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·31 de maio de 2026
🏆 Parigi rossoblu, Luis Enrique 🤩, Macron vs Mbappé? I festeggiamenti del PSG dopo la Champions

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Dopo la vittoria della Champions League contro l’Arsenal ai calci di rigore, il Paris Saint-Germain ha festeggiato la sua seconda vittoria consecutiva in Europa lungo le vie di una Parigi reduce da una vera e propria serata di guerriglia urbana.
Difficilmente si sono viste scene di una bellezza simile. La formazione di Luis Enrique ha alzato davanti la Coppa dalle Grandi orecchie con la torre Eiffel sullo sfondo. Uno spettacolo per niente male.
Particolarmente contento è Luis Enrique, arrivato alla terza vittoria della massima competizione continentale da allenatore, dopo quella contro l’Inter della scorsa annata e quella contro la Juventus del 2015 alla guida del Barcellona.
“Una volta va bene, due volte è meglio per il backt-to-back. Ci vediamo il prossimo anno per la terza“. Così Ousmane Dembelé ai suoi tifosi, magari, chissà, sognando anche il secondo Pallone d’Oro.
Pullman, bagno di folla per Kvara&co e coppa sollevata sotto la Torre Eiffel. Più di mille tifosi hanno passato un pomeriggio storico scortando la squadra sul bus in giro per la città seguendoli con i motorini, riempiendo le strade della capitale francese.
Non si sono fatti mancare momenti di tensione, seppur molto più lievi rispetto a quelli di ieri sera. All’altezza dei Campi di Marte, sotto la Torre Eiffel, dopo la sfilata dei calciatori, la polizia ha dovuto disperdere la folla con gas lacrimogeni, unica macchia di un pomeriggio di festa.
Il presidente della Repubblica Francesce, Emmanuel Macron, ha ricevuto i giocatori e ha colto l’occasione per condannare le scene di violenza di ieri sera:
“Purtroppo abbiamo assistito, e non vogliamo abituarci a questo, a scene di violenza inaccettabili. Il calcio non è questo! Saremo inflessibili. Non vogliamo più vedere queste cose. Ne abbiamo abbastanza. Basta!”
Non sono poi mancate parole al miele per capitan-Marquinhos, anche se non pochi le hanno lette come una frecciatina a Mbappé, a differenza del quale il brasiliano è rimasto “mentre molti altri dicevano che l’erba del vicino è sempre più verde, e che bisognava andare in altri club europei”.
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