stati molto importante, ma Verratti e Jorginho non avevano mai giocato insieme: ci sono giocatori bravi, tecnici e giovani. Poi troveremo i Bonucci e Chiellini che faranno da chioccia: è importante avere giocatori tecnici, poi non avremo problemi. Se questa squadra può vincere il Mondiale? Quando siamo partiti io ricordo che la maggior parte dei giornalisti, il 95%, riteneva la nostra la settima e ottava squadra in Europa: e se non abbiamoi mai perso, qualcosa di buono abbiamo fatto. Io credo che quando l’Italia è al Mondiale è una di quelle da battere: anche se ci arriva da non favorita, diventa pericolosa. Va formata una squadra competitiva e arrivare a qualificarci all’Europeo e poi al Mondiale. La percentuale di stranieri è la stessa di 4-5 anni fa, poi la speranza è quella che giochino più italiani: la speranza è che i giovani e quelli che vanno all’estero giochino, è importante. A livello tattico? Vedere certe squadre dà sempre uno spunto: vedremo da dove ripartire coi ragazzi, la base sarà quella di 4-5 anni fa, ci sarebbe una squadra con spirito offensivo che cerca di vincere tutte le partite. La Nations League? I quattro gironi sono tutti formati dalle big, saranno partite importanti: valuteremo subito la nostra forza. Sarà un girone difficile per tutte. L’attaccante? Io spero che Kean, Retegui e Pio Esposito facciano i gol di Immobile: sarebbe molto importante. Loro sono un po’ più giovani, possono migliorare: Kean lo feci debuttare io. Non siamo messi così male tra ali e centravanti che abbiamo. Un bilancio? Vincemmo l’Europeo dopo 60 anni, è stato meraviglioso: poi c’è stata l’eliminazione quando siamo stati sfortunati con due rigori. Il calcio è questo ma bisogna pensare sempre in modo positivo: le cose a volte possono anche ripetersi. Cosa chiedo al mondo del calcio? Il nostro obiettivo è che la Nazionale riparta subito e cerchi di vincere: nel calcio conta questo, le cose passano se riusciremo a giocare bene. Io posso solo sperare che giochino più italiani possibili per avere più scelta e far sì che i ragazzi diventino grandi giocatori. Giocatori top? Speriamo che anche i nostri possano andare nelle big e migliorare. Se noi troveremo qualcuno bravo di passaporto italiano in un’altra nazione come con Retegui, vedremo».

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