Lazionews24
·23 de fevereiro de 2026
«Sarri via dalla Lazio»! Siete seri? Società allo sbando, ambiente spaccato, una rosa scarsa, gli infortuni e varie sviste arbitrali. Ma per qualcuno il problema è l’allenatore

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·23 de fevereiro de 2026

«Vattene facci il favore», «Vai in pensione», «Hai rotto le palle», «Sarri out». alcuni tifosi sui social si sono lasciati andare a commenti di questo tipo. Per vari laziali uno dei principali problemi di questa squadra sembrerebbe essere diventato l’allenatore, secondo solo al Presidente Claudio Lotito, ma anche il solo pensare dividere le colpe sarebbe un errore gravissimo.
Ancora una volta una parte della tifoseria sta cadendo nel solito tranello. Iniziare ad addossare le cause di una stagione nefasta al tecnico di turno, un elemento già visto con Marco Baroni, con il primo Maurizio Sarri, con Stefano Pioli e Vladimir Petkovic alla seconda stagione, e persino con Simone Inzaghi.
Passano gli anni e cambiano gli allenatori, ma alcuni tifosi sembrerebbero non aver ancora capito! Adesso che l’ambiente laziale e non solo è compatto contro la presidenza, mettere Sarri sul banco degli imputati in maniera così forte sarebbe un clamoroso autogol.
La Lazio sta facendo una stagione negativa? Sì. Sarri potrebbe far giocare un po’ meglio la squadra? Sì. Appurato ciò non si può non prendere in considerazione il contesto. Tutto parte con il blocco del mercato: una rosa costruita per un altro allenatore, senza nuovi innesti (salvo i rientri di Cataldi e Cancellieri), un anno più vecchia e con calciatori che avrebbero lasciato volentieri in estate.
Una rosa arrivata al 7° posto lo scorso anno, fuori dall’Europa, davanti a squadre come Milan, Como e Bologna che si sono rinforzate con mercati importanti. E lo stesso hanno fatto anche le squadre che già si erano classificate prima come Roma, Juventus, Atalanta, Inter e Napoli.
Nonostante tutto, a fine dicembre, dopo 17 giornate di campionato, e con il calciomercato alle porte, la squadra di Sarri era all’ottavo posto (10° posto per valore di rosa in Serie A secondo Transfermarkt) a quota 24 punti. A -2 dal Bologna settimo e a -3 dal Como sesto. A questo va aggiunto un ottavo di Coppa Italia superato battendo il Milan allora capolista.
Senza dimenticare che c’erano stati un serie di episodi arbitrali che avevano fatto discutere e che avrebbero potuto portare almeno 3/4 punti in più. Per citarne alcuni delle gare poi terminate in sconfitta o pareggio: possibile rigore su Castellanos a Como; rigore revocato allo scadere a Milano, due possibili rigori con la Cremonese e il gol di Davis viziato da un tocco di braccio a Udine.
Il calciomercato invernale rappresentava dunque un’opportunità per dare nuova linfa verso la seconda parte di stagione. Invece vengono ceduti Castellanos, Guendouzi e Vecino. In attacco serviva un attaccante da 15/20 gol e sono arrivati Ratkov e Maldini. A centrocampo ok Taylor, ma senza il francese e l’uruguaiano il livello si è abbassato. Da gennaio i biancocelesti ne escono persino indeboliti.
Quella che era un’occasione per ripartire è diventata il modo per distruggere, la tifoseria esausta è tornata in aperta contestazione: stadio deserto con Genoa e Atalanta in campionato, lo stesso succederà in semifinale di Coppa Italia (ultimo vero obiettivo stagionale). L’ambiente è ormai spaccato, i tifosi vogliono solo che Lotito se ne vada. Per la squadra è un clima ancor più difficile in cui esprimersi.
A questo punto possiamo riporci la domanda: Sarri potrebbe fare qualcosa in più? Forse sì, ma attenzione perché in una situazione come questa c’è anche chi potrebbe fare molto di meno. E ne abbiamo un esempio lampante: la Fiorentina (rosa sulla carta anche superiore) è terzultima in piena lotta per la salvezza. Prima di ritrovarsi in una situazione del genere è bene ricordarsi che il focus comune deve essere un altro e che Sarri o chi per lui non potranno mai essere tra i maggiori dei colpevoli.









































