Juventusnews24
·11. Mai 2026
Adani contro Allegri: «Viene descritto come un vincente, negli ultimi 7 anni mai nemmeno secondo»

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Il momento buio del Milan, culminato con la sconfitta interna contro l’Atalanta e l’aggancio in classifica da parte della Roma, è stato analizzato con estrema durezza da Lele Adani durante la trasmissione La nuova DS su Rai 1. L’opinionista ha messo sotto accusa l’intera gestione societaria e tecnica, partendo dalla desertificazione degli spalti: «Il Milan ha cercato di mettere un pò di orgoglio in questo caos. Ha cercato di mettere davanti la propria storia che tutto il mondo Milan sta calpestando. In primis l’amore dei tifosi e la pazienza che non c’è più. I rossoneri hanno fatto l’ennesima partita disastrosa».
Secondo Adani, il declino ha una data precisa, legata all’allontanamento di una figura iconica: «Il Milan si è fermato il 19 maggio 2023, semifinale di Champions di ritorno contro l’Inter. Sfuma la finale, Maldini in conferenza stampa dice ”non è il momento di fare drammi, è il momento di fare un passo in avanti”. Quello era l’apice del ciclo di Pioli, il Milan migliore degli ultimi 15 anni». Il commentatore non ha dubbi sulle responsabilità della nuova proprietà: «Ha perso la guida di Maldini e penso che sia lì il problema».
La critica si è poi spostata sulla gestione del mercato e sul lavoro di Massimiliano Allegri. Nonostante gli ingenti investimenti, la squadra appare priva di identità: «Almeno per un semestre ho avuto fiducia in questo progetto. Ma negli ultimi sette anni Allegri non arriverà mai secondo, per quello che da tutti e per storia è stato apostrofato come un vincente. Il Milan ha speso sul mercato oltre 300 milioni. Ha anche venduto, ma se compri per 300 milioni vuol dire che: hai comprato male o hai fatto rendere male».
Particolarmente severo il giudizio sulla fase difensiva e sull’inconsistenza tattica: «Fonseca e Conceicao erano stati mandati perché subivano troppi gol, oggi 3 gol dall’Udinese, 2 dal Sassuolo, 3 stasera nel momento clou del campionato». Anche il reparto offensivo, nonostante i nomi altisonanti, sembra improvvisato: «Sembra che siano trovati un quarto d’ora prima di giocare».
Adani ha concluso con una riflessione amara sul blasone calpestato: «Non ho mai visto una squadra che va sotto e non cambia piano tattico, va sotto e non pressa. Ecco perché dopo attaccare sotto 0-3, con la curva che è già andata via, ha poco senso. Stiamo commentando settimanalmente una squadra che dovrebbe scucirsi lo stemma che ha sulla maglia, perché pesa nei risultati e nella forma. Perché il Milan ha incantato il mondo intero e andava a farsi rispettare in ogni continente. Lì gioca una squadra che ha meno attributi di chi lotta per salvarsi».
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