Yildiz a GQ All-Stars: «La Juve occupa un posto speciale nella mia vita. Il numero 10? In bianconero non è una maglia qualunque. E’ un onore e una responsabilità» | OneFootball

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·02 de junho de 2026

Yildiz a GQ All-Stars: «La Juve occupa un posto speciale nella mia vita. Il numero 10? In bianconero non è una maglia qualunque. E’ un onore e una responsabilità»

Imagem do artigo:Yildiz a GQ All-Stars: «La Juve occupa un posto speciale nella mia vita. Il numero 10? In bianconero non è una maglia qualunque. E’ un onore e una responsabilità»

Yildiz in un’intervista ai microfoni di GQ All-Stars ha parlato della sua esperienza con la Juve e cosa lo ha spinto a scegliere il bianconero

Lunga intervista ai microfoni di GQ All-Stars per Kenan Yildiz. Il giocatore della Juve ha ripercorso diversi temi e svelato alcuni retroscena sui bianconeri.

SOGNO DA BAMBINO – «Da bambino sognavo solo di diventare un calciatore famoso e di giocare ai massimi livelli. Ma la realtà che sto vivendo oggi è persino migliore dei miei sogni d’infanzia».


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GERMANIA, ITALIA, TURCHIA – «La Germania è il Paese in cui sono nato e cresciuto, dove ho imparato la disciplina, l’ordine e l’etica del lavoro. Porto la Turchia nel cuore: il Paese di mio padre, la nazionale che ho scelto e la terra che mi fa sempre sentire apprezzato e mi dà un senso di appartenenza. L’Italia, in particolare Torino, è il luogo in cui sono maturato sia come persona che come calciatore. Oggi mi sento a casa in tutti e tre i paesi perché la mia famiglia è sempre vicina a me».

LA 10 ALLA JUVE – «Alla Juventus, il numero 10 non è una maglia qualunque. Lo senti fin dal primo istante, perché conosci la storia del club e i giocatori che l’hanno indossata prima di te. È un grande onore e una grande responsabilità per me. Ovviamente, non voglio pensare costantemente al peso di questa maglia. Perché alla fine, ciò che conta è essere in campo, giocare il mio calcio e dare il mio contributo alla squadra. Ma sono anche consapevole che quando indossi quella maglia, devi sempre dare qualcosa in più per il club, per i tifosi e per tutti coloro che credono in te».

DAL BAYERN ALLA JUVE – «La scelta della Juventus non è stata solo una decisione professionale; si è basata anche sulla fiducia. Sentivo che questa squadra mi avrebbe dato una visione chiara. Il club mi ha davvero visto, ha creduto nel mio potenziale e mi ha offerto un percorso di crescita graduale. Una delle cose più importanti per un giovane calciatore è che le persone credano in lui non solo quando gioca bene, ma durante tutto il suo percorso di sviluppo. La Juventus mi ha trasmesso questa sensazione fin dal primo giorno. Ecco perché Torino e la Juventus occupano un posto speciale nella mia vita. Perché qui ho trovato il luogo giusto per crescere sia come calciatore che come persona».

STILE FUORI DAL CAMPO – «In realtà sono una persona piuttosto semplice. Fuori dal campo, preferisco vivere una vita più tranquilla, pacifica e normale.  Adoro vestirmi bene, ma cerco sempre di farlo in modo comodo e che rispecchi appieno la mia personalità. In fin dei conti, sono pur sempre un’adolescente “normale” e trascorrere del tempo con la mia famiglia e i miei amici, ridere e divertirmi è molto importante per me. Nel mio stile, cerco di rimanere fedele a me stessa e di esprimere come mi sento».

LO STILE – «Per me, lo stile è prima di tutto una forma di espressione personale. Non si tratta solo di cosa indossi, ma anche di come ti senti mentre lo indossi. Nel calcio, come nella vita, la fiducia in se stessi deriva dal duro lavoro, dall’impegno e dall’equilibrio interiore. Quando si è in pace con se stessi, questa fiducia si riflette naturalmente anche fuori dal campo. La Juventus ha una cultura molto forte in questo senso: eleganza, carattere e rispetto per la tradizione. Cerco di vivere secondo questi valori nella mia vita, in modo semplice e fedele alla mia personalità.

MONDIALE – «La Coppa del Mondo è un sogno che si avvera per me. Non solo un mio sogno, ma un sogno condiviso da tutta la squadra e da tutto il Paese. Il fatto che la nazionale sia tornata ai Mondiali dopo tanti anni suscita in tutti noi un’emozione fortissima. Sentiamo la responsabilità di rappresentare il nostro Paese, ma portiamo con noi anche l’energia dei nostri tifosi. Questa è una fonte di motivazione davvero speciale per me. Voglio essere pronto, impegnarmi al massimo ogni giorno e dare tutto il possibile per la squadra. Non mi piace fare grandi promesse. Ma posso dire questo: saremo lì con rispetto, con grande passione e con il desiderio di rendere orgoglioso il nostro Paese».

COME SI VEDE FRA QUALCHE ANNO – «Vorrei essere ricordato come un giocatore che ha dato tutto se stesso, sia in campo che fuori.  Nel calcio, gol, vittorie e trofei sono ovviamente molto importanti. Ma per me, il modo in cui si vive questo percorso è altrettanto prezioso. Rispetto, disciplina nel lavoro, famiglia e la capacità di rimanere con i piedi per terra nonostante tutto… Il mio più grande desiderio è quello di creare la mia storia. Non voglio essere solo uno che viene paragonato agli altri; punto a lasciare un segno davvero unico nella Juventus, nella Nazionale turca e nelle persone che credono in me».

LE CANZONI NEL VIAGGIO PER IL MONDIALE«“Flouz kommt, Flouz geht”, “6 Foot 7 Foot” e “Last Breath”».

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