Inter News 24
·29 de junho de 2026
Perisic Inter, è davvero il momento del ritorno? Tra cuore, esperienza e dubbi, ecco perché Chivu dovrebbe riflettere

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·29 de junho de 2026

Inter calciomercato ultimissime: le parole di Ivan Perisic hanno inevitabilmente riacceso la fantasia dei tifosi nerazzurri. «Dipende dal presidente e dal direttore. Sanno dove trovarmi». Una frase semplice, ma sufficiente per alimentare un dibattito che sembrava chiuso dopo il suo addio del 2022.
Ma oggi la domanda è un’altra: Perisic sarebbe davvero utile all’Inter di Cristian Chivu?
La risposta, probabilmente, non è né un sì né un no assoluto. Perché questa è una trattativa che andrebbe valutata con la testa prima ancora che con il cuore.
Chi pensa che il croato sia ormai un ex calciatore dovrebbe guardare semplicemente i numeri dell’ultima stagione.
Con il PSV Eindhoven, nel 2025/2026, Perisic ha disputato 37 partite, realizzando 8 gol e 10 assist in tutte le competizioni. Numeri che confermano come continui a essere decisivo anche a 37 anni. Altre rilevazioni statistiche gli attribuiscono 19 partecipazioni dirette a gol tra campionato e coppe, confermando un rendimento offensivo di alto profilo.
Non stiamo parlando di un giocatore che vive di ricordi, ma di un esterno ancora capace di incidere, creare superiorità numerica e produrre occasioni da rete.
L’Inter sta vivendo un momento di forte rinnovamento.
Tra addii pesanti e l’ovvia conferma in panchina di Cristian Chivu, serviranno inevitabilmente figure capaci di accompagnare i più giovani. Sotto questo aspetto Perisic rappresenterebbe una garanzia.
Conosce perfettamente l’ambiente nerazzurro, sa cosa significa giocare partite decisive e ha già dimostrato di saper interpretare il ruolo di quinto di centrocampo, fondamentale nel sistema tattico utilizzato dall’Inter negli ultimi anni.
La sua duttilità gli consentirebbe di essere impiegato sia a destra sia a sinistra, offrendo una soluzione preziosa durante una stagione ricca di impegni.
Esistono però anche motivi validi per essere prudenti.
Il primo riguarda l’età. Perisic compirà 38 anni durante la prossima stagione e, per quanto il suo stato fisico sia ancora eccellente, il tempo non può essere ignorato.
C’è poi un altro aspetto da considerare: la nuova linea societaria.
Da quando Oaktree ha assunto il controllo del club, l’Inter ha deciso di investire soprattutto su calciatori giovani, con margini di crescita e valore patrimoniale destinato ad aumentare. Perisic rappresenterebbe esattamente l’opposto di questa filosofia.
Non sarebbe un investimento per il futuro, ma una soluzione immediata.
Ed è proprio qui che potrebbe trovarsi il punto d’incontro.
Se qualcuno immagina Perisic come il nuovo titolare della fascia destra dopo l’addio di Dumfries, probabilmente sta chiedendo troppo.
Se invece il croato venisse acquistato come prima alternativa, capace di giocare su entrambe le corsie, entrare nelle rotazioni, trasmettere mentalità vincente e risultare decisivo nei momenti importanti, allora il discorso cambia completamente.
Un giocatore con il suo curriculum può ancora fare la differenza senza dover disputare cinquanta partite da titolare.
Il ritorno di Perisic avrebbe inevitabilmente anche un forte valore emotivo. I tifosi ricordano ancora le sue prestazioni e soprattutto il contributo dato nelle sfide decisive.
Ma il mercato non può essere guidato soltanto dalla nostalgia.
L’Inter deve costruire una squadra competitiva per il presente senza compromettere il futuro. Se il croato dovesse arrivare con un ruolo ben definito, un ingaggio sostenibile e la consapevolezza di essere una risorsa e non il perno del nuovo progetto, allora l’operazione avrebbe assolutamente senso.
Perisic non sarebbe il futuro dell’Inter. Potrebbe però essere un prezioso ponte tra il passato vincente e la squadra che Chivu vuole costruire.







































