Juventusnews24
·23 de fevereiro de 2026
Paolo Rossi chiarissimo: «Ho un po’ di dubbi su Spalletti. Se scusiamo lui dobbiamo farlo con tutti. Thiago Motta…» – VIDEO

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Durante l’ultima puntata di Primo Tempo, Paolo Rossi ha parlato anche Luciano Spalletti. Di seguito le sue dichiarazioni.
SU SPALLETTI – «Noi non possiamo immaginare che anche se il prossimo anno ci comprano quattro giocatori finalmente giusti per i quali andiamo a fare tutti un pellegrinaggio, ognuno sceglie il luogo laico o cattolico o buddista o induista. Però non è che non esistono mai le crisi e quindi un allenatore deve saper ed essere in grado di saperle leggere e saperci mettere freno. Ecco, io su questo perdonatemi un po’ di dubbi su Spalletti ce li ho anche per quello che è successo in Nazionale. Cioè Spalletti non è un allenatore in crescita, questo deve essere molto chiaro. Quindi su questo un po’ di dubbi ce li ho ma ripeto, fatelo firmare. Usciamo dal dibattito sugli allenatori, perché se noi perdoniamo a Spalletti quello che non abbiamo perdonato agli altri non è giusto»
SU THIAGO MOTTA – «Se Spalletti, voglio essere chiaro arriva 7º, 8º perché c’è questa possibilità. Poi è vero che c’è tutto il tempo, però sempre di meno. facciamo anche solo il fatto che Spalletti non conquista il posto in Champions, beh, mi viene da ricordare che però tutti gli altri ci sono. Ripeto, torniamo a Delneri. Allora quando si giustifica Spalletti si giustifichi anche tutti gli altri. Thiago Motta aveva un alibi molto forte. E lo dico io che proprio non c’è nessuna simpatia nei confronti di Thiago Motta da prima avevo detto che era una scelta sbagliata. Però Thiago Motta anche lui è stato senza Bremer tutto l’anno, Ad un certo punto, anzi, aveva una rosa meno attrezzata di quella di Spalletti, perché lui ha giocato fino a un certo punto con un solo centravanti, perché Milik non c’era più, c’era solo Vlahovic. Poi gli ha comprato Kolo Muani e la situazione è migliorata. Però le scuse che noi dobbiamo dare allora a tutti dopo, se le diamo a Spalletti. E non io sono mai dell’idea che bisogna solamente ragionare sull’ allenatore»









































