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·03 de agosto de 2026

Più spazio per gli skybox e prima pietra nel 2027: il Comune svela il progetto per il Maradona

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Il Comune di Napoli si prepara a mostrare, almeno nei suoi tratti essenziali, il progetto del nuovo stadio Maradona. Si tratterebbe del plico da 500 tavole già inviato alla FIGC per candidare la città a ospitare EURO 2032, la rassegna continentale organizzata insieme alla Turchia, per la quale l’obiettivo, come scrive Il Mattino, è rientrare nel lotto delle cinque città italiane individuate come sedi delle partite.

Il percorso del Comune procede parallelamente a quello di Aurelio De Laurentiis, che ha già presentato alla FIGC il proprio progetto per uno stadio di proprietà nell’area della Q8 a San Giovanni a Teduccio. Non si tratta di uno scontro istituzionale. Semplicemente ciascuno dei due soggetti persegue la strada che ritiene più funzionale a tutelare i propri interessi: il Comune quelli della collettività, il patron azzurro quelli della sua società.


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Nel progetto comunale la tribuna centrale del nuovo Maradona sarà dotata di skybox da sedici posti ciascuno, con annesso salottino interno. Si tratta di una richiesta avanzata dal presidente del Napoli, formulata circa un anno e mezzo fa nel primo incontro con il sindaco Gaetano Manfredi in un hotel di corso Vittorio Emanuele, quando ancora sembrava percorribile un’intesa sulla ristrutturazione dell’impianto di Fuorigrotta.

Dal Municipio parlano di «una mano tesa» del sindaco Gaetano Manfredi verso il Napoli. Il Comune ha comunque recepito le indicazioni della società, prevedendo 600 posti super vip, una dotazione che consentirebbe di attrarre tifosi facoltosi e sponsor.

L’intenzione è quella di portare a termine la ristrutturazione dell’ex San Paolo entro il 2031, indipendentemente dall’esito della candidatura per Euro 2032. Alla presentazione di domani sono stati invitati sia la società azzurra sia il governatore della Campania Roberto Fico, che ha finanziato con 150 milioni di euro i lavori di ristrutturazione. Il Comune stanzierà altri 50 milioni, parte dei quali già erogati: i lavori per la riapertura del terzo anello, con i relativi saggi tecnici, sono di fatto già avviati.

Tempistiche e appalto: prima pietra nel 2027

I 500 allegati includono «rendering mai visti prima», secondo quanto fanno sapere dal Comune, che saranno proiettati nella sala giunta di Palazzo San Giacomo. Le linee guida del progetto sono due: sostenibilità ambientale e continuità dell’attività calcistica della Ssc Napoli, con la garanzia che la vendita dei biglietti resti costante nel tempo.

La gara per l’appalto integrato sarà bandita entro l’anno e chi se l’aggiudicherà si occuperà sia della progettazione esecutiva sia dell’esecuzione dei lavori. L’obiettivo del Comune è porre la prima pietra entro la seconda metà del 2027, con la struttura pronta un anno prima dell’inizio della kermesse continentale.

Trattandosi di uno stadio pubblico finanziato con fondi pubblici, in teoria non dovrebbero esserci rallentamenti. Tuttavia, considerato che il Maradona ha oltre cinquant’anni ed è considerato patrimonio storico, in caso di intoppi burocratici o legati alla Sovrintendenza il Comune potrebbe ricorrere allo strumento del Commissariato per gli stadi, come confermato ieri dal ministro competente proprio a Il Mattino.

Il nuovo impianto: 60mila posti e un solo anello

Secondo la relazione allegata al progetto, l’ammodernamento punta a una capienza complessiva di circa 60mila posti, con l’obiettivo di bilanciare grande affluenza, comfort individuale, sicurezza e qualità dell’esperienza, requisiti necessari per ospitare competizioni Uefa ed eventi calcistici di rilievo.

Lo stadio sarà privo di pista d’atletica e avrà un unico anello che parte dall’alto e scende fino a un massimo di sette metri dal terreno di gioco. L’impianto sarà inoltre raggiungibile tramite trasporto pubblico, grazie a tre linee dedicate.

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