Hellas Verona FC
·25 de julho de 2026
#VeronaDolomiti | Le parole di mister Marco Baroni

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Folgaria - Le dichiarazioni di mister Marco Baroni rilasciate al termine di Hellas Verona-Dolomiti Bellunesi, terza e ultima amichevole dei gialloblù nel ritiro di #Folgaria2026.
Mister, quale bilancio traccia del ritiro di Folgaria? "Ieri ho ringraziato i ragazzi per la partecipazione, la dedizione e l’impegno che hanno dimostrato. È un ritiro che mi lascia soddisfatto, perché tutti si sono applicati. Stiamo cercando di introdurre un’idea di calcio diversa e anche difficile da sviluppare: vogliamo praticare un calcio di dominio, fatto di idee e di gioco. Come ho già detto, questa squadra deve riuscire a segnare attraverso il gioco. Sono convinto che sia possibile valorizzarli al massimo, perché per disputare un campionato importante abbiamo bisogno di segnare circa 60 gol. La squadra sta lavorando in questa direzione. Anche oggi abbiamo creato tantissime occasioni. Peccato per i numerosi fuorigioco che ci sono stati segnalati, perché forse avremmo potuto segnare qualche rete in più. Al di là di questo, le indicazioni sono state molto positive e sono fiducioso".
Questa mattina, dopo un bellissimo cross di Sarr, ha detto che quel pallone aveva "un’anima". A che punto è la squadra dal punto di vista dell’anima e della costruzione del gruppo? "Il gruppo dobbiamo costruirlo e non possiamo sbagliare sotto questo aspetto. Innanzitutto, perché il nostro leader deve essere il gioco. Dobbiamo lavorare su questo concetto. È inutile andare alla ricerca di altro: ci servono un’idea di gioco e un’identità forte, all’interno delle quali tutti possano riconoscersi. Chi sbaglia deve comprenderlo rapidamente, altrimenti resta fuori. Fino a questo momento, devo dire la verità, ho trovato un gruppo disciplinato, che ha lavorato con grande partecipazione e dedizione. Da questo punto di vista sono contento. Dobbiamo avere anima anche per rispetto delle persone che sono venute a seguirci, degli abbonamenti sottoscritti e dell’entusiasmo dimostrato nonostante la retrocessione. Non sono sorpreso, perché conosco questo ambiente, ma è comunque qualcosa di veramente bello. Dobbiamo ripagare tutto questo disputando partite con anima, energia e grande partecipazione".
Ha parlato della necessità di segnare 60 gol e ha quindi indicato una direzione precisa alla squadra. Che sensazioni ha ricevuto da Sarr, impiegato in una posizione più decentrata ma libero di entrare centralmente, e da un giovane come De Battisti? "Con me sfondi una porta aperta: per me nel calcio non esiste l’età, esistono i giocatori forti. E i giocatori forti possono essere anche giovani. In questo gruppo ci sono ragazzi interessanti. Non voglio fare nomi in questo momento, perché non sarebbe rispettoso nei confronti degli altri, ma dobbiamo lavorare e loro devono dimostrarsi disponibili. Per me chi va forte scende in campo e chi cresce gioca. Come ho già detto, però, abbiamo bisogno anche di nuovi giocatori, perché questo è un campionato difficile, nel quale si affrontano partite complicate. Ci saranno squadre con tanta corsa e molto impatto fisico. Serve quindi anche esperienza, perché è proprio l’esperienza a permettere ai giovani di crescere. Solitamente un giovane cresce all’interno di un ambiente favorevole e di una squadra che funziona. È difficile valorizzarlo quando la squadra non funziona o quando il contesto non è positivo. Insieme alla società e al Direttore dobbiamo costruire questo tessuto".







































