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·5. Juni 2026

Lotito sugli stadi: "Il problema non sono i soldi. Il progetto Flaminio…"

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Claudio Lotito ha parlato durante il panel “Il futuro degli stadi italiani” dalla sala Scudetto del festival della Serie A che si sta tenendo a Parma. Il presidente della Lazio, leggendo un discorso scritto, ha espresso il suo giudizio sulla situazione legata alle infrastrutture sportive in Italia.

Le parole di Claudio Lotito

Leggo un appunto che ho scritto per evitare che ci siano mal interpretazioni. La mia è una situazione particolare… Per questo leggo così che rimanga tutto agli atti. Noi italiani per complicarci la vita siamo fatti apposta, non sempre facciamo le cose semplici. Quando parliamo di stadi, non parliamo esclusivamente di sport. Parliamo di infrastrutture strategiche, di rigenerazione urbana, di sviluppo economico, di sicurezza, di sostenibilità, di occupazione e di attrattività internazionale. Gli stadi rappresentano oggi uno degli elementi fondamentali attraverso cui si misura la capacità di un sistema sportivo di essere competitivo, moderno e sostenibile. E lo dico da presidente di una società che da oltre vent'anni compete ai vertici del calcio italiano ed europeo, e che ogni giorno misura il divario esistente tra il sistema infrastrutturale italiano e quello delle principali realtà internazionali. Noi giriamo il mondo e vediamo quello che succede all'estero. Il ritardo accumulato dall'Italia negli ultimi anni è noto, e trova conferma anche nelle analisi e nei dati presentati da Banca Ifis. In Inghilterra, Germania, Spagna e in molte altre realtà, gli impianti sportivi sono stati progressivamente trasformati in asset multifunzionali, capaci di generare valore per il territorio e per i club durante tutto l'anno. In Italia, invece, continuiamo a confrontarci con strutture spesso obsolete e con percorsi autorizzativi particolarmente complessi. Solo pochi giorni fa abbiamo assistito alla finale di Europa League disputata a Budapest. Ricorderete cosa fosse Budapest venti o trent'anni fa. Oggi ospita un impianto moderno, perfettamente integrato nel sistema dei trasporti pubblici e capace di accogliere oltre 60mila spettatori in condizioni di massima sicurezza, accessibilità e comfort. Quella struttura dimostra chiaramente come uno stadio possa essere, al tempo stesso, un'infrastruttura sportiva, un motore economico, un luogo di aggregazione e un elemento di riqualificazione urbana. Per queste ragioni, ritengo che il dibattito sugli stadi debba uscire dalla dimensione esclusivamente sportiva e assumere una valenza strategica nazionale. Portando la mia esperienza concreta, intervengo oggi anche nella veste di presidente della società che sta affrontando una delle più importanti operazioni di riqualificazione infrastrutturale presenti nel panorama sportivo italiano. Il progetto dello Stadio Flaminio rappresenta un caso emblematico: non si tratta semplicemente della realizzazione di un impianto destinato alla S.S. Lazio. Si tratta del recupero e della valorizzazione di un'opera iconica per la città di Roma, attraverso un progetto che intende coniugare tutela architettonica, sostenibilità economica, functione sportiva e integrazione urbana. L'obiettivo è restituire alla collettività un patrimonio oggi inutilizzato, trasformandolo in un'infrastruttura moderna, efficiente e capace di generare valore per il quartiere, per la città e per l'intero sistema sportivo nazionale.

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