Pagine Romaniste
·22 de março de 2026
Olimpico, l’amico tradito

In partnership with
Yahoo sportsPagine Romaniste
·22 de março de 2026

CORRIERE DELLA SERA (Davide Stoppini) – Una contraddizione perenne, è questa la stagione romanista. Con dentro tutto e il contrario di tutto. Con l’esaltazione fino alle 22.15 dell’1 marzo e la depressione delle ultime ore. Così Gasp si ritrova al bivio. Può esserlo una partita in casa con il Lecce? La risposta è sì. Perché se un senso ce l’ha ancora, il 2025/26 dipende dai tre punti odierni. Se arrivano c’è ancora vita a Trigoria, altrimenti le otto sfide successive diventano le prove generali della prossima annata.
La Roma di oggi ha un paio di compiti da assolvere. Il primo: fare pace con l’Olimpico, con i propri tifosi, quelli che carichi di delusione alla fine dell’ottavo con il Bologna hanno fischiato i giocatori. È il sentimento naturale dopo una serata carica di passione, il confine spesso sottilissimo tra amore e odio. Del resto è proprio dagli incroci interni che passano le chance di quarto posto, con cinque gare su nove da giocare tra le mura amiche, derby compreso alla penultima giornata.
Ma poi, i giallorossi devono rispondere alla chiamata della proprietà. Due giorni fa Ryan Friedkin ha chiesto a Gasperini di ritrovare la compattezza necessaria per non mollare il traguardo Champions League, che è considerato un obiettivo ancora alla portata. Da quel che accadrà da qui alla fine del campionato, dipenderà anche la Roma del futuro.
Cambieranno i giudizi, evidentemente. Nessuno in società ha mai pensato che la squadra avesse l’obbligo di arrivare entro i primi quattro posti. Ma lottare fino in fondo per riuscirci, quello sì. Ecco, oggi contro i salentini c’è l’esame numero uno. Stando alla quota Champions citata qualche settimana fa da Gian Piero Gasperini, ovvero i 71-72 punti, la Roma avrebbe bisogno di 7 vittorie negli ultimi 9 incontri.









































