Calcio e Finanza
·17 de julho de 2026
Rocchi durante l'interrogatorio: «Mai pressioni. Indicazioni? Una prassi diffusa»

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·17 de julho de 2026

Nel suo interrogatorio davanti ai pm milanesi, l’ex designatore Gianluca Rocchi – che non aveva risposto alla prima convocazione – ha illustrato il funzionamento del mondo arbitrale, ribadendo come negli anni non abbia mai subito pressioni, ma solamente indicazioni da parte dei club, non solo dell’Inter, in merito alle designazioni in vista di una partita di campionato.
«Nessuno si è mai permesso di dirmi direttamente o indirettamente voglio questo o quell’arbitro», invece «mi pervenivano», tramite «Riccardo Pinzani istituzionalmente deputato» in seno all’AIA «a interloquire con i referenti arbitrali delle squadre quali Giorgio Schenone per l’Inter, certamente non pressioni», ma «indicazioni che talvolta mi infastidivano, altre volte mi facevano arrabbiare». Queste le parole di Rocchi ai pm incaricati dell’inchiesta arbitri. A riportarlo è l’edizione odierna de Il Corriere della Sera.
A domanda diretta dei pm, Rocchi specifica a chi si riferisse quando nelle intercettazioni parlava di «loro» con i propri colleghi del mondo arbitrale: «Umori, gradimenti o mancati gradimenti delle singole squadre», a suo dire ricavati in stile rabdomante dall’ascolto del mondo delle curve, dei social o dai mezzi di informazione. E quando gli viene chiesto dai pm Ascione e Ielo perché allora non avesse mai denunciato all’AIA e alla FIGC quelle fastidiose indicazioni, Rocchi le ridimensiona, «si tratta di una prassi diffusa. Io ritengo peraltro che i dirigenti arbitrali debbano ascoltare le società, per cercare di migliorare il servizio offerto dalla classe arbitrale».
Inoltre Rocchi spiega perché nelle sue intercettazioni, andate avanti per mesi, si parlasse solamente di Inter: «Probabilmente perché in quello scorcio di campionato erano le partite più significative per lo scudetto. Il mio obiettivo principale era tentare di individuare l’arbitro più adatto per evitare polemiche di qualsiasi natura». A riprova di queste Rocchi definisce «eloquenti» le «mie conversazioni con Andrea Colombo e Rosario Abisso, arbitro e uomo VAR, ai quali segnalo l’importanza della partita». Il riferimento è a Bologna-Inter del 20 aprile 2025, per la quale proprio Colombo era l’arbitro gradito dall’Inter secondo l’espressione di Rocchi «loro vorrebbero Colombo perché gli garba un mondo!», usata nelle intercettazioni messe agli atti dalla Procura di Milano.
Nella telefonata del 14 aprile con Colombo, Rocchi gli raccomanda «fai un’altra bella palestra a Bologna domenica eh..sappi che per noi è uno spartiacque, ma anche per loro». In quella del 15 aprile con Abisso gli raccomanda «fai bene da VAR che ci servi però!»; Abisso risponde ridendo, «anche perché la partita che c’è domenica dico…come viene»; e Rocchi concorda «appunto, non c’è bisogno di dire niente! Esatto». Rocchi addita questi colloqui ai pm come prova che, «se avessi voluto designare Colombo, l’avrei fatto senza consultarmi con nessuno, al contrario le interlocuzioni con i miei collaboratori erano orientate a individuare il miglior arbitro possibile».







































