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Diego D'Avanzo·04 de abril de 2025
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Diego D'Avanzo·04 de abril de 2025
La frase "Ci sono troppi giocatori stranieri in Italia" possiede certamente un fondo di verità ma è incompleta, semplifica troppo la questione. Ce lo dicono i numeri.
Il vero problema della Serie A è un altro: pochissimi calciatori giocano nelle squadre in cui sono cresciuti. Vediamo la differenza tra queste due tendenze.
Come riportano i dati del CIES, la Serie A in percentuale ha tesserato lo stesso numero di stranieri della Premier League, e poco più della Ligue 1.
Fa impressione vedere una differenza solo del 5% con la Francia, quella che è identificata come la patria dei settori giovanili e dei baby talenti.
E infatti la Ligue 1 dà molto spazio ai giocatori del vivaio ma allo stesso tempo acquista dall'estero. La differenza si spiega con i dati che vedremo ora.
La classifica in cui l'Italia è all'ultimissimo posto tra i top 5 campionati è un'altra: l'utilizzo di giocatori italiani del vivaio in prima squadra.
Questi calciatori non hanno spazio nei loro club e sono costretti a due opzioni: uscire dal mondo del calcio (lasciando campo libero ai giocatori stranieri) o cambiare società, togliendo a loro volta spazio ad altri giovani giocatori. In pratica: un circolo vizioso.
Vediamo la classifica che mostra il numero di giocatori italiani e cresciuti nel vivaio nelle squadre di Serie A: spiccano in positivo le percentuali di Juve (20%), Atalanta (20%) e Milan (18.6%).
Fanno impressione le percentuali di Como, Napoli, Venezia e Lecce: 0%.
Numeri bassi anche per Monza e Udinese, entrambe con un settore giovanile poco fruttifero ma che adottano strategie opposte: l'Udinese acquista dall'estero, il Monza prende giovani italiani di altre squadre.
Se in Italia ci sono solo 8 squadre che raggiungono il 10% nella statistica osservata, in Premier League ci sono 13 squadre sopra il 10% (Arsenal al 1° posto con il 22%).
In Spagna sono addirittura 16 i club che raggiungono il 10%: ossia il doppio rispetto alla Serie A. Ma la capolista di questa classifica è la Francia: ben 17 squadre superano il 10% di giocatori nazionali e cresciuti nel vivaio presenti in rosa.
La Bundesliga invece è un caso a parte: nonostante ci sia un alto numero di giocatori tedeschi nel campionato, soltanto 5 squadre superano il 10% nella statistica presa in esame.
Questo perché le giovanili tedesche producono molti calciatori che però non rimangono nella stessa squadra e si assestano in un altro club, più congeniale al loro livello.
Insomma: tanti calciatori tedeschi di qualità intermedia provenienti dai vivai che "girano" in tutta la Germania, perché i club li preferiscono rispetto agli stranieri. È questa la tendenza ben strutturata nel campionato tedesco
📸 Valerio Pennicino - 2025 Getty Images