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·6. Juli 2026
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Dopo le polemiche seguite alla presenza di Folarin Balogun in USA-Belgio, nonostante l'espulsione rimediata contro la Bosnia ed Erzegovina, la FIFA ha diffuso un lungo comunicato per chiarire le motivazioni della decisione della Commissione Disciplinare.
L'attaccante statunitense era stato espulso al 64' della sfida del 1° luglio per "grave fallo di gioco" dopo una revisione al VAR. Al termine della partita, inoltre, era rientrato sul terreno di gioco per festeggiare con i compagni pur essendo stato espulso, comportamento che ha portato all'apertura di un ulteriore procedimento disciplinare.
La FIFA spiega che il 5 luglio la Commissione Disciplinare ha ritenuto Balogun colpevole di entrambe le infrazioni, infliggendo "una squalifica di una giornata, sospesa con la condizionale per un anno, e una multa di 40.000 dollari". Una decisione che, inizialmente, prevedeva anche la squalifica automatica per la successiva partita del Mondiale contro il Belgio.
Nel comunicato viene infatti precisato che "la decisione stabiliva espressamente che questa squalifica comprendeva anche la squalifica automatica che avrebbe dovuto essere scontata nella successiva partita del Mondiale tra Stati Uniti e Belgio". In altre parole, senza ulteriori provvedimenti, Balogun non avrebbe potuto prendere parte alla gara.
La svolta è arrivata però con l'applicazione dell'articolo 27 del Codice Disciplinare FIFA. La Commissione ha deciso di "sospendere l'esecuzione della squalifica di una giornata per un periodo di prova di un anno". In pratica la squalifica non è stata cancellata, ma semplicemente congelata: resterà sospesa per dodici mesi e scatterà soltanto se il giocatore commetterà un'altra infrazione di analoga natura e gravità durante il periodo di prova.
Per questo motivo Balogun risult aregolarmente schierabile contro il Belgio, mentre la multa da 40.000 dollari resta immediatamente esecutiva. La FIFA precisa inoltre che metà dell'importo è legato alla violazione dell'articolo 14 e metà all'articolo 66 del Codice Disciplinare, con la Federazione calcistica statunitense dichiarata corresponsabile del pagamento.
Gran parte del comunicato è dedicata a rispondere alle critiche emerse nelle ultime ore, dove Trump ci ha messo il carico da 90 dichiarando di aver sentito Infantino a tal proposito. La FIFA sottolinea infatti che "la Commissione Disciplinare FIFA non ha annullato l'espulsione decisa dall'arbitro sul terreno di gioco" e ribadisce che "ha confermato la squalifica di una partita inflitta a Balogun in conseguenza del cartellino rosso ricevuto il 1° luglio 2026". Secondo l'organo disciplinare, è stata modificata esclusivamente la modalità di esecuzione della sanzione, non la validità del cartellino rosso.
La FIFA ricorda inoltre che l'articolo 66.4 del Codice Disciplinare stabilisce che "un'espulsione comporta automaticamente la squalifica per la partita successiva", ma evidenzia come l'articolo 27 attribuisca alla Commissione la facoltà di sospendere l'esecuzione di qualsiasi misura disciplinare, purché non riguardi casi di manipolazione delle partite.
Infine, la Federazione mondiale difende la piena legittimità della decisione, spiegando che "non esiste alcuna disposizione del Codice Disciplinare FIFA o del Regolamento della Coppa del Mondo FIFA 2026 che impedisca alla Commissione Disciplinare di esercitare la propria discrezionalità ai sensi dell'articolo 27". Anzi, sottolinea come "l'applicazione dell'articolo 27 non rappresenti un precedente assoluto", ricordando che decisioni analoghe erano già state adottate durante le qualificazioni ai Mondiali 2026.
La conclusione della FIFA è netta: "il cartellino rosso non è stato revocato". Secondo la Federazione, "sospendere gli effetti di un cartellino rosso sulla base di una disposizione espressamente prevista dal regolamento rappresenta una misura molto più equilibrata" rispetto all'annullamento dell'espulsione, ipotesi che, in questo caso, non è mai stata presa in considerazione.
📸 Jamie Squire - 2026 Getty Images







































