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Chiara Caravelli·03 de julho de 2026
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Chiara Caravelli·03 de julho de 2026
È una notte destinata a restare nella storia quella tra Portogallo e Croazia. A Toronto la formazione di Roberto Martinez conquista l'accesso agli ottavi di finale superando la Croazia 2-1 al termine di una sfida interminabile, risolta al 94' dal colpo di testa di Gonçalo Ramos su perfetto cross dalla sinistra di Rafael Leao.
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L'atmosfera era già particolare prima del fischio d'inizio. A poche ore dalla gara, Katia Aveiro, sorella di Cristiano Ronaldo, aveva dichiarato che il Mondiale avrebbe segnato l'addio del fuoriclasse alla nazionale. Un'ipotesi che, almeno per ora, resta senza conferme ufficiali.
La partita entra nella storia soprattutto per un secondo tempo infinito, durato complessivamente 64 minuti. Dopo il vantaggio croato firmato da Ivan Perisic, Cristiano Ronaldo pareggia su rigore. Nel recupero arriva il 2-1 di Ramos, prima del gol del possibile 2-2 di Josko Gvardiol al 104', annullato però per un presunto tocco di testa di Matanovic che porta alla posizione irregolare di Pasalic. Una decisione destinata a far discutere, seguita da un recupero complessivo di 19 minuti, tre reti annullate e numerose occasioni da entrambe le parti.
Nel primo tempo il Portogallo fatica a trovare spazi. Ronaldo riceve pochi palloni e agisce spesso lontano dall'area. La Croazia controlla la gara senza creare particolari pericoli, mentre il Portogallo si affida soprattutto alle iniziative di Leao sulla corsia sinistra. La partita cambia completamente nella ripresa. L'ingresso di Matanovic aumenta il peso offensivo della Croazia, che alza il baricentro e trova il vantaggio con Perisic (53'), bravo a finalizzare il cross di Stanisic.
La svolta arriva poco dopo, quando un fallo di Vlasic su Veiga viene punito con il calcio di rigore dopo l'intervento del VAR. Dal dischetto Ronaldo non sbaglia e firma l'1-1: è il suo primo gol nella fase a eliminazione diretta di un Mondiale, il 146° in nazionale, arrivato a 41 anni e 147 giorni.
Quando la partita sembrava destinata ai supplementari, Leao pennella dalla sinistra un cross perfetto per Gonçalo Ramos (90+4'), che di testa realizza il gol qualificazione approfittando anche della collaborazione involontaria della difesa croata. Nel finale la Croazia si riversa in avanti e trova anche la rete con Gvardiol, cancellata però per fuorigioco dopo revisione. Il triplice fischio mette fine a una delle partite più emozionanti del torneo: il cammino della Croazia si interrompe, mentre il Portogallo vola agli ottavi con Ronaldo ancora protagonista.
Al termine della partita e dopo aver conquistato la qualificazione agli ottavi, Cristiano Ronaldo ha indossato la numero 21 di Diogo Jota, morto a luglio dello scorso anno in un tragico incidente stradale in Spagna. CR7 è andato sotto la curva con i tifosi portoghesi a esultare per la qualificazione con la maglia del giocatore del Liverpool ed è scoppiato in lacrime per l'emozione indicando il cielo e dedicando il passaggio del turno al compagno scomparso.
Insieme a lui anche Bernardo Silva non ha trattenuto l'emozione durante il momento di ricordo per Diogo. Lo stesso CR7 a fine partita ha sottolineato come quella contro la Croazia sia stata una vittoria "per Diogo, per noi e per il Portogallo".
Non ha retto l'emozione a fine partita. Un po' per il risultato, un po' perché quella contro il Portogallo è stata la sua ultima partita in un Mondiale e l'ultima con la maglia della Croazia. Da capire se è stata anche l'ultima della sua carriera. La leggenda Luka Modric saluta la Croazia dopo anni in un cui il capitano ha trascinato la sua nazionale dando sempre il massimo in campo per la maglia.
A fine partita anche CR7 è andato a salutare Modric. Leggenda per leggenda. Basti pensare che in due possono vantare 11 Champions e 6 Palloni d'oro. "Ho giocato molti anni con Modric, è grandioso vederlo giocare ancora a livelli alti. Gli ho detto: congratulazioni Luka e buona fortuna per il futuro della tua carriera", ha detto Cristiano.
Nel finale la tecnologia è diventata protagonista. Al 104’ Gvardiol segna il gol che sarebbe valso i supplementari, ma l’arbitro norvegese Eskas si è diretto al VAR e sulle tv di tutti i telespettatori è comparsa una piccola onda, in concomitanza con il tocco di testa di Matanovic, con il pallone poi finito a Pasalic e dopo una carambola in rete. E proprio quella piccola onda è stata decisiva.
Il fuorigioco di Pasalic è stato infatti riconosciuto grazie a un piccolo chip inserito nel pallone che, da qualche anno, permette agli arbitri di capire il momento esatto del tocco della palla da parte dei giocatori. Anche in casi di tocchi impercettibili, come quello di Matanovic.
📸 COLE BURSTON - AFP or licensors







































