DirettaCalcioMercato
·09 de maio de 2026
Milan in Champions, i dati danno ragione ad Allegri: i precedenti

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Il nome di Allegri equivale praticamente a una garanzia quando si tratta di andare in Champions: il dato che fa sperare il Milan.
Massimiliano Allegri si conferma il “Signor Champions”, un tecnico che ha trasformato la capacità di centrare l’obiettivo minimo del Milan in una vera e propria scienza statistica. Il dato riportato è impressionante: dieci volte su undici, quando ha concluso una stagione in Serie A, ha portato la sua squadra tra le prime quattro. Anche l’unica vera “macchia” del 2022-23 non è imputabile al campo, dato che la sua Juventus aveva conquistato il terzo posto prima che i tribunali sportivi riscrivessero la classifica. Questa resilienza è esattamente ciò di cui il Milan ha bisogno oggi per dimenticare il fallimentare ottavo posto della scorsa stagione e ristabilire una stabilità finanziaria e sportiva che passa inevitabilmente dall’Europa dei grandi.
Il ritorno di Max sulla panchina rossonera è un cerchio che si chiude, richiamando alla mente quella storica rimonta del 2013 culminata nella notte di Siena. Oggi come allora, il Milan si trova a dover gestire una pressione asfissiante con la Roma che morde il freno a soli tre punti di distanza. Tuttavia, la posta in palio per Allegri è doppia: oltre al prestigio di riportare il Diavolo nel calcio che conta dopo anni di assenza personale dalla competizione — l’ultima apparizione risale al dicembre 2022 con la Juventus — c’è in gioco il suo futuro a lungo termine. La qualificazione farebbe scattare l’opzione per il rinnovo fino al 2028, blindando un progetto di ricostruzione che non può prescindere dagli introiti e dall’appeal della Champions League.
Le prossime tappe contro Atalanta, Genoa e Cagliari rappresentano lo spartiacque definitivo. Vincere domani a Bergamo significherebbe mettere una mano sul pass europeo, evitando di trasformare l’ultima giornata contro il Cagliari in un dramma sportivo. Allegri ha sempre ribadito di essere pronto a soffrire fino all’ultimo secondo, ma la società e i tifosi sperano che il suo cinismo tattico possa chiudere la pratica con anticipo per programmare il mercato senza l’ansia del risultato. Per il Milan non è solo una questione di bilancio, ma la necessità di confermare che la scelta di affidarsi a un leader esperto come Max sia stata la mossa corretta per ridare un’anima competitiva a una squadra che, solo un anno fa, sembrava aver smarrito la propria rotta.
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