«Questa volta decido io»: la frase che ha fatto naufragare il rapporto tra Malagò e Maldini | OneFootball

«Questa volta decido io»: la frase che ha fatto naufragare il rapporto tra Malagò e Maldini | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Calcio e Finanza

Calcio e Finanza

·28 de julho de 2026

«Questa volta decido io»: la frase che ha fatto naufragare il rapporto tra Malagò e Maldini

Imagem do artigo:«Questa volta decido io»: la frase che ha fatto naufragare il rapporto tra Malagò e Maldini

Scontro frontale tra Malagò e Maldini. Secondo quanto riportato da Repubblica, la rottura si è consumata nel momento in cui Giovanni Malagò ha rivendicato fino in fondo le prerogative del presidente federale, chiudendo ogni spazio di discussione sulla scelta del commissario tecnico. «Pirlo è stata una scelta infelice, ma il presidente sono io: a questo punto mi assumo la responsabilità e decido», avrebbe detto nel confronto decisivo con Paolo Maldini.

Per l’ex capitano del Milan, quella frase ha rappresentato la conferma che l’autonomia richiesta prima di accettare l’incarico di direttore tecnico della Nazionale, e formalmente garantita al momento della nomina, sarebbe rimasta subordinata alle valutazioni e alle pressioni che investono il vertice della Federcalcio. La collaborazione si è così conclusa dopo appena 16 giorni. Maldini e Leonardo hanno risolto consensualmente i rispettivi contratti, senza pretendere alcun indennizzo.


Vídeos OneFootball


Ti piace Calcio e Finanza? Aggiungici alle tue fonti preferite su Google. Clicca qui!

I retroscena del caso Pirlo-Fonbet

Come racconta Repubblica, la frattura era cominciata ad allargarsi già nella serata di domenica, quando Malagò aveva chiamato Maldini per comunicargli che la candidatura di Pirlo non era più sostenibile. Il presidente considerava «insuperabile» la questione legata all’accordo dell’allenatore con Fonbet, società russa di scommesse della quale l’ex centrocampista era diventato testimonial.

Secondo Maldini, invece, la polemica era stata utilizzata per mettere in discussione una scelta già poco gradita per ragioni sportive. L’ex capitano riteneva che la collaborazione con Fonbet dovesse essere comunque interrotta rapidamente, ma non la considerava un ostacolo sufficiente per cancellare la candidatura. Il vero giudizio negativo su Pirlo, a suo avviso, riguardava il curriculum ancora limitato e la mancanza di esperienza alla guida di una selezione chiamata a ricostruirsi.

Maldini aveva inizialmente provato a prendere tempo, contattando direttamente Pirlo, che si considerava ormai prossimo alla panchina azzurra. Il tecnico aveva tentato di difendersi pubblicamente, spiegando di non avere attribuito alla propria collaborazione commerciale alcun «significato politico», ma la presa di distanza non era bastata a contenere le polemiche.

Alle otto del mattino successivo Malagò era già nel proprio ufficio di via Allegri. Nel nuovo colloquio con Maldini aveva ribadito che non esistevano margini per recuperare. Il caso Fonbet, del resto, era soltanto il detonatore di tensioni nate prima ancora delle nomine. Repubblica sostiene come Maldini avesse accettato la proposta federale senza particolare entusiasmo, dopo avere chiesto garanzie precise sulla libertà di costruire il progetto tecnico, individuare il commissario tecnico e ridisegnare l’organizzazione del Club Italia insieme a Leonardo.

Le dimissioni di Maldini e Leonardo

Nelle ultime quarantotto ore del suo incarico, tuttavia – ricostruisce Repubblica – l’ex dirigente del Milan avrebbe maturato la convinzione che quelle garanzie fossero destinate a scontrarsi con la realtà. Malagò, secondo la sua lettura, non sarebbe stato disposto ad affrontare fino in fondo le resistenze dei club di Serie A, le pressioni politiche e le polemiche esterne per difendere le scelte della nuova area tecnica.

Sullo sfondo rimaneva anche il tema degli altri candidati alla panchina azzurra. Roberto Mancini e Antonio Conte erano stati esclusi da Maldini durante i colloqui preliminari, ma il direttore tecnico sospettava che il presidente continuasse a considerarli profili più adeguati rispetto a Pirlo, soprattutto per esperienza e capacità di gestione.

Thiago Motta era comparso per qualche ora tra le possibili soluzioni alternative, senza però trasformarsi in una trattativa concreta. Nel confronto decisivo non si sarebbe arrivati neppure a discutere realmente di un altro allenatore, perché il problema non era più il nome del futuro commissario tecnico, ma la definizione dei rapporti di forza all’interno della struttura federale.

Dopo il primo colloquio della mattina, Malagò avrebbe tentato per alcune ore di convincere Maldini e Leonardo a restare, cercando di salvare almeno la struttura dirigenziale del nuovo Club Italia. Le mediazioni, però, non hanno modificato una decisione che l’ex bandiera rossonera aveva ormai maturato. Nel pomeriggio è arrivata la telefonata definitiva: «Io e Leonardo interrompiamo la collaborazione con la Nazionale, ci assumiamo la responsabilità di una scelta inopportuna».

Temi

Saiba mais sobre o veículo