Pastore spiega: «Fullkrug giocatore importante, al Milan si dovrebbe ascoltare di più lui. Calendario? Non credo sia un problema. E sul derby penso che…» – | OneFootball

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·07 de fevereiro de 2026

Pastore spiega: «Fullkrug giocatore importante, al Milan si dovrebbe ascoltare di più lui. Calendario? Non credo sia un problema. E sul derby penso che…» –

Imagem do artigo:Pastore spiega: «Fullkrug giocatore importante, al Milan si dovrebbe ascoltare di più lui. Calendario? Non credo sia un problema. E sul derby penso che…» –

Giuseppe Pastore è intervenuto in esclusiva su Calcionews24 per commentare la stagione del Milan e la lotta scudetto. Le sue parole

Intervenuto in esclusiva a Calcionews24, Giuseppe Pastore, noto giornalista, ha affrontato alcune delle tematiche del calcio italiano. Tra corsa sudetto e big del nostro campionato, ecco quali sono state le sue analisi riguardo alla stagione del Milan:

Passando al Milan di Allegri, che impatto pensi possa avere l’arrivo di Fullkrug e quanto c’è di vero su questi presunti dissapori interni tra Tare e Furlani sul mercato?


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«Partiamo da Fullkrug. Il tedesco è un giocatore importante che ha migliorato e completato un reparto in cui mancava terribilmente una prima punta di quel tipo che per il momento ha giocato anche una sola volta da titolare. I margini quindi sono enormi a livello di crescita e di minutaggio. Allegri lavora bene coi giocatori, si sta esaltando in questi giorni a valorizzare anche giocatori che sembravano fuori dal progetto quindi non ho dubbi che Fullkrug, con quella testa che gli permette di giocare anche con un dito rotto, verrà utile anche se le partite non è che siano tante da qui alla fine. Sul mercato del Milan vale quello detto per altre squadre. In Italia il mercato è difficile, i soldi non sono tanti e c’è una concorrenza spietata che arriva di solito su tutti i nomi migliori e bisogna lavorare di fantasia. Al Milan è troppo importante ritornare in Champions per avere un budget il prossimo anno all’altezza del Milan. Un pò è stato fatto anche quest’anno. Giocatori che secondo me miglioreranno e lo stanno già facendo come Nkunku, Athekame, De Winter, giocatori che negli ultimi due mesi si stanno portando a livello quasi dei titolari e la strada è questa. L’allenatore non è certamente il più brillante e il più moderno ma fa una cosa che in pochi sanno fare in Europa: gestire il gruppo. Lo gestisce in maniera serena, senza tensioni, smorzando tutto. Non è uscito un singolo caso, un singolo momento di malumore. I giocatori non fanno altro che ripetere quanto è unito il gruppo. Queste cose valgono esattamente quanto un allenatore che ti fa giocare bene e ti fa crescere a livello tecnico-tattico. Ecco, al Milan dovrebbero ascoltare un pò di più Allegri perchè a volte le strade sono un pò separate su questo».

Nelle ultime settimane è divampata la polemica a livello mediatico sul calendario e sui troppi impegni con Allegri e Conte su posizioni diametralmente opposte. Qual è la tua opinione in merito?

«Io non credo molto al fatto che giocare di più sia un problema. Certamente ci si stanca ma i giocatori si divertono, il loro lavoro è giocare partite di calcio quindi giocarne poche li fa allenare di più ma i giocatori amano più giocare che allenarsi. Il discorso degli infortuni è invece un discorso molto serio che può però essere prevenuto o quantomeno limitato. Non è che chi gioca 50 partite alla fine si riempie di infortuni. Per esempio non capita all’Inter. Ci sono 72 squadre che partecipano all’Europa League e Champions League, che hanno già giocato 8 partite più i campionati più le coppe nazionali, non è che hanno gli infortuni del Napoli o sono falcidiate. Conte questo lo sa benissimo e spesso utilizza polemiche strumentali a volte anche per cambiare discorso, per nascondere errori che anche lui come tutti gli allenatori commette. C’è chi li ammette e chi no ma nessuno è perfetto. Sono polemiche strumentali. Chi gioca poco si lamenta perchè ha tanti giocatori poco utilizzati e quindi è difficile coinvolgerli tutti, chi gioca molto dice che ci si fa sempre male. Nessuno è mai contento. Io preferisco gli allenatori che tengono la testa bassa e lavorano alla Chivu o alla Allegri quest’anno o anche alla Gasperini che l’ha detto che il problema non sono le partite ma gli infortuni. Ripeto, si possono prevenire. Ci sono metodi modernissimi per limitarli, se poi Conte ha fatto male i conti o ha preferito ignorare certi giocatori che andavano coinvolti di più nel corso della stagione forse è anche per questo che ha così tanti infortuni».

A prescindere dalla matematica tu credi che lo scudetto sia già indirizzato o credi ci possa essere un remake del 2022?

«Penso che a decidere il campionato sarà il derby dell’8 marzo. Sarà quella la partita da cui capiremo qualcosa in più. Se il Milan supera il derby con un distacco dai 5 punti in giù, quindi non per forza vincendolo, sarebbe ancora in corsa, soprattutto se l’Inter facesse strada in Champions League perchè ovviamente sappiamo che in questo caso paghi qualcosa in campionato. Se dopo il derby invece l’Inter avrà un vantaggio di almeno 6 punti e avendo già tolto a quel punto gli scontri diretti con Napoli, Juve e Milan la strada sarebbe spianata anche perchè la squadra in questo momento sta affrontando il campionato in maniera molto convinta quindi avere il traguardo non in volata ma chiaramente in posizione di vantaggio darà alla squadra una determinazione ancora maggiore. L’Inter soffre gli scontri diretti. Se li supererà senza danni allora per me sarà tutta discesa secondo me».

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