🎙️ Terracciano: “Con Conceicao era come un regime militare! Allegri? Lui e Fonseca sono quelli che mi ha insegnato di più a livello tattico” | OneFootball

🎙️ Terracciano: “Con Conceicao era come un regime militare! Allegri? Lui e Fonseca sono quelli che mi ha insegnato di più a livello tattico” | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: PianetaChampions

PianetaChampions

·18 de junho de 2026

🎙️ Terracciano: “Con Conceicao era come un regime militare! Allegri? Lui e Fonseca sono quelli che mi ha insegnato di più a livello tattico”

Imagem do artigo:🎙️ Terracciano: “Con Conceicao era come un regime militare! Allegri? Lui e Fonseca sono quelli che mi ha insegnato di più a livello tattico”

Filippo Terracciano ha rilasciato un’intervista per La Gazzetta dello Sport in cui ha parlato della sua esperienza in rossonero.

Vuoi rimanere aggiornato su tutto ciò che accade in Usa, Messico e Canada? Non dimenticarti di mettere tra i preferiti il Mondiale! Per seguire la competizione, cerca su OneFootball “Mondiale” e clicca sulla stella che trovi accanto e non perderti nemmeno una notizia!


Vídeos OneFootball


Ecco le sue parole:

“Non sono soddisfatto, non era il finale che volevamo, ma devo comunque prendere quello che di buono c’è stato. Ho giocato tanto, mi sono preso molte responsabilità, è stata un’annata di crescita, anche perché in questi contesti ogni domenica è la vita. Per me è stata una scuola accelerata di blocco basso”.

Cosa significa giocare al Milan? “Restare al Milan giocando meno ti permette di acquisire quell’esperienza e quell’abitudine ad un certo livello, mentre giocare titolare con Verona e Cremonese ti permette di acquisire in campo quell’esperienza. C’è tantissima differenza tra giocare al Milan e le squadre piccole, un errore in quelle squadre non è un errore al Milan, anche mediaticamente. Nonostante la retrocessione, a livello personale mi è servita tanto come stagione, perché impari tantissimo a livello di pressioni, tattica, mi sono preso responsabilità, hai un certo tipo di testa. Gli episodi incidono tantissimo nel calcio, nella fiducia e nell’atteggiamento, perché influiscono sulla testa”.

Come si è trovato con Fonseca? “Con lui ho fatto la mia prima esperienza di gioco posizionale, allenando quelle cose che avevo studiato solo in video. Sono i sei mesi più formativi della mia carriera. Giocavamo col 4-2-2-2 e la posizione di Morata e Abraham portava un dubbio nel centrocampista, perché l’attaccante veniva a fare la mezzala e ti dava superiorità. A meno che tu non giochi con Gasperini che arrivano a uomo, crei dubbio nei centrali che devono fare scelte forti, o rompono la linea e attacchi alle spalle o non lo fanno e ti danno spazio per avanzare. Terzini stretti per trovare il mediano, tutto per trovare la palla aperta e sfruttare Leao e Pulisic. Giocai qualche partita come terzino e qualcuna nella mediana”.

Con Conceicao invece come è andata? “Ti faceva sempre pesare: a fine mese c’era sempre una riunione e Conceicao chiedeva lumi se pesavi di più, era un regime militare. Mettevi sempre i parastinchi in allenamento, tanta corsa. A me ha insegnato molto, ma i compagni meno disciplinati lo soffrivano molto di più”.

E Allegri? “Dopo Fonseca è quello che mi ha insegnato di più a livello tattico in preparazione. Lavora tantissimo sulla fase difensiva, sia in allenamento che con sessioni a parte, con tutti i difensori a fare tattica individuale a fine allenamento, come a scuola calcio. Voleva farlo proprio per questioni anche di rendimento della stagione precedente. Da subito ci ha detto quanti gol al massimo avremmo dovuto prendere e che la priorità sarebbe stata la compattezza. Pavlovic a fine di questa stagione ha avuto un miglioramento clamoroso per merito dello staff di Allegri anche”.

Cosa significa giocare con Modric? “Mi sono goduto tre allenamenti suoi, a fine allenamenti chiamai papà e gli raccontai cosa avevo visto. A fine allenamento c’era una sessione di allenamento per lui, Ricci e Jashari. Guardi Samuele e Ardon e dici che sono forti, vedi lui e sei strabiliato per la qualità dei palloni che mette. Zero palloni sbagliati in tre giorni. Giocammo insieme col Chelsea, era un sogno per me. Due giorni dopo sarei partito per la Cremonese e feci un cambio campo quando potevo dargli palla. Mi urlò di stare tranquillo, poi si complimentò perché mi era riuscito”.

Maignan cosa le ha lasciato? “Mi ha insegnato tanto a livello caratteriale, mi sono messo a fargli tante domande. Fa sempre tutte le cose bene, un esempio incredibile così come Luka, anche a lui ho chiesto molte cose ma l’ho vissuto poco. Poi c’è Matteo Gabbia, da lui ho imparato tanto”.

Saiba mais sobre o veículo