Milannews24
·30 de maio de 2026
Oliver Glasner, l’uomo che ha sconfitto il destino: il Milan pensa a un allenatore diverso da tutti gli altri

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·30 de maio de 2026

Ci sono allenatori che arrivano ai grandi club grazie ai risultati. E poi ci sono allenatori che portano con sé una storia capace di andare oltre il calcio. Oliver Glasner appartiene decisamente alla seconda categoria.
Il nome del tecnico austriaco è diventato uno dei più caldi per la panchina del Milan in queste settimane di profonda rivoluzione societaria. Dopo i rifiuti di altri candidati, il profilo dell’ex allenatore del Crystal Palace sta guadagnando sempre più terreno. E non soltanto per i trofei conquistati o per le sue qualità tattiche.
La sua è una storia di resilienza, carattere e rinascita.
Nel 2011 la vita di Glasner cambiò per sempre. Quella che doveva essere una normale trasferta europea si trasformò in un incubo. Un’emorragia cerebrale lo costrinse a un intervento d’urgenza e a una lunga battaglia per tornare alla normalità.
Da quel momento comprese una verità che molti sportivi scoprono troppo tardi: il calcio è importante, ma la vita lo è molto di più.
Forse è proprio questa esperienza ad aver plasmato il tecnico che conosciamo oggi. Un allenatore intenso ma equilibrato, esigente ma umano, capace di costruire rapporti profondi con i propri giocatori.
In un calcio sempre più dominato dai personaggi e dalle dichiarazioni ad effetto, Glasner rappresenta quasi un’anomalia.
Non cerca le copertine. Non alimenta polemiche. Non vive di slogan.
Preferisce lavorare quotidianamente sul campo, creando un ambiente compatto e responsabile. È uno di quegli allenatori che riescono a convincere i calciatori attraverso la credibilità e non attraverso il volume della voce.
Una caratteristica che potrebbe risultare particolarmente preziosa in un Milan che negli ultimi mesi ha dato spesso l’impressione di aver smarrito punti di riferimento chiari.
Dal punto di vista tattico, Glasner è uno degli allenatori più interessanti emersi negli ultimi anni.
Il suo sistema preferito è il 3-4-2-1, ma ridurre il suo lavoro ai numeri sarebbe un errore. Le sue squadre sono riconoscibili soprattutto per intensità, pressing, velocità nelle transizioni e ricerca immediata della profondità.
Verticalità, aggressività e coraggio sono concetti centrali nel suo calcio.
All’Eintracht Francoforte riuscì a costruire una squadra capace di vincere l’Europa League contro avversari economicamente superiori. Al Crystal Palace ha dimostrato di saper competere anche nel campionato più difficile del mondo, conquistando risultati che hanno aumentato notevolmente la sua reputazione internazionale.
Il Milan non ha bisogno soltanto di un allenatore. Ha bisogno di una figura capace di guidare una ricostruzione tecnica e mentale.
In questo senso Glasner rappresenta una soluzione affascinante. Ha esperienza internazionale, sa lavorare con i giovani, valorizza i giocatori e ha già dimostrato di poter ottenere risultati importanti senza disporre dei budget delle superpotenze europee.
Non è il nome più mediatico. Non è quello che farebbe più rumore sui social. Ma spesso le scelte migliori sono proprio quelle che inizialmente generano meno clamore.
Se dovesse davvero approdare in rossonero, Glasner si troverebbe davanti alla prova più importante della sua vita professionale.
Allenare il Milan significa convivere ogni giorno con una storia gigantesca, aspettative enormi e una pressione costante.
Ma se c’è una cosa che la sua storia personale insegna è che Oliver Glasner non si è mai lasciato intimidire dalle difficoltà.
Dopo aver sconfitto il destino nel momento più drammatico della sua vita, affrontare la panchina del Milan potrebbe sembrare semplicemente l’ennesima sfida da vincere.
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