Inter News 24
·29 de agosto de 2025
Tardelli suona l’allarme: «Avrei voluto parlare del duello Napoli e Inter, ma il calcio italiano ha un problema»

In partnership with
Yahoo sportsInter News 24
·29 de agosto de 2025
Sono arrivate le prime convocazioni di Gennaro Gattuso, nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana, in vista delle gare di qualificazione ai Mondiali contro Estonia e Israele. L’annuncio delle liste coincide con un dato che sta facendo discutere: la Serie A 2025/26 ha visto scendere per la prima volta sotto quota 100 il numero di calciatori italiani impiegati nella giornata inaugurale.
Come riportato da La Stampa, soltanto 98 giocatori azzurri hanno trovato spazio, un record negativo se confrontato con i 106 della scorsa stagione o con i 120 del 2021. L’aumento dei calciatori stranieri, che oggi rappresentano quasi il 70% dei titolari, alimenta il dibattito sul futuro del movimento calcistico nazionale.
Anche Marco Tardelli, ex campione del mondo, ha espresso preoccupazione: secondo lui il problema non è la presenza di stranieri, ma l’eccesso e la mancanza di spazio concesso ai talenti italiani, che spesso non trovano spazio in Serie A.
Un tema caldo che accompagna gli Azzurri alla vigilia di due impegni già delicati per il percorso mondiale.
PAROLE – «Meno di cento italiani in campo, quasi il 70 per cento di calciatori importati, una squadra totalmente straniera riserve comprese e tre con un solo italiano schierato. Avrei voluto parlare del duello che Napoli e Inter promettono di rinnovare, della caduta del Milan, della semplicità efficace di Tudor, ma l’esterofilia esasperata ha oscurato ogni altra riflessione, specie alla vigilia di partite delicatissime per la Nazionale. Sia chiaro, non è un problema di stranieri, ben venga il calcio globale, è un problema di eccessi e di valori, perché non credo sinceramente che i nostri club siano stati tanto bravi di tesserare 217 fuoriclasse: molti valgono i nostri ragazzi, molti addirittura meno, allora lasciamo perdere tendenze e mode, portiamo in A chi davvero fa la differenza e restituiamo spazio ai nostri talenti. L’Italia del calcio ne trarrà beneficio».