Calcio e Finanza
·23 de abril de 2026
Niente Iran e Italia ripescata ai Mondiali? Cosa dice il regolamento FIFA

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·23 de abril de 2026

La richiesta di Paolo Zampolli, inviato di Trump in Italia, di far partecipare gli azzurri ai Mondiali 2026 al posto dell’Iran ha nuovamente acceso il dibattito sulla situazione legata alla partecipazione della nazionale alla prossima Coppa del Mondo. Una vicenda che si intreccia con la geopolitica, in un clima in cui la FIFA comunque punta a confermare l’Iran tra le 48 squadre che saranno protagoniste nel torneo della prossima estate.
Il tema tuttavia resta, soprattutto perché dallo stesso Paese arabo non sono arrivate certezze sulla volontà di partecipare ai Mondiali. Finora le richieste di spostare le gare in Canada non sono state accettate e la situazione verrà valutata nelle prossime settimane per arrivare a una decisione definitiva.
Sul tavolo, quindi, la questione rimane. Ma cosa dice il regolamento in caso di passo indietro?
Il regolamento FIFA della Coppa del Mondo 2026 lascia ampio margine decisionale all’organismo guidato da Zurigo. L’articolo 6.2 stabilisce innanzitutto le sanzioni economiche: una federazione qualificata che si ritira entro 30 giorni dalla prima partita della fase finale viene multata per almeno 250mila franchi svizzeri, cifra che sale ad almeno 500mila franchi in caso di rinuncia più tardiva. Oltre alla multa, la federazione dovrebbe restituire i contributi ricevuti dalla FIFA per la preparazione al torneo.
Il punto chiave riguarda però la sostituzione della squadra. Il regolamento FIFA prevede infatti un ampio potere discrezionale da parte della federazione internazionale. L’articolo 6.7 stabilisce infatti: «Se una federazione membro partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo FIFA 2026, la FIFA deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e adotterà qualsiasi misura ritenuta necessaria. La FIFA potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra associazione».
Una ampia discrezionalità che quindi lascia alla FIFA aperta qualsiasi ipotesi, soprattutto considerando che non ci sono precedenti recenti da cui prendere spunto.
La principale opzione resta comunque quella di pescare dalla confederazione asiatica, anche se il format rende complicato ipotizzare quale squadra nello specifico: l’Uzbekistan, secondo classificato nel girone vinto dall’Iran, ha già ottenuto la qualificazione diretta ai Mondiali, mentre Qatar ed Emirati Arabi Uniti – terza e quarta – sono passati attraverso ulteriori turni, la prima qualificandosi negli spareggi e la seconda venendo eliminata dall’Iraq. Quest’ultima, poi, è stata protagonista dello spareggio intercontinentale vintro contro il Bolivia, ottenendo così l’ultimo posto disponibile al Mondiale.
Se la scelta della FIFA dovesse quindi essere quella di rimanere in Asia, l’opzione principale per il ripescaggio potrebbe quindi essere quella di ripescare gli Emirati Arabi Uniti. Ma, essendo il regolamento particolarmente vago, la FIFA valuterà l’opzione solo nel momento in cui l’Iran dovesse ufficialmente comunicarle il passo indietro.
Al momento, infatti, ci sono solo dichiarazioni provenienti dall’Iran ma non c’è nessuna comunicazione ufficiale alla FIFA, che continua a monitorare l’evoluzione della situazione politica e di sicurezza. L’Iran resta inserito nel Gruppo G insieme a Belgio, Egitto e Nuova Zelanda, con partite previste tra Los Angeles e Seattle. Per quanto riguarda le parole di Zampolli, non ci sono commenti ufficiali da parte della stessa FIFA, che si è limitata a ricordare come il presidente Infantino abbia in più occasioni ribadito la certezza della partecipazione di Iran al prossimo Mondiale, l’ultima volta il 15 aprile, e a marzo scorso ha fatto visita alla nazionale di Teheran ad Antalya sottolineando che la squadra ha guadagnato sul campo la qualificazione e ribadendo il supporto FIFA alla sua presenza negli Stati Uniti.









































