Kelly, perché non è il miglior difensore della Serie A? Analisi della sua stagione, c’è un difetto dell’inglese che rischia di ‘rovinare’ tutto | OneFootball

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·19. Februar 2026

Kelly, perché non è il miglior difensore della Serie A? Analisi della sua stagione, c’è un difetto dell’inglese che rischia di ‘rovinare’ tutto

Artikelbild:Kelly, perché non è il miglior difensore della Serie A? Analisi della sua stagione, c’è un difetto dell’inglese che rischia di ‘rovinare’ tutto

Kelly, dentro alla stagione del difensore della Juventus. Perché non è il migliore della Serie A? C’è un difetto che rischia di ‘rovinare’ tutto

Prendete un difensore elegante, capace di impostare, insuperabile di testa e letale negli inserimenti. Poi, aggiungete un tasto di spegnimento improvviso che rischia di rovinare tutto. La seconda stagione di Lloyd Kelly in maglia Juventus è un ottovolante di emozioni, un misto tra prestazioni da autentico top player europeo e scivoloni dilettantistici. Eppure, tirando le somme, l’inglese si è rivelato un acquisto di primissima fascia, modellatosi perfettamente sulle richieste di Spalletti. Ecco un’analisi della sua stagione attraverso alcuni giudizi dei quotidiani sportivi.


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L’impatto di Kelly è stato subito importante: gol all’Inter alla terza giornata e un duello vinto a suon di sprint contro Adeyemi del Dortmund in Champions. Ma è con l’evoluzione tattica della stagione che ha mostrato il suo volto migliore. Kelly incarna il difensore moderno. A Firenze è da 7 in pagella, a Bologna si incolla a Dallinga facendo un figurone. Il picco arriva a cavallo tra le giornate 21 e 22: contro il Cagliari “partecipa in avanti seguendo i desideri di Spalletti che vuole centrali più coinvolti”, mentre contro il Napoli sfodera un clamoroso 7,5 perché “la crescita palla al piede è esponenziale”, arricchita da lanci millimetrici. A campo aperto è difficilissimo da superare e il suo senso dell’anticipo trasmette enorme sicurezza.

Perché allora non parliamo del miglior difensore del campionato? Per colpa dei suoi inspiegabili blackout di concentrazione. A volte la troppa confidenza palla al piede o l’eccesso di sufficienza lo tradiscono. A Napoli (gara d’andata) prende 5 perché “si perde Hojlund nel modo più banale del mondo”. Ma l’apoteosi del disastro si consuma nel ritorno del playoff di Champions a Istanbul: un 4 in pagella macchiato da un peccato di presunzione fatale (“Come si fa a cercare il dribbling su Osimhen a due passi da Di Gregorio?”).

Kelly è la quintessenza del difensore moderno: coraggioso, tecnico e dinamico. Se riuscirà a limare quegli inaccettabili cali di tensione e quella tendenza a usare un solo piede sotto pressione, diventerà un pilastro inamovibile della Juventus degli anni a venire.

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