Montella a 360°: «Yildiz può ancora migliorare e Spalletti può aiutarlo. Crisi calcio italiano? Dobbiamo ripartire dalle basi» | OneFootball

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·29 de abril de 2026

Montella a 360°: «Yildiz può ancora migliorare e Spalletti può aiutarlo. Crisi calcio italiano? Dobbiamo ripartire dalle basi»

Imagem do artigo:Montella a 360°: «Yildiz può ancora migliorare e Spalletti può aiutarlo. Crisi calcio italiano? Dobbiamo ripartire dalle basi»

Montella, attuale CT della Turchia, ha parlato di Yildiz, Luciano Spalletti e di come può ripartire il calcio italiano per ritornare in alto

Vincenzo Montella, CT della Turchia, ha raccontato a La Gazzetta dello Sport la gioia vissuta in Kosovo per la qualificazione ai prossimi mondiali negli Stati Uniti. L’allenatore italiano ha anche parlato di Yildiz, Calhanoglu e Celik, tre giocatori della nostra Serie A, che saranno sicuramente fondamentali in vista delle prossime gare. Ecco le parole del tecnico.

SULLA QUALIFICAZIONE AI MONDIALI«Direi di sì. E si aggiunge ad altri momenti straordinari, come i quarti di finale all’Europeo e la promozione in Lega A di Nations League. Un intero popolo è felice e per me questo rappresenta il premio più grande».


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SUGLI OBIETTIVI «Non è facile prevederlo, le incognite sono tante a cominciare dal territorio: ci alleneremo a Phoenix, in Arizona, in una location scelta dalla Fifa dove sono previsti 42 gradi, ma poi nel girone avremo una partita a Vancouver, in Canada, dove la temperatura sarà sensibilmente più bassa. Secondo gli studi passare dal caldo al freddo dovrebbe essere meglio per la squadra. Ma molto dipenderà dalle condizioni in cui arriveranno i calciatori in quel mese».

SU CALHANOGLU «L’ho sentito sereno e fiducioso in vista della finale di Coppa Italia: mi auguro che presto possa allenarsi con continuità. Calha è uno di quei registi in via di estinzione, un campione che fa sentire la mancanza quando non c’è. Di fianco a lui il compagno è più sicuro, perché può passargli il pallone nei momenti difficili sapendo di consegnarlo a una banca. Non entro mai nelle scelte personali. A me basta che sia felice, ovunque decida di giocare».

SU CELIK«Vale il discorso di prima. Per me è un giocatore utilissimo, di rendimento, multiruolo».

SULLA ROTTURA RANIERI-GASPERINI «Per me è indelicato giudicare dall’esterno, anche perché parlo di un club al quale sono molto legato. Ho stima di entrambi e non so cosa possa aver provocato questo imprevedibile epilogo. Penso solo sia un peccato per tutti: i tifosi avevano grande fiducia in questo nuovo corso».

SU YILDIZ – «È migliorato tanto. E può fare anche di più, essendo un ragazzo che non si accontenta mai. Se come leggo resterà Spalletti per lui è un vantaggio, perché Luciano è bravo a tirare fuori il meglio dai talenti».

SUL RAPPORTO CON SPALLETTI«Certo, siamo amici. E lo dice uno che da calciatore non andava d’accordo con lui».

SUL TECNICO CHE PIÙ LO INTRIGA – «Matarazzo, che ha appena vinto la Coppa di Spagna con la Real Sociedad. Mi incuriosiscono le storie e la sua di italo-americano è molto interessante».

SULL’ESPERIENZA ALL’ESTERO«Semmai di una cosa mi pento: non aver deciso di andare all’estero prima. Cambiare Paese arricchisce l’esperienza professionale e soprattutto umana. Magari un giorno tornerò a lavorare in Italia, perché mi manca un po’ l’atmosfera del campo da vivere tutti i giorni, ma per ora sono felicissimo in Turchia. Qui ho riscoperto la fiamma della passione. A un certo punto avevo pensato di smettere. Durante il Covid. Stavo bene con la famiglia, non avevo offerte che mi stimolassero. Andare ad Adana, un altro mondo, mi ha riacceso».

SULLA CRISI DEL CALCIO ITALIANO«Non voglio apparire come un professore. Tra l’altro la Nazionale italiana non è così scarsa come viene raccontata. Non è al livello delle prime 4-5 del mondo ma è comunque competitiva. Credo che i giocatori abbiano pagato il complesso da Mondiale, la paura di non farcela».

SU COME POSSIAMO RIPARTIRE«Dalla base. Forse bisogna insegnare ai giovani la tecnica e non assillarli con la tattica. E poi i vertici federali dovranno incidere più liberamente: sono testimone dell’impegno di Gravina e Gattuso, con i quali mi sono confrontato prima degli spareggi. Loro volevano fermare il campionato per avere più tempo per prepararsi. Ma non è stato possibile. In Turchia, nella stessa situazione e su mia richiesta, non si è giocato. Fare sistema è fondamentale».

SULLA SERIE A«Se la paragoniamo a 20 o 30 anni fa sì. Ma resta un torneo di grande interesse. Mancano i soldi dei diritti tv, che sono stati dirottati soprattutto in Inghilterra. Per me il principale gap è negli stadi: l’effetto ottico di una partita, con impianti moderni e sempre pieni, condiziona la valutazione di chi investe».

SUI CT ITALIANI QUALIFICATI – «Questo mi riempie di orgoglio: ho sempre tifato per gli italiani all’estero come portabandiera di un movimento. Ma ovviamente mi dispiace che la Nazionale non si sia qualificata».

SU GUARDIOLA CT DELL’ITALIA «Guardiola è talmente intelligente da poter fare tutto. Perché no?».

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