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·29 de junho de 2026

Patrimonio miliardario e commissioni d'oro: dentro gli affari di Jorge Mendes, eminenza grigia del mercato del Milan

Imagem do artigo:Patrimonio miliardario e commissioni d'oro: dentro gli affari di Jorge Mendes, eminenza grigia del mercato del Milan

Dopo settimane di immobilismo legate alla necessità di definire il nuovo quadro dirigenziale, il Milan ha iniziato a muoversi sul mercato. Il club rossonero ha chiuso a sorpresa per l’acquisto di Gonçalo Ramos dal PSG per 74 milioni di euro più bonus, cifre che se fossero confermate farebbero dell’attaccante portoghese il colpo più costoso della storia della società, davanti ai quasi 50 milioni investiti per Rafael Leao (tra cartellino e la successiva multa per il caso Sporting Lisbona).

A gestire l’operazione per i rossoneri è stato lo stesso patron Gerry Cardinale in prima persona, ma il vero regista è facilmente identificabile nel super agente portoghese Jorge Mendes, uno dei procuratori più importanti dell’intero panorama calcistico mondiale. E vedendo anche gli altri calciatori accostati ai rossoneri dopo l’arrivo di Ruben AmorinAntonio Silva del Benfica in primis –, oltre ai possibili addi come quello di Rafael Leao, il Milan sembra fare tanto affidamento su Mendes almeno per questa finestra di mercato, che chiamerà i rossoneri a un’altra ripartenza dopo due stagioni decisamente complicate.


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Chi è Jorge Mendes? Un parco calciatori da oltre 1,6 miliardi

Nato a Lisbona il 7 gennaio 1966, senza un passato da calciatore ma come gestore di una discoteca, Mendes fonda la sua agenzia Gestifute nel 1996. Il primo trasferimento concluso è quello di Nuno Espirito Santo (attuale allenatore del West Ham) dal Vitoria Guimaraes al Deportivo La Coruña. Da lì nacque un rapporto solido con il portoghese, i cui interessi sono ancora curati dalla potente agenzia di Mendes. Ma a cambiare le sorti della Gestifute arriva nel 2003 quando viene firmato un contratto di procura con Cristiano Ronaldo nel suo passaggio dallo Sporting Lisbona al Manchester United. Commissione milionaria per Mendes, che si ripete per ogni passaggio, con valore molto alto da lì in poi, del fenomeno portoghese in una nuova squadra, che comprende ovviamente Real Madrid, Juventus e, infine, l’Al Nassr in Arabia Saudita.

A 60 anni, Mendes con la sua Gestifute ha accordi con calciatori dal valore complessivo superiore a 1,6 miliardi di euro. Nel solo 2024 è stato l’artefice di cinque trasferimenti di primo piano: Leny Yoro al Manchester United per 52 milioni di euro, Joao Neves al Paris Saint-Germain per 60 milioni, Pedro Neto al Chelsea per 63 milioni, Manuel Ugarte al Manchester United per 50 milioni e il ritorno di Joao Felix al Chelsea per 52 milioni, generando in un’unica sessione estiva operazioni per oltre 300 milioni di euro.

Il modello di business alla base di Gestifute è però ben più complesso rispetto solamente all’incasso derivante dalle commissioni sui trasferimenti di calciatori o allenatori. Con il passare degli anni, per esempio, la caratura e il conseguente potere di influenzare ogni sfera appartenente al mondo del calcio, hanno portato Mendes a recitare un ruolo da protagonista nella cessione del Wolverhampton ne 2016 in favore del conglomerato cinese Fosun, che detiene anche partecipazioni nella stessa Gestifute. Da quel momento Mendes contribuì personalmente alla costruzione della rosa del club inglese, operando contemporaneamente come agente del club, dell’allenatore e dei giocatori. Solamente nel 2022 il Wolverhampton investì 124 milioni di euro prevalentemente per acquistare calciatori assistiti da Gestifute.

Chi è Jorge Mendes? I conti di Gestifute e il patrimonio personale

Anche gli aspetti economici della Gestifute meritano attenzione. Le commissioni standard oscillano tra il 5% e il 10% dello stipendio lordo del calciatore oppure fino al 6% della commissione di trasferimento secondo il regolamento FIFA del 2023, mentre i ricavi derivanti dai diritti d’immagine vengono gestiti attraverso veicoli societari dedicati. Su un trasferimento da 63 milioni di euro questo significa compensi compresi tra 3,78 e 6,3 milioni di euro per una singola operazione. Moltiplicando tali cifre per il numero di trasferimenti conclusi annualmente da Gestifute – seppur chiaramente non tutti raggiungano cifre di questa portata -, il quadro dei ricavi diventa evidente.

Guardando ai conti delle società alle quali si può risalire, emergono due ambiti di attività differente: una società – la Gestifute SA – ha sede in Portogallo e nel 2024 (ultimi dati disponibili) ha fatto registrare un fatturato di 15,6 milioni di euro e un utile netto di poco meno di 6,6 milioni di euro. La Gestifute International Limited è invece basata in Irlanda, con ricavi al 31 dicembre 2024 a quota 62 milioni di euro e un utile di esercizio che ha superato i 44 milioni di euro.

Per quanto riguarda invece il patrimonio personale di Mendes, il totale è stato stimato intorno agli 1,8 miliardi di dollari nel 2025, anche se le cifre non sono confermate. Attualmente la sua agenzia gestisce circa 155 clienti attivi, dei quali circa 72 militano nei principali campionati europei, per un valore di mercato complessivo vicino a 1,7 miliardi di euro. L’attività di Mendes va però ben oltre il calcio. Tra i suoi assistiti figurano anche il pilota di Formula 1 Charles Leclerc, la triplista Patricia Mamona, il surfista Frederico Morais e il ciclista João Almeida. Una strategia di diversificazione che trasforma Gestifute in una società di rappresentanza multisport piuttosto che in una semplice agenzia calcistica con un elenco di clienti illustri.

Una tale influenza, però, ha attirato attenzioni da parte dei vertici del calcio mondiale, con nuove norme per gli agenti e relative agenzie che negli anni si sono fatte sempre più stringenti. Per esempio nel 2025, la FIFA ha introdotto un nuovo regolamento con l’obiettivo di professionalizzare la figura dell’agente, aumentare la trasparenza sulle commissioni e sui contratti, rafforzare i controlli e tutelare i calciatori dai conflitti di interesse. Le nuove norme introducono criteri di licenza, vietano alcune forme di rappresentanza multipla e fissano un tetto massimo alle commissioni. Mendes si era pubblicamente opposto alle prime versioni del regolamento e, insieme Mino Raiola (scomparso nel 2022) e a Jonathan Barnett, aveva promesso di contrastare i piani della FIFA nelle sedi giudiziarie. Il regolamento rimane tuttavia sospeso attualmente, e come altre situazioni legate al mondo del calcio è finito di fronte alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.

Tornando alle attività imprenditoriali di Mendes, forse il vero potere principale della Gestifute è quello di individuare prima di tutti i calciatori che in un prossimo futuro possano rappresentare un crack del calcio mondiale, siglando con loro accordi professionali quando sono ancora giovanissimi, ma soprattutto sconosciuti. Questo permette anche di avere rapporti ancora più stretti con i club, soprattutto in Portogallo. Per esempio, tra il 2001 e il 2010 Gestifute partecipò al 68% di tutte le operazioni di mercato effettuate da Sporting Lisbona, Benfica e Porto. Il risultato fu ottenuto grazie a una presenza costante nelle scuole calcio e nei vivai portoghesi, costruendo la propria rete di contatti attraverso un accesso precoce ai giovani prospetti.

Lo stesso modello che gli consentì di ingaggiare Cristiano Ronaldo a 17 anni continua oggi a essere applicato nella penisola iberica, in Sud America e, sempre più, in Africa. Inoltre, va sottolineato come il controllo esercitato da Gestifute sulla filiera del calcio portoghese fa sì che qualsiasi club intenzionato ad accedere ai migliori talenti della penisola iberica debba inevitabilmente confrontarsi con Mendes. Questa leva non è un effetto collaterale del suo modello di business, ma ne rappresenta il centro di gravità permanente.

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