Sampnews24
·06 de junho de 2026
Possanzini Sampdoria, è il tecnico giusto per il rilancio dei blucerchiati? L’analisi

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·06 de junho de 2026

Il futuro tecnico della Sampdoria si trova in queste ore a un bivio cruciale. Se da un lato la dirigenza blucerchiata continua a sondare con attenzione alcune piste internazionali per avviare il nuovo ciclo sportivo, dall’altro l’interesse si sta focalizzando su un profilo italiano ben preciso. Nelle ultime ore si sono infatti registrati contatti concreti con Davide Possanzini, tecnico cresciuto calcisticamente all’ombra di Roberto De Zerbi, di cui è stato storico e fidato vice per molti anni.
A Genova l’allenatore marchigiano sarebbe chiamato all’arduo compito di risollevare una piazza reduce da anni disastrosi, ferita a fondo sia da una profonda instabilità societaria che ha portato a continui ribaltoni nei quadri dirigenziali, sia da cocenti delusioni sul terreno di gioco, culminate in campionati anonimi e molto lontani dal blasone del club. Ma la concorrenza per l’ex Brescia non manca, infatti il Cesena monitora la situazione per provare a piazzare il colpo dopo l’addio di Cole.
Nato a Loreto nel 1976, Possanzini ha vissuto una lunga e fruttuosa esperienza sui campi di gioco nel ruolo di attaccante. Dopo la gavetta nelle serie minori, la sua consacrazione ad alti livelli è legata alla Reggina, con cui ottiene una storica promozione in Serie A. Nel corso della sua attività agonistica veste maglie di piazze prestigiose come Catania, Palermo, Cremonese e la stessa Sampdoria, dove milita all’inizio del 2001. Il legame più profondo e duraturo lo stringe però con il Brescia, diventandone capitano e simbolo indiscusso per diverse stagioni prima del ritiro avvenuto nel 2012.
Subito dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, inizia la sua traiettoria in panchina partendo dai settori giovanili del Brescia. La svolta metodologica arriva con il sodalizio professionale insieme a Roberto De Zerbi, di cui diventa il fidato allenatore in seconda seguendolo nelle intense avventure di Foggia, Palermo, Benevento, Sassuolo e Shakhtar Donetsk in Ucraina. Deciso a mettersi in proprio, assume la guida della prima squadra del Brescia e, successivamente, compie un autentico capolavoro al Mantova, conducendo i virgiliani alla vittoria del campionato di Serie C e al ritorno in cadetteria, dove allena fino al termine del suo ciclo nel dicembre 2025.
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Fautore convinto di un calcio propositivo e moderno, il tecnico predilige come assetto di base il 4-3-3, pur sapendo variare all’occorrenza verso il 4-2-3-1. I primi pilastri della sua filosofia si fondano sulla costruzione della manovra rigorosamente dal basso, su un possesso palla ipnotico volto a stanare le linee avversarie e su un pressing offensivo immediato non appena si perde la sfera. Alla Sampdoria questo credo tattico potrebbe restituire un’identità di gioco precisa e spettacolare, l’ideale per riaccendere l’entusiasmo della tifoseria di Marassi.
L’eventuale ingaggio dell’ex vice di Sassuolo e Shakhtar Donetsk porta con sé evidenti benefici ma anche inevitabili incognite. Tra i punti a favore spicca la sua straordinaria capacità di valorizzare i giovani di talento attraverso un calcio associativo, unita a un’identità metodologica che potrebbe ricompattare uno spogliatoio sfiduciato. Di contro, la scelta rappresenta una scommessa poiché il tecnico non ha ancora guidato una grande piazza con l’obbligo categorico di vincere subito, senza contare che il suo baricentro molto alto espone spesso la squadra a pericolose ripartenze. I contatti recenti confermano comunque che la società valuta seriamente il suo profilo per trasformare la delusione recente in una nuova ondata di entusiasmo.







































