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·31. Januar 2026

❗️ Fabregas: “Douvikas sta bene, Diao torna a marzo. Su Morata…”

Artikelbild:❗️ Fabregas: “Douvikas sta bene, Diao torna a marzo. Su Morata…”

L’allenatore del Como Cesc Fabregas ha presentato in conferenza stampa la sfida contro l’Atalanta, come riportato da TMW.

Come sta Douvikas? Che bilancio fa del Como finora? “Sta bene, è a disposizione, si è allenato oggi, tutto a posto. Non è finita comunque, sono soddisfatto dell’atteggiamento dei ragazzi in questo mese di gennaio. Non siamo abituati a fare un periodo del genere, con partite così ravvicinata. Ma sono contento della positività trasmessa, dell’importanza delle partite compresa. E abbiamo usato tutti i giocatori disponibili. Chi entra ha fatto sempre bene, hanno rispettato il compagno, sono molto soddisfatto di questo. Però domani serve una spinta in più, un po’ più di benzina per vincere questa partita”.


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Colmato il gap con l’Atalanta? “Andiamo di partita in partita, non pensiamo a Napoli, Fiorentina, Juventus. Arriveranno ma è importante domani, fare una bella prestazione contro l’Atalanta. Quell’energia da mettere in campo contro una squadra fortissima, nella top 3. Se non gioca Raspadori, gioca Lookman o Samardzic, Zalewski… giocatori importantissimi. Un’altra sfida per noi. Se vogliono, possono cambiare 11 giocatori e magari sono ancora più forti. Dobbiamo stare al 100% per fare punti contro questo tipo di squadre. Non siamo una big e rimaniamo umili? Come sempre”.

Coinvolgimento di Butez: preso spunto da Ederson al City? “Ci lavoriamo molto, ma da mesi. Chi ti lascia giocare, chi ti pressa… dobbiamo essere pronti a tutte le soluzioni. Se saltano o meno il portiere o giochi a uomo, ma quando giochi in varie maniere sei più preparato. Il giocatore è preparato più o meno nel contesto che si troverà nel weekend, poi lavoriamo un paio di situazioni. Ma la cosa più importante è il lavoro, poi diventa tutto più naturale”.

Morata può partire dall’inizio? “Morata ha giocato 8 minuti con la Fiorentina, da come ha esultato si vedeva l’emozione e l’energia ma dobbiamo stare attenti. Vogliamo tutti a disposizione, tutti sani in questi ultimi 4 mesi o meno. Parlando con lo staff medico, Alvaro non ha più di 45 minuti massimo. Allora calma. Douvikas sta bene per giocare, come gli altri. Domani prendiamo la decisione giusta, in base a come poter far male all’Atalanta, poi la scelta si vedrà in partita”.

In questo Como tutti sono titolari o non lo sono? “Tutti possono giocare. Ci sono tre posizioni dove ancora non riesco a decidere e si capisce il livello di competizione. Per me la cosa più importante è che si sentano titolari, allora sono molto contento come allenatore. Chi gioca fa sempre la differenza, con la voglia di migliorare e aiutare il compagno. L’altro giorno Van der Brempt ha preso il giallo e rischiava il secondo con Fazzini che punta, ti può dare difficoltà… loro capiscono. Non c’è ego. Ho parlato con Smolcic, deve fare il suo lavoro. Ma se devo cambiarli a metà gara capiscono perché. Per vincere non possiamo andare in 10. Sono tutti coinvolti, siamo squadra. Poi siamo il Como, sappiamo da dove arriviamo”.

TMW – Questa è la partita più importante dell’anno? È la prima volta che vi ritrovate in una posizione da scontro diretto per il grande sogno. E c’è Kuhn che si è scoperto a proposito… “Lui arriva dalla Champions, so qual è la sua ambizione. Per me però l’avversario è sempre quello del giorno dopo. Non dobbiamo pensare di essere più bravi di Milan, Inter, Napoli. Speriamo di parlare una cosa diversa in futuro, ma noi lottiamo contro noi stessi. Sempre con l’ottica di crescita, di costruire, siamo in quel processo. Ci sono fasi, siamo molto più avanti di quello che noi avevamo in testa due anni fa. Calma, andiamo a duemila in ogni partita, con grandissimo rispetto però capendo che noi possiamo sempre dire la nostra”.

Quanto è difficile mantenere questa armonia dentro il gruppo? “Capita che la squadra migliori, si cresce sempre e questa è la nostra forza. La squadra. Quando iniziamo a difendere, a concedere più occasioni oppure qualcuno che non difende come si fa. Ma la squadra capisce le situazioni, dobbiamo continuare così”.

Questa partita arriva nel momento sbagliato? “Dipende. Se dobbiamo pensare che domani contro una squadra più bassa in classifica dobbiamo stare più attenti per capire l’importanza… vedo che l’Atalanta è dietro di 5 punti, ma in tutte le partite bisogna andare a mille. Ogni partita è diversa, ha la sua strada e le sue dinamiche. Domani si gioca contro una squadra fortissima, gioca chi gioca sono tutti top. Qual è il segreto di aver sbagliato poche partite? Se ci fosse, tutti vinceremmo tutte le partite. Non è sempre così, questo è calcio. Proviamo ad avere tutte le informazioni, domani siamo 19 giocatori più i portieri e devono essere tutti concentrati perché non sanno chi gioca domani. Tante volte provo una squadra ma non posso ruotare troppo perché non posso rimanere due ore. Noi questo lo abbiamo capito, anche se è successo alcune volte che qualcuno non si aspettasse di giocare e non fosse pronto. Ora però tutti sono pronti, sono preparati, domani ancora di più perché sbagliano poco”.

Come ha visto Sergi Roberto? “L’ho visto molto meglio. Ha una qualità speciale, grande fisicità, averlo al massimo ritmo sarebbe come avere un nuovo acquisto. L’altro giorno ha giocato 70 minuti, l’ho visto molto bene. Il problema non è quanto ha giocato, ma il carico che si può dare al giocatore dopo. Domani può essere una partita dove ti può dare una mano, però devi stare attento con il preparatore a livello fisico e non voglio sbagliare. Come è successo in passato. Se parli con lui, ti dice di star bene, ma magari non era il momento giusto per due partite di fila. Speriamo di aver imparato”.

Come ha saputo far esprimere Baturina? “È un lavoro totalmente di Martin. Poi lui si deve adattare ai nostri principi, come lavoriamo difensivamente… gli abbiamo dovuto trovare uno spazio e un ruolo specifico, ma il merito è totalmente suo. Proviamo a lavorare con la stessa energia. Non è che se è costato 22 milioni per dire allora ti do più attenzione. Lui ha grande qualità, la partita contro l’Ajax è stata devastante. Ma bisogna trovare il momento giusto nel contesto giusto. Abbiamo bisogno di tempo, ma lui sa muoversi in maniera intelligente, capisce bene tante situazioni di come lavoriamo noi. Sono molto contento per lui e per la squadra, abbiamo bisogno di questo tipo di giocatore. Sono contento di tutti loro, mi dimostrano di poter fare la differenza”.

L’Atalanta ha diversi italiani titolari. È un modello di riferimento anche per voi? Per la scoperta di talenti italiani? “Non è vero, qui hanno giocato italiani, Goldaniga ha giocato. Ha giocato Cerri. Pisati era in panchina con De Paoli, gli avrei potuto fare il debutto perché lo meritano se fosse stato un altro punteggio. Ricordo Dossena, pensavamo fosse giovane e fisico e una delle ragioni per cui l’abbiamo preso era perché è italiano. Poi non possiamo portare un giocatore qua solo perché è italiano. Possiamo farlo nella nostra dinamica, altrimenti niente. Tanti della Primavera si allenano con noi. L’idea è quella, per me sarebbe un sogno se Rispoli tornasse preparato e pronto con noi. Una cosa sicura è che portare per portare solo per fare contenti qualcuno non succederà. Abbiamo un modello di gioco specifico, con gente che lo capisca bene. Poi se non possiamo trovarlo o c’è gente che vuole andare alla Juventus e non al Como, ok. La Primavera è prima? Sì, speriamo di trasformare i giocatori da prima squadra. L’ha detto tante volte il presidente, questo è quello che vogliamo fare un giorno”.

Cambia qualcosa con le partite ravvicinate? “Il carico di lavoro si abbasserà. Abbiamo preparato un piano per tornare forti col Napoli in Coppa, non si vince aumentandolo. La famiglia è importante, poi sappiamo dei tanti soldi che guadagnano, sappiamo quello che si dice sui calciatori. Ma proviamo a dar loro un po’ di riposo, anche se sanno di dover fare la partita della stagione domani”.

Addai e Kuhn. Come stanno? Il tedesco sta tornando presente con giocate importanti, c’è ballottaggio tra loro due? “La cosa più importante quando si giocano tante partite. L’altro giorno pensavo di mettere Baturina, ma parlando con lui non era convintissimo. Sentiva che giocare 4 partite di fila sarebbe stato impegnativo. L’ho fatto riposare. Poi con Morata e Sergi dobbiamo stare attenti, Addai si vede cosa può dare, domani metterlo più di 45 minuti è un rischio. È stato fuori da 6 settimane praticamente. Proviamo a studiarlo, parliamo con i giocatori per capire come si sentono. E capire cos’ha nella testa”.

Domani non ci saranno i tifosi dell’Atalanta. Cosa ne pensa? “Penso che se ci sono 5000 tifosi dell’altra squadra, anche se giochiamo in casa sento solo i miei. Se potessi mandare un messaggio ai tifosi, per aiutare la squadra, spingerla per dare tantissima energia… i ragazzi lo meritano. Per la partita perfetta”.

Dal mercato arriverà qualcuno ora? “Per uno non è ancora chiuso, ma so che sta andando bene. Cuenca è fatto ma non arriva subito”.

Come è cambiata l’Atalanta con Palladino rispetto a Juric? “Si vede che l’identità è quella, un gioco più posizionale ora però. C’è più struttura, ma penso che il mister stia facendo un grandissimo lavoro, si vede una squadra consolidata. Per me loro sono troppo forti”.

Diao come sta? “Diao penso che dobbiamo aspettare per un grandissimo marzo, aprile e maggio. Inizierà tra 3 settimane ad allenarsi con il gruppo, sta andando più lento di quello che aspettavamo. Dobbiamo andare con grande attenzione, deve essere un acquisto degli ultimi 3 mesi. Goldaniga invece manca ancora un po’”.

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