Calcionews24
·13 de julho de 2026
Rodri carica la Spagna verso la semifinale Mondiale: «La Francia è la squadra più completa»

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Rodri, centrocampista e capitano della Spagna, ha parlato in una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport alla vigilia della semifinale dei Mondiali 2026 contro la Francia. Il Pallone d’Oro ha toccato tanti temi: il suo ruolo da leader, la crescita di Lamine Yamal, il percorso costruito con Luis De la Fuente e la grande sfida contro la Nazionale francese.
Il primo tema riguarda proprio la leadership. Rispetto al passato, quando in gruppo c’erano anche Carvajal e Morata, oggi Rodri si ritrova con responsabilità ancora maggiori.
LEADERSHIP – «Sì, ma in questi anni ho cercato di assorbire un po’ quelle che erano le qualità di Dani e di Alvaro e ora cerco di trasmetterle. Diciamo che ho appreso a diversificare nel mio ruolo di capitano».
Grande spazio anche a Lamine Yamal, che compie 19 anni proprio alla vigilia di una semifinale Mondiale. Rodri ha spiegato come il giovane talento del Barcellona viva eventuali critiche o consigli all’interno del gruppo.
YAMAL E CRITICHE – «Molto bene. Uno dei suoi punti di forza, oltre all’enorme maturità, è che ascolta sempre ciò che gli viene detto. È molto ambizioso e la cosa lo porta a prestare attenzione agli altri perché pensa di poter sempre migliorare».
Secondo Rodri, Yamal deve continuare a crescere soprattutto nella gestione emotiva di alcuni momenti della partita, senza perdere fiducia quando il duello individuale non riesce.
YAMAL E CRESCITA – «Restando tranquillo. È un’ala classica, vuole sempre cercare l’uno contro uno e a volte se non gli riesce il dribbling o se sente che dovevano fischiargli un fallo e non l’hanno fatto magari si ferma. Io lì intervengo e lo invito a non desistere, a non mollare, a continuare a provarci. E lui presta attenzione, ha una gran voglia di imparare e di migliorare, io da capitano dico che per il gruppo dal punto di vista comportamentale è un esempio».
MATURITÀ – «No, appunto. Lo diceva il Mister domenica: credo che debba calmare un po’ l’ansia che a volte gli viene di voler dimostrare, di dover fare. È un giocatore importantissimo per noi per ciò che fa con e senza palla, ed è un ragazzo molto molto intelligente. Poi è chiaro, resta sempre un tipo di 19 anni e in alcuni momenti della gara va tranquillizzato, perché poi per il resto il calcio ce l’ha dentro, bisogna solo trovare il momento giusto perché lo possa tirar fuori. Può ancora migliorare nella lettura specifica dei momenti della gara, ma il suo straordinario livello è ormai chiaro per tutti».
La differenza tra il percorso di Rodri e quello di Yamal è evidente. Alla stessa età, il capitano della Spagna non era ancora un professionista affermato.
I 19 ANNI DI RODRI – «Non ero neanche professionista, iniziavo col Villarreal B, andavo a fare casino alle feste con gli amici. E quell’estate giocai l’Europeo Under 19».
Oggi, invece, Lamine Yamal si prepara a giocare una semifinale Mondiale da potenziale protagonista.
YAMAL E LA SEMIFINALE – «Incredibile, ma poi se uno pensa che due anni fa quando festeggiammo insieme il suo 17° compleanno eravamo alla vigilia della finale dell’Europeo… Diciamo che sono passati già due anni e non fa quasi più impressione, e già dire questa cosa dà l’idea dell’eccezionalità della sua progressione. Non ci stupiamo del fatto che un 19enne sia atteso come grande protagonista di una semifinale Mondiale».
Rodri ha poi ripercorso l’estate del 2015, quando la Spagna vinse l’Europeo Under 19 in Grecia. In quella squadra c’erano anche Mikel Merino e Unai Simon, mentre in panchina iniziava il percorso di Luis De la Fuente.
EUROPEO UNDER 19 – «Sì. Vista 11 anni dopo, è la prima pietra di questo gruppo. Vincemmo il nostro primo titolo importante e iniziammo a costruire qualcosa che ci ha portato fino a qui. La forza è che non siamo cambiati, né noi giocatori né il mister. Sono cambiati i compagni, ma l’essenza è stata seminata lì in Grecia, abbiamo preso una strada che 11 anni dopo dobbiamo continuare a seguire».
Il focus si sposta poi sulla semifinale Mondiale contro la Francia, una delle partite più attese del torneo. Rodri non nasconde la difficoltà dell’impegno.
FRANCIA-SPAGNA – «Non vedo l’ora. È la grande prova per noi, contro la squadra più in forma del Mondiale».
Il centrocampista ha analizzato anche il confronto tra il miglior attacco e una delle difese più solide della competizione.
FRANCIA COMPLETA – «Sul primo dato non ci sono dubbi. Sul secondo ok, noi abbiamo incassato una sola rete, ma loro due… Per questo mi sembra la squadra più completa. Ha un enorme potenziale offensivo ma io sottolineerei le virtù difensive. Quando si mettono in blocco basso è difficile entrare, sono molto aggressivi».
La Spagna ha già battuto la Francia nella semifinale dell’Europeo 2024 e in quella della Nations League 2025, ma Rodri invita a non fare paragoni troppo semplici.
PRECEDENTI – «Sì, è chiaro. La Francia è un ‘equipazo’, ma la Spagna lo stesso. Abbiamo dimostrato di poterli battere ma questa è una semifinale Mondiale, entrano in ballo tante altre cose a livello emotivo».
Rodri non si aspetta una gara spettacolare come il 5-4 dell’ultima Nations League. La semifinale Mondiale, secondo il capitano spagnolo, avrà un copione diverso.
PARTITA – «No. Quella dello scorso anno è stata una cosa strana, difficilmente si vede un 5-4 in una sfida tra nazionali tanto forti. Prevedo una partita di spazi ridotti, di studio reciproco. Non penso che un match a campo aperto con un continuo scambio di colpi sia la migliore opzione per noi. La nostra idea è provare a controllare il più possibile palla e gioco».
Anche il precedente 5-1 parziale dello scorso anno potrebbe rappresentare un rischio mentale da gestire con attenzione.
ATTENZIONE – «Il rischio c’è, sì. Per quello sto insistendo con i ragazzi sul fatto che il Mondiale è un’altra storia. Non penso che domani avremo così tante occasioni, mi aspetto una partita dura, spinosa. Magari riuscire a segnare tanto, ma io penso che il cammino della gara sarà un altro».
Rodri ha confermato anche la sua grande passione per il calcio. Arrivati a 101 partite del Mondiale, il centrocampista ha ammesso di averne viste moltissime.
PARTITE VISTE – «Quasi tutte».
SGUARDO DA AVVERSARIO – «Dipende. Quelle di squadre che non avremmo potuto incontrare da tifoso, quelle di possibili rivali con un occhio diverso».
Non però fino al punto di prendere appunti durante ogni gara.
TACCUINO – «No no, sono malato di calcio, ma non fino a quel punto. Niente taccuino, ancora».
La Spagna arriva così alla semifinale con una guida tecnica e carismatica sempre più definita. Rodri è il riferimento di un gruppo cresciuto nel tempo, con basi solide e una nuova generazione pronta a trascinare la Nazionale verso un altro grande traguardo.







































