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·31 de maio de 2026

Rangnick tra Austria e Milan: giorni decisivi per il futuro, RedBird prepara l’affondo

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Settimana decisiva per il Milan di Cardinale, chiamato a scegliere il nuovo allenatore. Rangnick in pole per un ruolo nel Club, come riporta la Gazzetta dello Sport.

Il futuro di Ralf Rangnick si gioca tra Vienna e Milano. Da una parte la nazionale austriaca, che vorrebbe blindare il proprio commissario tecnico prima dell’inizio del Mondiale; dall’altra il Milan, che vede nel dirigente tedesco il profilo ideale per guidare la nuova area sportiva del club. Una scelta destinata a maturare nel giro di pochi giorni. Nella conferenza stampa di vigilia dell’amichevole contro la Tunisia, Rangnick ha scelto la via della prudenza. “Non confermerò né smentirò. Il mio interlocutore è soltanto la federazione austriaca“, ha dichiarato il tecnico, evitando qualsiasi riferimento diretto ai contatti con il club rossonero.


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Dietro il muro diplomatico, però, la situazione appare più complessa. Secondo le indiscrezioni provenienti dall’Austria e dall’Italia, Rangnick sarebbe rimasto particolarmente colpito dal progetto illustrato da Gerry Cardinale e dai vertici di RedBird. Dopo il primo incontro avvenuto nei giorni scorsi a Vienna, è previsto un nuovo contatto con Cardinale, Zlatan Ibrahimovic e Massimo Calvelli per approfondire ulteriormente i dettagli della possibile collaborazione.

La decisione, tuttavia, non potrà attendere ancora a lungo. Sul tavolo del tecnico c’è infatti anche la proposta di rinnovo avanzata dalla federazione austriaca. L’ÖFB è pronta a garantire a Rangnick un importante adeguamento economico, portando il suo stipendio da circa un milione a due milioni di euro netti a stagione per il prossimo biennio. Una dimostrazione concreta della volontà di proseguire insieme un percorso che ha portato l’Austria a crescere sensibilmente negli ultimi anni. La federazione attende una risposta entro sette-dieci giorni. Rangnick non vuole affrontare il prossimo Mondiale con una situazione contrattuale irrisolta e intende chiarire il proprio futuro prima dell’inizio della competizione.

Per il Milan, invece, l’ex manager di Lipsia e Salisburgo rappresenta il candidato principale per assumere il ruolo di responsabile dell’area sportiva. A differenza di quanto accadde nel 2020, quando il suo nome era stato accostato alla panchina rossonera, questa volta il progetto non prevederebbe incarichi da allenatore, ma una posizione dirigenziale con ampi poteri decisionali. Ed è proprio questo l’aspetto che potrebbe fare la differenza. Rangnick è da sempre attratto dai progetti che gli consentono di incidere profondamente sull’organizzazione sportiva. La sua eventuale accettazione dipenderà in larga parte dal grado di autonomia che il Milan sarà disposto a concedergli e dalle risorse che RedBird metterà a disposizione per sviluppare la sua visione.

Non a caso, negli ultimi mesi il dirigente tedesco ha rifiutato diverse opportunità, compresa quella del Bayern Monaco nell’aprile 2024 e, più recentemente, alcuni contatti provenienti da Germania e Turchia. Segnali che confermano come Rangnick non sia alla ricerca di una semplice opportunità professionale, ma di un contesto in cui poter costruire un progetto a lungo termine.

Le prossime giornate saranno dunque decisive. Da una parte la possibilità di completare il ciclo iniziato con l’Austria, dall’altra la tentazione di raccogliere una nuova sfida in uno dei club più prestigiosi d’Europa. Il Milan osserva e attende, consapevole che la scelta di Rangnick potrebbe rappresentare il primo, vero tassello della rivoluzione rossonera.

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