Calcio e Finanza
·09 de fevereiro de 2026
Stop alle conduzioni di Petrecca: il direttore di Rai Sport non chiuderà le Olimpiadi

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·09 de fevereiro de 2026

Era atteso a Cortina, dove avrebbe voluto concedersi qualche discesa sugli sci insieme alla moglie, ritagliando un po’ di tempo libero tra gli impegni legati al coordinamento dei servizi sulle gare olimpiche trasmesse in esclusiva dalla Rai. Ma ieri Paolo Petrecca non si è visto. Come riportato da La Repubblica, il direttore di Rai Sport ha dovuto rimandare la trasferta su disposizione dei vertici della tv di Stato.
L’amministratore delegato Giampaolo Rossi lo ha infatti convocato a Roma per questa mattina, chiedendogli un resoconto approfondito sulla contestata telecronaca della cerimonia di apertura. Una diretta che ha suscitato polemiche diffuse in tutto il Paese e irritato non poco i piani alti di Viale Mazzini. Ora si vogliono chiarimenti non solo sull’esito imbarazzante della trasmissione, ma anche sulla scelta del direttore di Rai Sport di mettersi personalmente al microfono al posto del designato Auro Bulbarelli — che si era fatto da parte dopo aver anticipato la sorpresa del presidente Mattarella — invece di affidare il compito a uno dei tanti giornalisti della redazione, considerati più esperti e preparati.
Era noto a tutti che i vertici gli avessero sconsigliato questa decisione. Petrecca, però, aveva rassicurato l’azienda e ottenuto fiducia. Una scommessa rivelatasi sbagliata, che difficilmente potrà restare senza conseguenze. Anche chi tende a leggere le polemiche come un attacco politico contro l’azienda, vista come vicina al governo Meloni, fatica comunque a difendere la prova del direttore in quota Fratelli d’Italia.
Nel frattempo, la redazione sportiva alza la voce: senza provvedimenti concreti minaccia lo sciopero nel pieno dell’evento internazionale. Per questo l’idea è quella di togliere a Petrecca la telecronaca della cerimonia di chiusura, in programma il 22 febbraio a Verona. Tradizione vorrebbe che chi ha aperto l’evento lo chiuda, ma in questo caso l’ipotesi sembra poco opportuna. Sarebbe piuttosto un gesto distensivo, utile a evitare una nuova figuraccia, dopo quella andata in onda venerdì sera a San Siro.
La polemica, intanto, non si placa. L’Usigrai, infuriata per il rifiuto dell’azienda di consentire la lettura di un comunicato «a difesa dei giornalisti Rai» messi in cattiva luce dalla telecronaca di Petrecca, accusa il management di essersi «trincerato dietro un imbarazzante silenzio» perché consapevole «che è principalmente sua la colpa di questa figuraccia».
Secondo il sindacato, però, evitare il confronto non serve: la stampa ha già ricostruito in dettaglio il profilo del direttore di Rai Sport, sfiduciato in pochi mesi da due redazioni differenti. Per questo: «A quanti hanno paura che i cittadini sappiano di chi è la responsabilità di questo duro colpo inferto alla reputazione del servizio pubblico, noi diciamo: è troppo tardi. Perché i cittadini lo hanno già capito», conclude l’Usigrai.









































