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·4. August 2026

Il Flaminio per la Lazio sta diventando una corsa contro il tempo. Abodi: «Bisogna agire»

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È iniziata quella che potrebbe rivelarsi la settimana più importante da quando la Lazio ha presentato il progetto di riqualificazione dello stadio Flaminio. Tra lunedì 10 e giovedì 13 agosto è attesa la conclusione della Conferenza dei Servizi preliminare, il passaggio che potrebbe portare il Comune di Roma a riconoscere il pubblico interesse dell’opera.

Prima di arrivare a questo traguardo serve però un tassello decisivo: il parere della Soprintendenza di Stato sul vincolo storico-artistico che grava sull’impianto. Su questo fronte, secondo quanto emerso, filtra ottimismo.


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Dopo settimane di interlocuzioni e richieste di approfondimento tecnico, concentrate soprattutto sulla tutela della pensilina originaria firmata da Pier Luigi Nervi e sulla realizzazione del secondo anello sospeso previsto dal progetto biancoceleste, l’orientamento dovrebbe essere favorevole.

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Come scrive il Corriere dello Sport, si tratterebbe di uno snodo fondamentale per l’intero percorso. Roma Capitale è infatti in attesa del pronunciamento della Soprintendenza per poter procedere formalmente con la dichiarazione di pubblico interesse, primo vero passaggio amministrativo dell’iter.

Una volta arrivato il via libera, il dossier approderà in giunta comunale e successivamente in Assemblea Capitolina per gli ulteriori step previsti dalla normativa sugli stadi.

Le parole di Abodi

Il momento assume un peso ancora maggiore alla luce di quanto dichiarato la scorsa settimana dal ministro per lo Sport Andrea Abodi.

«Sul Flaminio la prima cosa da dire è che è frustrante parlarne nell’auspicio che tutto rimanga in piedi, perché ogni anno che passa aumenta il profilo del rischio – ha affermato il ministro. – Lo stadio deve riprendere una vita attiva, utile alla comunità e rispettosa del suo valore architettonico prima che sia troppo tardi».

Un invito ad accelerare che si lega anche alla candidatura italiana agli Europei del 2032. Per Abodi il Flaminio «potrà essere inserito, più come impianto di allenamento, in linea comunque con le previsioni della Lazio».

Il legame con Euro 2032

Entro il 1° ottobre la Figc dovrà comunicare all’UEFA i cinque stadi italiani individuati per ospitare le gare della manifestazione, oltre ad altrettanti impianti di riserva. Rientrare nel progetto, anche solo come centro di allenamento, rappresenterebbe per la Lazio un risultato strategico di primo piano.

Permetterebbe infatti di velocizzare il percorso autorizzativo sul piano burocratico e di ridurre in modo sensibile il divario temporale accumulato rispetto al progetto della Roma per il nuovo stadio a Pietralata.

A confermare indirettamente questa possibilità era stato lo stesso sindaco di Roma Roberto Gualtieri, secondo cui, «se l’iter dovesse andare avanti, il Flaminio potrebbe procedere quasi affiancato a Pietralata, con tempi non molto distanti, perché si tratta di due progetti completamente diversi».

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