Calcio e Finanza
·9. April 2026
L’ex AD della Juve Scanavino entra nel capitale di Scientifica e ne diventa presidente

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·9. April 2026

L’imprenditore e manager Maurizio Scanavino – ex amministratore delegato della Juventus – entra nel capitale della piattaforma deep tech Scientifica e ne assume la presidenza, in un’operazione che rafforza il posizionamento della società nel venture capital scientifico e segnala un crescente interesse dei capitali privati verso modelli industriali capaci di sostenere l’innovazione tecnologica.
Fondata nel 2022 e attiva tra Roma, L’Aquila e Londra, Scientifica si definisce una piattaforma di operational venture capital, un modello che integra investimento, infrastrutture di laboratorio, attività formative e ricerca in un’unica struttura. L’obiettivo è accompagnare i progetti scientifici lungo l’intero percorso di sviluppo: dal proof-of-concept fino alla creazione di impresa e alla scala industriale.
L’ingresso di Scanavino rappresenta un passaggio importante nella crescita della società. Non si tratta solo di un ampliamento della base azionaria, ma dell’arrivo di un profilo manageriale con una lunga esperienza nella guida di organizzazioni complesse.
«Scientifica ha costruito una piattaforma rara per struttura, visione e capacità di execution. Il mio ingresso si inserisce in un percorso già definito e in forte crescita con l’obiettivo di accompagnarne lo sviluppo, aumentarne ulteriormente la leggibilità verso mercato, istituzioni e partner industriali, contribuendo al piano di espansione coerente con l’ambizione del progetto», ha commentato Scanavino, nuovo presidente del gruppo.
La piattaforma, in meno di quattro anni, ha strutturato una fund platform composta da più veicoli di investimento. Dopo il primo fondo generalista deep tech – che ha già realizzato 21 investimenti – sono stati lanciati Quantum Italia, primo veicolo italiano dedicato alle tecnologie quantistiche sviluppato con Quantonation, e il Polo Nazionale di Trasferimento Tecnologico per l’intelligenza artificiale e la cybersecurity.
Accanto all’attività finanziaria, Scientifica ha costruito anche una rete infrastrutturale significativa. A L’Aquila la società dispone di oltre 3.000 metri quadrati di laboratori, che diventano circa 4.000 considerando i siti satellite. Attorno a questo hub è stata creata una rete Lab Approved composta da oltre 85 laboratori certificati distribuiti in 14 regioni italiane. Il modello, definito Capex Zero, consente alle start-up deep tech di accedere a laboratori, attrezzature e prototipazione senza dover sostenere immediatamente gli investimenti infrastrutturali, riducendo così il rischio tecnologico e migliorando i processi di validazione.
Un altro elemento distintivo è la capacità di generare opportunità di investimento direttamente nel sistema universitario. Attraverso l’AdVenture Program la società ha attivato una rete di oltre 250 studenti-scout nelle università italiane. Parallelamente, la Fondazione Scientifica coinvolge più di 600 studenti, collabora con oltre 40 università e intercetta ogni anno più di 400 progetti scientifici da cui vengono selezionate le migliori tesi STEM.
In questo contesto si inserisce la nomina di Scanavino alla presidenza. Laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni al Politecnico di Torino, il manager ha ricoperto ruoli di responsabilità in società di consulenza, nel settore automotive con Stellantis, nei media come amministratore delegato di GEDI Gruppo Editoriale (in passato controllato da Exor e nelle scorse settimane venduto al gruppo greco Antenna) e più recentemente nello sport alla guida della Juventus. Secondo la società, la sua esperienza potrà contribuire a rafforzare governance e capacità esecutiva della piattaforma, accompagnandola verso progetti di dimensione sempre maggiore.
«Abbiamo costruito Scientifica come infrastruttura privata per il deep tech italiano: non un semplice fondo, ma una piattaforma capace di tenere insieme capitale, laboratori, università e crescita industriale. L’ingresso di Maurizio si innesta su fondamentali solidi e su una traiettoria chiara, che ora può accelerare ulteriormente in termini di scala e capacità di esecuzione», ha detto Riccardo D’Alessandri, Co-Founder e Managing Partner di Scientifica.
Anche per i fondatori della società l’operazione rappresenta un passaggio naturale nell’evoluzione del progetto. «La scienza attrae capitale privato quando viene organizzata con disciplina industriale. È questo il punto su cui Scientifica ha lavorato fin dall’inizio: creare una struttura credibile, leggibile e scalabile. L’ingresso di Maurizio rafforza questo posizionamento e ne amplia ulteriormente la capacità di dialogo con investitori, corporate e istituzioni», ha spiegato Patrick Leoni Sceti, Co-Founder e General Partner di Scientifica.
L’operazione riflette una tendenza più ampia: i capitali privati si stanno avvicinando al deep tech italiano non tanto attraverso singole start-up, ma attraverso piattaforme strutturate capaci di integrare ricerca, laboratori, pipeline universitaria e strumenti di investimento. Un modello che punta a trasformare la ricerca scientifica in impresa e sviluppo industriale.









































