Samuele Inacio, scoppia il caso tra Atalanta e Borussia Dortmund! Denuncia alla FIFA per ‘tampering’, ecco cosa è accaduto | OneFootball

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·26 de fevereiro de 2026

Samuele Inacio, scoppia il caso tra Atalanta e Borussia Dortmund! Denuncia alla FIFA per ‘tampering’, ecco cosa è accaduto

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Samuele Inacio, è caos tra Atalanta e Borussia Dortmund! Denuncia alla FIFA per ‘tampering’, cosa sta succedendo

Come raccontato in un approfondito articolo di Giorgio Di Maio su L’Ultimo Uomo, il calcio giovanile italiano si ritrova ciclicamente ad affrontare il delicato tema della “fuga dei talenti”. L’ultimo capitolo di questa saga vede l’Atalanta e il Borussia Dortmund protagoniste di una vera e propria faida legale e diplomatica per il cartellino del giovanissimo Samuele Inacio.Tutto nasce dalla decisione del classe 2008 (figlio d’arte, il padre Pià ha giocato a Bergamo) di lasciare le giovanili nerazzurre per trasferirsi in Germania a parametro zero. Una mossa permessa dalle normative FIFA sui calciatori minorenni, ma che l’Atalanta ha vissuto come un vero e proprio scippo, tanto da spingere i vertici del club – guidati dall’ad Luca Percassi – a disertare polemicamente il consueto pranzo UEFA pre-gara in occasione della recente sfida di Champions League contro i tedeschi.


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La denuncia alla FIFA per “tampering”

L’Atalanta non si è fermata al boicottaggio istituzionale, ma ha presentato una formale denuncia alla FIFA. L’accusa mossa al Dortmund, come spiegato su L’Ultimo Uomo, è quella di tampering: i tedeschi avrebbero cioè aggirato le regole iniziando a trattare con la famiglia del ragazzo ben prima del compimento del sedicesimo anno d’età, violando le rigide normative europee e internazionali in materia.

Dal canto suo, il direttore sportivo del Borussia, Lars Ricken, respinge ogni accusa, sostenendo che l’intera procedura è stata documentata e persino validata dalla FIFA.

Il paradosso storico di Percassi

La vicenda assume contorni quasi ironici se si guarda al passato dello stesso Luca Percassi. Nel 1998, come ricorda Di Maio, l’allora diciassettenne Luca lasciò le giovanili dell’Atalanta (di cui il padre Antonio era stato presidente) per cedere alle lusinghe e ai soldi del Chelsea di Gianluca Vialli. Un percorso identico a quello di Inacio, ma che oggi, dall’altra parte della scrivania, Percassi combatte con veemenza.

La FIGC, proprio per arginare questa emorragia verso l’estero (che ha coinvolto di recente anche talenti come Reggiani e Della Rovere), ha recentemente introdotto il contratto di “apprendistato professionalizzante“, cercando di blindare i giovani fin dai 15 anni.

Nel frattempo, il campo ha dato la sua sentenza: l’Atalanta ha eliminato il Dortmund con una rimonta epica, spingendo Percassi a parlare di “giustizia divina“. Ma la battaglia politica per trattenere i giovani in Italia, avverte L’Ultimo Uomo, è ancora lunghissima e ben lontana dall’essere vinta.

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