Zielinski al CorSport: «Vogliamo lo scudetto ma mancano ancora 7 partite e le rivali sono agguerrite. Grande rapporto con Inzaghi ma Chivu…» | OneFootball

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·11 de abril de 2026

Zielinski al CorSport: «Vogliamo lo scudetto ma mancano ancora 7 partite e le rivali sono agguerrite. Grande rapporto con Inzaghi ma Chivu…»

Imagem do artigo:Zielinski al CorSport: «Vogliamo lo scudetto ma mancano ancora 7 partite e le rivali sono agguerrite. Grande rapporto con Inzaghi ma Chivu…»

Zielinski, perno della squadra nerazzurra di Chivu, si è raccontato al Corriere dello Sport: le sue dichiarazioni

L’Inter di Cristian Chivu, sempre più vicina alla conquista dello scudetto con i suoi 72 punti, si gode il momento d’oro dei suoi protagonisti.

Dopo il trionfo sulla Roma del 5 aprile, Piotr Zielinski ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport, analizzando la marcia trionfale nerazzurra e il suo rapporto speciale con il tecnico.


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SCUDETTO E COPPA ITALIA- «Mancano 7 partite… Faremo di tutto per vincerlo. Siamo in ottime condizioni. Dopo la sosta, tra gli allenamenti e la gara contro la Roma, si è visto subito che qualcosa è cambiato. Sono tutti tornati con la giusta carica. E chi era reduce da una delusione con la sua nazionale, l’ha messa da parte».

PARLATI NELLO SPOGLIATOIO CONTRO LA ROMA – «Sono momenti sempre preziosi. Avevamo la necessità di confrontarci. Ci siamo detti che, per vincere davvero, avremmo dovuto cambiare la marcia e accelerare. Le delusioni in nazionale devono trasformarsi in carica supplementare per conquistare lo scudetto. Vincere è l’obiettivo che abbiamo in testa sin dall’inizio della stagione».

GRUPPO SOLIDO – «Sì, immediatamente. Sono stato accolto al meglio e non è stato difficile integrarsi. Vero che lo scorso anno ho avuto alcuni problemi, non con i miei compagni però. Veniamo da tante nazioni diverse, ma sembra di essere in una famiglia».

CHIVU – «Dopo una prima stagione in cui non avevo dimostrato il meglio di me, ho capito che avrei dovuto correggere qualcosa, sia sotto l’aspetto fisco sia sotto quello mentale. Ho cominciato io e poi ho trovato un nuovo staff che ha saputo valorizzare le mie qualità».

INZAGHI – «In realtà, ho avuto un gran rapporto anche con Inzaghi. È stato tra quelli che mi hanno voluto qui. Mi dispiace non aver potuto dare il mio contributo. Ma è stata comunque una stagione fantastica. La finale di Champions è andata male, ma raggiungerla è qualcosa di unico. Su Chivu posso dire che per me è una persona speciale. Quando è arrivato, ero ancora infortunato: mi ha parlato, mi ha dato fiducia, facendomi capire di voler puntare su di me. Ho lavorato per recuperare il prima possibile. Lui conosceva le mie doti, ma voleva vederle in ogni allenamento. Sono contento che sia diventato l’allenatore dell’Inter».

PREPARAZIONE DIVERSA – «Con Rapetti (responsabile della preparazione atletica, ndr) mi ero trovato benissimo anche all’Empoli, disputando un’annata importante. Mi conosceva già, quindi è stato certamente di aiuto».

MEZZALA – «Era già capitato l’anno scorso, ma non ero convinto. Adesso, invece, ho messo da parte lamentele e fastidi. È stato fondamentale cambiare approccio mentale. Mi sono detto: “Ho i piedi, la tecnica, la visione di gioco, quindi non c’è niente che mi spaventi”. E così è stato. La posizione preferita, però, resta quella di mezz’ala».

MOMENTO PER ORA PIU’ IMPORTANTE ALL’INTER – «Direi il gol del 3-2 alla Juve. Una rete quasi allo scadere, contro un avversario del genere, nel derby d’Italia. Cosa c’è di più?».

RIVALI SCUDETTO – «Napoli, ma anche Milan e la stessa Juve hanno grandi valori. Sono tutte squadre con tanti campioni ed elementi di qualità, oltre ad essere guidate da allenatori di eccellente livello, che hanno già dimostrato di saper vincere. Non si può mai stare tranquilli, anche se sei davanti»

SAPORE SPECIALE PER LUI VINCERE LO SCUDETTO CONTRO IL NAPOLI – «Ma no. Per me non cambia nulla. Perché adesso gioco nell’Inter e mi interessa solo essere primo, a prescindere da chi ci sia alle spalle. Chi arriva secondo, terzo, quarto non cambia. Poi è chiar o che io voglia bene al Napoli. Sono stato lì 8 anni e auguro loro il meglio. Ma ora penso soltanto all’Inter».

FUTURO – «Prima, dobbiamo vincere il campionato. Poi è chiaro che proveremo ad alzare l’asticella. La squadra c’è. Il resto lo conosce solo la società. Io, sicuramente, tornerò con una grande voglia, forte finalmente di una preparazione al top che nelle ultime due estati non ho potuto svolgere. Il sogno ovviamente è essere più competitivi in Europa, come era accaduto la stagione passata, quando abbiamo disputato partite pazzesche».

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