Juve Bologna: i 3 segreti del colpo d’andata al Dall’Ara. I fattori chiave per replicare nello scontro diretto, l’analisi tattica! | OneFootball

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·17. April 2026

Juve Bologna: i 3 segreti del colpo d’andata al Dall’Ara. I fattori chiave per replicare nello scontro diretto, l’analisi tattica!

Artikelbild:Juve Bologna: i 3 segreti del colpo d’andata al Dall’Ara. I fattori chiave per replicare nello scontro diretto, l’analisi tattica!

Juve Bologna: l’analisi tattica del match dell’Allianz Stadium. Quali furono i 3 segreti della vittoria all’andata contro i rossoblù

Domenica si riaccendono i riflettori sulla sfida tra Juve e Bologna. Una gara che promette scintille, soprattutto se si ripensa all’intensa battaglia tattica andata in scena lo scorso 14 dicembre. In quell’occasione, al Dall’Ara, i bianconeri si imposero per 1-0 al termine di un match scorbutico, superando le difficoltà iniziali per poi dominare la ripresa. Nelle parole di mister Spalletti, quella vittoria doveva rappresentare “un punto di non ritorno” per la mentalità della squadra.


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Ma cosa funzionò davvero in quella 15esima giornata? Ecco le tre chiavi tattiche e tecniche che hanno permesso alla Juve di espugnare Bologna e che potrebbero rivelarsi fondamentali anche nel match di domenica.

  • L’intelligenza tattica di Weston McKennie. In una partita descritta dallo stesso Spalletti come una “battaglia uomo su uomo” dove sono saltati gli schemi classici, la duttilità dell’americano è stata l’ancora di salvezza della Juventus. Fin dal primo tempo, pur in mezzo alle difficoltà di palleggio della squadra, McKennie è stato il più lucido: un giocatore che crede a ogni pallone, abilissimo nei ripiegamenti difensivi (perfetto in chiusura di testa nel finale) e bravissimo a muoversi tra le linee per offrire soluzioni. La sua capacità di adattarsi al caos tattico generato dal pressing del Bologna lo ha reso, per usare le parole del suo allenatore, l’emblema del “giocatore moderno”.
  • Le palle inattive studiate a tavolino. Quando il gioco è bloccato e l’avversario non ti fa respirare, i calci piazzati diventano oro. Nel primo tempo la Juve aveva faticato a concretizzare l’ultimo passaggio, pur costruendo buone trame. La svolta è arrivata al 63′, non da un’azione manovrata, ma da uno schema su calcio d’angolo eseguito alla perfezione. Un corner “mosso”, una soluzione indiretta che ha permesso a Yildiz di pennellare un cross perfetto per lo stacco imperioso di Cabal. Sfruttare le palle inattive con questa lucidità e preparazione ha scardinato una difesa che fino a quel momento aveva concesso pochissimo.
  • La ricerca della punta per eludere il pressing. Il Bologna di Italiano è noto per l’aggressione altissima e il recupero palla asfissiante. La Juve ha sofferto questa pressione nel primo tempo, perdendo palloni sanguinosi in uscita. La vera mossa vincente di Spalletti nella ripresa è stata quella di cambiare il modo di eludere la prima pressione: usare il portiere (Di Gregorio) come costruttore aggiunto e cercare direttamente la verticalizzazione sulla punta. L’ingresso di Openda al 60′ ha spaccato la partita in questo senso: è stato proprio da un rinvio lungo di Di Gregorio che l’attaccante ha usato la malizia per far valere il fisico, costringendo Heggem al fallo da espulsione al 68′. Una lettura tattica perfetta che ha garantito l’uomo in più e il controllo totale del finale di gara. E se fosse questa la partita giusta per rilanciare il belga desaparecido?
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