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·05 de agosto de 2026
🎙️ Modric: “Ramos è quello di cui avevamo bisogno, sarebbe fantastico se Leao restasse. Vinciamo per Baresi”

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Luka Modric, che ha deciso di fermarsi per un altro anno al Milan, nell’ultima intervista rilasciata ha analizzato a tutto tondo la prossima stagione che attende i rossoneri. Riprendiamo le sue parole da La Gazzetta dello Sport:
Modric, cosa ha provato quando le hanno detto che era morto Baresi?
“Baresi per me rappresentava l’essenza del Milan. Era, se non il più grande, uno dei più grandi simboli di questo club, una persona molto umile, un leader che guidava con l’esempio. È una perdita enorme per il Milan, per tutti i milanisti. L’ho incontrato qualche anno fa, quando giocavo con il Real Madrid e a Los Angeles abbiamo sfidato il Milan. Non ho mai avuto l’opportunità di parlare con lui, ma è uno di quei giocatori che, quando da bambino ti innamori di un club, prendi come esempio. Anche se non giocava nel mio ruolo, lo ammiravo e pensavo: ‘È così che bisogna comportarsi e giocare a calcio'”.
È anche grazie a Baresi che ha questa passione per il Milan?
“Mi è sempre piaciuto il Milan fin da bambino e l’ho seguito prima di tutto per Zvonimir Boban, ma anche per giocatori come Franco e altri grandi campioni rossoneri. Lui era il capitano ed era sicuramente un’ispirazione per tutti i tifosi del Milan”.
Molti dicono che lei somigli a Baresi negli atteggiamenti: parla poco e le basta lo sguardo…
“Sì, Baresi era soprattutto un leader con l’esempio. Non parlava molto, era umile e per me ciò che lo descrive meglio è il modo in cui è tornato dall’intervento chirurgico al menisco per prendere parte alla finale del Mondiale contro il Brasile. Era quasi impossibile riuscire a recuperare e invece si prese anche la responsabilità di calciare uno dei rigori. Io mi sono trovato in una situazione simile: quando giochi per la tua nazionale e devi tirare un rigore, non è facile. Questo dice tanto su di lui, sulla sua personalità e sulla sua leadership”.
Quest’anno il Milan ha una motivazione in più, vincere un trofeo e dedicarlo a Baresi?
“Sì, questo per noi può essere un grande obiettivo: vincere un titolo e dedicarlo a Franco. Per la sua eredità. Riuscirci sarebbe qualcosa di straordinario, meraviglioso, un sogno. Lavoreremo duramente per farcela”.
Quanto è felice di iniziare la sua seconda stagione in rossonero?
“Sono molto felice di essere tornato perché lo scorso anno mi sono divertito. Purtroppo non abbiamo finito bene e non abbiamo raggiunto il nostro obiettivo minimo che era la qualificazione alla Champions League, e questo è stato un po’ frustrante. Mi è dispiaciuto non poter aiutare la squadra nelle partite più importanti alla fine della stagione a causa dell’infortunio. Per questo avevo voglia di tornare e spero di fare un’annata migliore, di vincere con il Milan”.
Sono stati il finale negativo in rossonero e un Mondiale così così con la Croazia che l’hanno spinta a continuare?
“No, sono qui prima di tutto perché sono stato benissimo. Il club e i tifosi mi hanno mostrato tanto affetto, mi sono stati davvero vicini sotto ogni aspetto e questa è stata la prima ragione per cui ho scelto di restare. La società, inoltre, ha mostrato di volermi fortemente ed è stato bello. Sento ancora la stessa passione, lo stesso desiderio di sempre e ho intenzione di continuare a divertirmi giocando a calcio. Questo è il posto migliore per me e spero sia di poter dare al Milan ciò che ho dato l’anno scorso sia di fare come squadra una stagione migliore. Anzi, un finale migliore. L’unico modo per riuscirci è imparare dagli errori commessi: fino alla partita persa contro la Lazio eravamo lì, a lottare per il campionato, poi quando abbiamo capito che sarebbe stato difficile vincere il titolo, forse siamo un po’ calati e ci siamo sentiti sicuri di essere già in Champions. Abbiamo sbagliato”.
Quindi quando ha deciso?
“Ho sempre avuto in testa di voler continuare un altro anno. Avrei potuto firmare il contratto già a dicembre, ma non l’ho fatto per ascoltare… il mio corpo: dovevo capire come stavo, se avevo ancora la stessa rabbia, lo stesso desiderio e la stessa passione per continuare a giocare. Questa era la cosa più importante e le risposte alla fine sono state quelle che mi aspettavo: sto ancora bene, ho passione e tutto ciò che serve per andare avanti. Quando ho visto che la dirigenza mi voleva ancora qui, non ho avuto molti dubbi. Perché quello che il Milan mi ha dimostrato l’anno scorso, durante il Mondiale e dopo la sua conclusione, è tutto ciò che un calciatore desidera: fiducia e affetto”.
Quali sono le prime impressioni su Amorim?
“Ho parlato con lui un paio di volte durante l’estate e le sensazioni sono buone, molto positive. Spero che sia sempre così, che saremo sempre sulla stessa lunghezza d’onda e che continueremo a capirci. Probabilmente il mister porterà idee nuove e noi cercheremo di fare tutto quello che ci chiederà. Mi auguro davvero che vada tutto bene”.
È arrivato anche un centravanti come Gonçalo Ramos. Che giocatore è?
“L’ho seguito molto ed è un grande attaccante. Forse è proprio quello di cui avevamo bisogno e che ci è mancato in passato. Spero che continui a fare le grandi cose che ha fatto in tutti i club dove è stato. Recentemente con lui ho avuto… una brutta esperienza, visto che ha segnato il gol che ha eliminato la mia Croazia dal Mondiale. Per quello che ho potuto percepire in questi giorni è anche un’ottima persona e mi auguro che regali tanta felicità al Milan”.
Gli ha detto qualcosa riguardo a quel gol?
“No, gliel’ho già detto negli Stati Uniti. Non voglio più tornare su questo argomento perché non è un bel ricordo”.
Le piace il Milan che sta nascendo?
“Mi piace quello che sta facendo il club. Fondamentalmente ci sono tutti i giocatori dell’anno scorso, con alcuni nuovi arrivi che saranno importanti per noi. Ramos, Gila e Diawara porteranno ancora più qualità e carattere alla squadra, aiutandoci a raggiungere i nostri obiettivi”.
Ha ritrovato anche Rafa Leao. Le fa piacere che sia ancora qui? Ha un consiglio da dargli sul futuro?
“No, non voglio dargli consigli. Rafa è abbastanza maturo per sapere cosa sia meglio per lui. Sa quanto i tifosi e tutto il club gli vogliano bene. È un grande giocatore ed è bello averlo qui. Deve solo lavorare duro e dare il massimo per il Milan, come ha sempre fatto. Forse non è reduce da una grande stagione: ha avuto un paio di infortuni e non si sentiva bene, abbastanza forte fisicamente, ma resta un grande calciatore. Secondo me, se dovesse restare, sarebbe fantastico per noi perché quando è al massimo della forma è uno dei migliori al mondo. Spero che possa stare bene, ritrovare il suo calcio e aiutarci a fare una grande annata perché, lo ripeto, è un grande giocatore. Mi piacerebbe che restasse, ma vedremo cosa succederà. Come ho detto, lui e il club decideranno quale sarà la soluzione migliore, ma come calciatore, naturalmente, voglio Rafa nella mia squadra”.
Dopo aver vinto sei Champions e trentaquattro titoli, ha ancora un sogno da realizzare?
“Quando sono arrivato qui la prima volta, ho detto che volevo vincere con il Milan e questo resta il mio sogno: vorrei conquistare dei trofei con addosso la maglia rossonera. Vedremo se sarà lo scudetto o qualche altro titolo, ma il mio sogno non è cambiato. È per questo che sono venuto. Non per divertirmi o passare del tempo. Riparto con il mio sogno e il mio obiettivo ben chiari in testa”.







































