Calcionews24
·5. Februar 2026
Castan rivela: «Discussi i modi bruschi di Spalletti, ma resta uno dei migliori. Nel 2016 ero davvero arrabbiato perché…»

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10 anni fa, Leandro Castan stava attraverso il periodo più duro della sua vita. Aveva sconfitto il tumore alla testa, era tornato in campo ma, in seguito ad una brutta prestazione contro il Verona, Luciano Spalletti decise di metterlo fuori con toni netti: la sua carriera, di fatto, era finita. Le sue parole al Corriere dello Sport.
SPALLETTI LO MISE FUORI – «Sì. Non discussi la scelta di Spalletti, legittima, ma i modi bruschi. Detto questo, era e resta uno degli allenatori migliori che ho avuto».
ALLENATORE – «Sì, ho iniziato a San Paolo al Real Soccer, vicino casa. Alleno l’Under 20, penso sia corretto partire dai ragazzi».
A CHI SI ISPIRA – «Tite e Rudi Garcia, soprattutto per l’approccio umano. E anche un po’ a De Rossi: Daniele è un amico, ha iniziato da poco, ma è un punto di riferimento per quello che sta facendo».
MODULO DI RIFERIMENTO – «Il 4-3-3 ma non alla Zeman (ride, ndr). Un po’ più equilibrato. Però posso dire una cosa? Quanto mi sarei divertito con Gasperini e la sua difesa a 3 uno contro uno. Forse avrei preso qualche cartellino giallo, oggi non ci posso pensare perché non riesco a correre così. Ma lui mi piace da pazzi e per un difensore come me sarebbe stato bellissimo».
COSA MANCA ALLA ROMA – «Niente, hanno tutto. Devono solo isolarsi. Non ascoltare quello che viene detto fuori Trigoria e non lasciar uscire le cose che succedono nel centro sportivo. La pressione poi dai… Parliamoci chiaro: Roma è magnifica, se non la reggi devi andare in terza categoria. In ogni caso, ora hanno tanti giocatori bravi, a partire da Svilar e poi Wesley».
CHI VINCE IL MONDIALE – «Il cuore dice Brasile. La testa dice occhio alla Francia e all’Inghilterra».
HA FATTO PACE CON QUEL 2016 – «Sì. Ero davvero arrabbiato, anche con me stesso perché avevo avuto un problema più forte di me e volevo dare la colpa a qualcuno. Me ne sono fatto una ragione. Però, visto che non so perdere, aspetto la mia rivincita».








































