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·28 de junho de 2026

Turchia, addio amaro al Mondiale: il bilancio in ombra di Hakan Calhanoglu

Imagem do artigo:Turchia, addio amaro al Mondiale: il bilancio in ombra di Hakan Calhanoglu

Il capitano turco e regista dell’Inter Calhanoglu delude nel torneo e finisce in panchina nell’ultimo match

Il Mondiale 2026 della Turchia si è chiuso con un’eliminazione dolorosa già alla fase a gironi, lasciando un forte senso di delusione nell’ambiente. Nonostante la tardiva e orgogliosa vittoria conquistata dai suoi compagni contro gli Stati Uniti nell’ultimo match del gruppo, la selezione guidata da Vincenzo Montella torna a casa anzitempo. A finire al centro delle critiche è soprattutto il capitano e regista dell’Inter, Hakan Calhanoglu, rimasto a guardare dalla panchina proprio nella sfida finale contro gli americani dopo le prime due opache uscite.

Il fulcro del centrocampo nerazzurro ha pagato l’avvio shock della squadra, faticando a prendere in mano le redini del gioco e mostrando una condizione fisica lontana dai giorni migliori.


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Polveri bagnate in attacco e zero gol

Le statistiche complessive del Mondiale di Calhanoglu riflettono le enormi difficoltà offensive palesate nelle prime due giornate. Schierato per dare geometrie e pericolosità balistica, il regista ha chiuso la competizione con 0 gol e 0 assist.

Il computo dei tiri fotografa la scarsa precisione negli ultimi sedici metri: 6 conclusioni totali ma 0 tiri nello specchio della porta, con ben 4 tentativi respinti dai difensori avversari e una grande occasione da rete fallita. Anche l’indice dei gol attesi si è fermato a un timido xG di 0.25, sintomo di una manovra che raramente lo ha messo in condizione di calciare a botta sicura.

Manovra pulita ma pochi guasti negli ultimi metri

Se in fase di finalizzazione è mancato il guizzo da fuori area, la gestione del pallone è stata comunque lodevole in termini di pura precisione geometrica:

  • Passaggi precisi totali: 76 su 86, pari all’88% di accuratezza.
  • Metà campo avversaria: 56 passaggi riusciti su 63 (89%), a dimostrazione di una buona pulizia nel palleggio.
  • Verticalizzazioni: 6 lanci lunghi riusciti su 9 tentati e 3 passaggi chiave messi a referto.

Il vero limite è emerso nella capacità di creare superiorità numerica e saltare l’uomo, come testimoniano lo 0% di dribbling riusciti e le 16 palle perse complessive, che hanno spesso rallentato i ribaltamenti di fronte turchi.

Il bilancio atletico e i contributi difensivi

Dal punto di vista del dinamismo, il numero 10 nerazzurro ha garantito una buona dose di sacrificio, coprendo ben 11.9 km totali nelle sue apparizioni, pur mostrando picchi di velocità ridotti con 30.1 km/h di velocità massima e appena 4 sprint registrati nel corso del torneo.

In fase di non possesso ha comunque offerto un apporto generoso alla diga di Montella con 6 contributi difensivi totali, suddivisi in 2 salvataggi e 4 contrasti (di cui 2 vinti). Positivo anche il bilancio nei duelli individuali, con 4 scontri a terra vinti su 7 e il 50% di successo nei duelli aerei (2 su 4). Numeri di sostanza che purtroppo non sono bastati a evitare un’eliminazione precoce, rimandando il riscatto del regista direttamente al ritorno ad Appiano Gentile.

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