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·28 de abril de 2026

Terremoto nel mondo arbitrale, indagato anche il barese Nasca. Le ultime

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Il terremoto che sta scuotendo il calcio italiano non si ferma, anzi si allarga. L’inchiesta della Procura di Milano sul sistema arbitrale continua ad aggiungere tasselli pesanti a un mosaico che, giorno dopo giorno, assume contorni sempre più inquietanti dopo le rivelazioni dell’ex assistente di Serie A Domenico Rocca. È dal suo esposto, corredato da una testimonianza ritenuta cruciale dagli investigatori, che prende forma il sospetto di un ingranaggio capace di incidere sugli equilibri del mondo arbitrale: regolamenti piegati, designazioni pilotate, valutazioni indirizzate e una rete di possibili favoritismi costruita per proteggere uomini chiave all’interno del sistema. Tra i nomi finiti sotto la lente della magistratura spunta ora anche quello di Luigi Nasca, 49 anni, arbitro VAR barese, inserito nel registro degli indagati con l’accusa di concorso in frode sportiva.

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Il punto su Nasca

Ii nome di Nasca compare in corrispondenza di alcune delle sfide considerate centrali dagli inquirenti. L’arbitro barese, infatti, era in cabina VAR sia durante Inter-Verona — partita già investita da un’ondata di polemiche — sia in Salernitana-Modena, altro match ritenuto strategico per ricostruire eventuali anomalie e dinamiche sospette. Sono proprio queste gare alcuni degli snodi più delicati del fascicolo coordinato dal pubblico ministero Maurizio Ascione e sviluppato dal Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza.


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L’obiettivo degli investigatori è capire se dietro determinate decisioni arbitrali possano esservi stati condizionamenti, pressioni o addirittura interventi impropri tali da alterare non solo singoli episodi, ma l’intero sistema di valutazione e gestione delle direzioni di gara. Sul tavolo c’è l’ipotesi di una rete di rapporti e accordi tra più soggetti in grado di influenzare designazioni, giudizi tecnici e, di riflesso, l’andamento delle partite finite nel mirino.

Il nome di Nasca si inserisce infatti in un’inchiesta ben più ampia che coinvolge figure di primo piano dell’universo arbitrale, tra ex designatori, supervisori VAR e direttori di gara. Al momento sono cinque gli iscritti nel registro degli indagati: Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale autosospesosi dopo l’esplosione del caso, l’ex supervisore VAR Andrea Gervasoni e gli arbitri Luigi Nasca, Patierno e Di Vuolo. Ma la sensazione, negli ambienti investigativi, è che questo sia soltanto il primo livello di una vicenda destinata ad allargarsi, anche perché diverse ipotesi di reato vengono contestate in concorso e potrebbero portare all’emersione di ulteriori responsabilità.

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