Calcionews24
·08 de abril de 2026
Roma, i Friedkin prendono posizione: deciso il futuro di Gasperini dopo la sconfitta contro l’Inter. Cosa succederà a fine stagione

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Sulle pagine del Corriere dello Sport, l’analisi in casa Roma ruota attorno a una netta presa di posizione societaria. Dopo la pesante débâcle per 5-2 contro l’Inter, la famiglia Friedkin ha tracciato una linea chiara: il club sta con Gian Piero Gasperini. Niente più alibi per i giocatori, la rottura col passato è servita.
Dopo aver consumato quattro allenatori in pochi anni (Fonseca, Mourinho, De Rossi e Juric) proteggendo sempre il gruppo, la dirigenza ha deciso di cambiare bersaglio. Sotto accusa c’è la squadra, etichettata senza troppi complimenti come la “banda dal sesto posto”. Si tratta di un gruppo capace di grandi fiammate europee (la vittoria in Conference e le finali/semifinali di Europa League), ma cronicamente incapace di compiere il salto di qualità in campionato per agguantare il traguardo Champions. A certificare la crisi, un ruolino di marcia impietoso: appena 18 punti nelle ultime 12 partite.
Anche la piazza ha esentato il tecnico dalle critiche, puntando il dito contro lo spogliatoio. Il messaggio della Curva Sud, lanciato già contro il Lecce, non ammette repliche: «Sostenervi è la nostra condotta. Ora però dovete meritarvi il rispetto, dimostrate che uomini siete». Parole taglienti che non sono state digerite da tutti i calciatori. In vista del prossimo impegno contro il Pisa, il tifo organizzato garantirà il proprio supporto, ma esige una reazione d’orgoglio per evitare una contestazione aperta.
Nei suoi primi cinque mesi, Gasperini ha spremuto i giocatori spingendoli a un insperato terzo posto, prima del recente rientro in quella “comfort zone” che appare sempre più come una gabbia mentale. Da navigato comunicatore, l’allenatore fa da scudo ai suoi ragazzi davanti ai microfoni: «Sarebbe una follia smantellare il gruppo, vanno inseriti giocatori».Eppure, sotto traccia, la sintonia con i Friedkin è totale: in estate andrà in scena una rivoluzione profonda e strutturale per spezzare questo ciclo di mediocrità.
Adesso, però, l’urgenza è il presente. La gara di venerdì contro il Pisa rappresenta molto più di un impegno di campionato: è un bivio tecnico, emotivo e identitario. Il tempo delle attenuanti e delle promesse è scaduto; ora servono risposte vere sul terreno di gioco.









































