Vieri: "Inter-Juve è la partita dell'anno. Sul 5 maggio e la lite con Lippi..." | OneFootball

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·14 de fevereiro de 2026

Vieri: "Inter-Juve è la partita dell'anno. Sul 5 maggio e la lite con Lippi..."

Imagem do artigo:Vieri: "Inter-Juve è la partita dell'anno. Sul 5 maggio e la lite con Lippi..."

Bobo Vieri si è espresso durante Legends Road sul suo passato da calciatore, Inter-Juventus, la lite con Lippi e sul 5 maggio.

L'intervento di Vieri a Legends Road

Inter-Juventus

Inter-Juve è la partita dell'anno. C'è tanta tensione, tanta adrenalina, tutti vogliono giocare. Poi dico: quando si gioca a San Siro, è il posto dove un attaccante può fare gol. San Siro è San Siro, una bolgia. Infatti, era un mio grande sogno giocarci.

Pio Esposito

Bravo, giovane. Passare da giocare dallo Spezia in Serie B a San Siro con l'Inter è un salto enorme. Devi fare gol lo stesso anche se hai 21 anni perché l'Inter deve vincere tutte le partite. Quando entri devi fare la differenza. Tutto questo è bello, ma è stressante perché c'é tanta pressione.

Episodi dolorosi

Ho perso una finale di Champions con la Juve (contro il Borussia Dortmund nel 1997 ndr) e non l'ho più rivista, ho pianto per tre settimane. Fa parte del calcio. Un altro episodio doloroso? Quando mi sono rotto il ginocchio e ho perso il Mondiale del 2006. L'Atletico Madrid? Se tornassi indietro farei tutta la carriera in Spagna.

La lite con Lippi in Juve-Atalanta

Una discussione, lui è molto simile a me e le cose le dice in faccia. Amo queste cose. Ero in panchina e sono entrato cinque minuti, mi ha detto una cosa e ho risposto. Poi si sono messi in mezzo Peruzzi, Ferrarra. Poi ho fatto un po' di tribuna. Peruzzi mi ha portato a cena con lui nel ristorante dove c'era Lippi, per chiedergli scusa. Non ne nascono più persone così. Quel gruppo era vincente perché era un gruppo di campioni e grande persone. C'era anche Conte, simpaticissimo. Poi anche con Del Piero, Torricelli, Di Livio, Tacchinardi, quante risate. Lì capisci la differenza tra giocare a calcio e giocare per vincere.

Lo scudetto perso il 5 maggio

Recoba mi ha detto che tornasse indietro direbbe a Cuper di non farlo entrare perché eravamo troppo sbilanciati. Pensa quanto ci teneva. Ci tenevamo tutti, forse anche troppo. Avevamo un grande rapporto con il presidente, io ero sempre in giro con la sorella, quando perdevamo si metteva a piangere. Ogni partita era pesante e faticosa".

Il numero 9 è il bomber, è bello quando fai gol, altrimenti devi chiuderti in casa.

Quando non andiamo a fare i Mondiali è un dramma, dobbiamo andare sempre.

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