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¡20. April 2026
đď¸ Malagò: âNon ho certezza di continuare la candidatura. Nel calcio bisogna mettere da parte i personalismiâ

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Giovanni Malagò, indicato dalla Lega Calcio Serie A per le elezioni alla presidenza della FIGC, interviene in conferenza stampa dopo lâincontro con i club del massimo campionato andato in scena questa mattina in Via Rosellini.
La conferenza stampa inizia con una breve introduzione di Simonelli, presidente di Lega Calcio Serie A: âOggi câè stata una discussione molto pacata, sulle esigenze manifestate dai club, che Malagò cercherĂ di portare avanti. Gli faccio un grosso in bocca al lupo e, a nome di tutti i club, ma anche del calcio italiano, mi auguro possa accettare questo incaricoâ.
Queste le parole di Malagò, riportate da TMW:
âMi sembrava doveroso cominciare i confronti da chi aveva pensato a me per questa candidatura, anche pensando a questo atipico consenso di questa componente. Sono previsti anche altri incontri, tra poco con il presidente di Lega B e domani con la Lega Pro, poi con assocalciatori e assoallenatori entro fine settimana. Ho rivisto tanti amici, qualcuno di vecchia data e qualcuno piĂš recente: il presidente Simonelli mi aveva riservatamente consegnato un documento su alcuni key-point di primario interesse della Lega. Mi aveva anche detto che, negli ultimi giorni, câera stata unâevoluzione su alcuni punti. Mi sento di dire che nello specifico oggi non abbiamo parlato di questo programma, perchĂŠ poi si deve intersecare con incontri con altre componenti. La Federcalcio è multidisciplinare, rappresenta gli interessi di tutti. Posso sembrare di parte: lâambiente lo conosco molto bene, oggi sono state due ore di chiacchierata straordinaria. Hanno parlato tutti, esprimendo concetti e rinsaldando la fiducia che, nel senso buono della parola, mi fa molto ragionare.
Io non ho certezza di continuare la candidatura, lo farò solo dopo gli incontri con altre componenti: giornalisticamente, la notizia è che non sono preoccupato di quello che possa essere il risultato elettorale del 22 giugno. Ă chiaro: câè una competizione, la partita va giocata con tutto quello che consegue. Però quello su cui sto cercando di riflettere, per dare un apporto diverso, propositivo, ottimistico, vincente, è come migliorare la parte sportiva: se oggi si pensa a nuovo presidente della Federcalcio è perchĂŠ lâItalia è stata di nuovo eliminata dai Mondiali. Chiunque sa che, se lâItalia avesse vinto in Bosnia, oggi non staremmo a parlare di unâelezione al vertice della FIGC: magari il problema si sarebbe proposto dopo qualche mese, ma questo non possiamo saperlo. Sotto il profilo della capacitĂ di organizzare una squadra che mette in condizione chi va in campo di ottenere il massimo, penso di aver dimostrato qualcosa. Però la riflessione finale è che uno si deve dedicare il piĂš possibile per cercare di fare un percorso di strategia, di idee, di un nuovo sistema organizzativo, anche con persone non per forza nuove, ma con mentalitĂ nuova. Non devi sprecare energie fisiche e mentali per contemperare formule compromissorie allâinterno delle varie componenti. Voglio ringraziare la Lega, per come sono stato accolto: unâatmosfera eccezionale. Penso che il calcio debba mettere da parte i personalismi, sotto il prodotto dellâimmagine si deve mettere in condizione di meritare dâessere considerato in modo diverso a livello istituzionale, come mi sembra si sia dimostrato per altre discipline sportiveâ.
Cosa intende per mentalitĂ nuova? âChe uno deve valutare tutte le persone che ci lavorano e, se non riesce a cambiare la cultura, fare altre valutazioni. Vanno soppesati i giudizi sulle persone: quando fui eletto presidente del CONI in tanti pensavamo che per Diego Nepi finisse lâavventura in CONI Servizi, invece penso di averlo messo nelle condizioni di sfruttare al massimo il suo potenziale. Oggi anche il governo lâha messo in condizione di consacrare il suo percorso. Io faccio lâimprenditore nella vita, non il dirigente sportivo: faccio questâultimo cercando di sfruttare lâesperienza come imprenditoreâ.
Le principali richieste dei club? âFarei un torto, ognuno ha considerazioni diverse. Ă facile dire aumentiamo i ricavi e tagliamo i costi, senza la certezza di avere un risultato sportivo allâaltezza della storia del nostro Paese. Potremmo parlare allâinfinito, è un lavoro che penso si debba fare con chi ha la competenza normativa: alcune situazioni sono specifiche del mondo endofederale, altre richiedono il supporto di chi ha oneri e onori legislativiâ.
Gravina, con il 98,7% dei voti, non è riuscito a fare riforme. Ă disposto a barattare la non elezione pur di non fare accordi con tutti? âAssolutamente sĂŹ. Non si tratta di pesare o di soppesare niente: io non mi sono candidato e tantomeno auto-candidato, nĂŠ ho chiesto alla mia componente di candidarmi. Non ho componente: sono un signore con un mio percorso, ognuno lo può giudicare come ritiene. Non ho interessi in merito: credo di essere uno che sa parlare alle persone. Poi anche io ho chi non mi ama o chi magari ha una considerazione diversa sullâipotesi di candidatura. Però se câè uno che passa per avere buone relazioni tra le persone sono io. Secondo me la parola âcompromessoâ va sostituita con âconvincimentoâ: allâinterno del CONI, con le debite eccezioni, hanno saputo coesistere sport con anime molto diverse. Se uno vince e gli altri perdono, onestamente, entri in un contesto in cui devi remare per ottenere un certo tipo di obiettivo e invece ti prosciughi dietro altre situazioni. Quello che è sicuro, questo mi sento di dirlo, è che purtroppo câè una parte sportiva e câè una parte finanziaria. Le idee sono fondamentali, però gli investimenti e gli impegni di spesa lo sono altrettanto.
Se la Federazione e il motore economico, cioè la Serie A, sono in condizione di essere maggiormente soddisfatte, si è in condizione di rendere anche le altre componenti piĂš contente. Se invece è un ragionamento di mantenimento degli status e della sostenibilitĂ , lâequilibrio è complicato. Poi salta tutto al primo problema, che sono i risultati sportivi. La metto in un altro modo: facciamo conto che le societĂ di Serie B e Serie C guadagnino tutte, e sappiamo benissimo che non è cosĂŹ. Facciamo conto che lâimpiantistica sportiva del Paese sia di primâordine, e non mi fate dire qual è la realtĂ . Facciamo conto che il calcio sia davanti ad altre discipline a livello sociale. Bene: se non andiamo al Mondiale e le squadre, pur con eccellente bilancio, non vanno avanti nelle coppe, il giudizio resta positivo? Non penso. Cerchiamo di tenere conto dellâaspetto sportivo, fondamentale, senza buttarci in una condizione che non siamo in grado di reggereâ.
Ă risultatista quasi quanto Allegri⌠âSe lâera preparata⌠Devo dirle la veritĂ : ho visto che sono 6-7 i commissari tecnici. Ma non so se mi candido, posso sapere chi allena la Nazionale? Fermo restando che con Allegri, come con altri, ho stima e buoni rapporti. Ma di che parliamoâ.
ScioglierĂ i dubbi a fine settimana? âNon credo. Finirò la settimana e raccoglierò anche le idee, sarĂ importante anche incontrare il presidente Abete, devo fare un programma. Penso che arriveremo, non dico a ridosso del 13 maggio, ma quasiâ.
Ha trovato le sue idee sovrapponibili rispetto a quelle delle societĂ ? âTenga conto che il CONI è un ente pubblico: invito tutte le persone a calarsi nellâambito della gestione di un ente pubblico. LâItalia non è un Paese semplice: a parte la vigilanza politica, e io ho affrontato otto governi, otto legislature e via dicendo, sempre con trasparenza e rispetto delle regole. Io sono una persona molto concreta: il presidente Simonelli mi ha dato un appunto di 29 temi. Ammesso che mi candidi e vinca, ma ci sono due anni di legislatura sportiva con un anno e qualche mese di legislatura politica. Bisogna anche essere realista e scegliere prioritĂ â.
Come si può migliorare il numero di italiani? âIo ne ho parlato oggi. Però se qui dico mezza parola di piĂš e mezza di meno giĂ dico che ci sono societĂ che la vedono in un modo e altre in un altro. So che è cruciale, però va trovato un punto di caduta: bisogna partire dal presupposto che, eletto il 22 giugno, non puoi intervenire sulla stagione 26/27. Puoi farlo solo sulla seconda stagione di gestione. Basta guardare altri sport, professionistici o no (ride, ndr) e capirloâ.
ParlerĂ con Abodi? âDopo che avrò parlato con le componenti sarĂ importante parlare con il ministro Abodi, ci mancherebbe. Devo dare prioritĂ al mondo sportivo: se le altre componenti non sono dâaccordo ringrazierò la Serie A e mi fermeròâ.
Cosa distingue la sua candidatura da quella di Abete? âIo di Giancarlo non posso che parlare bene. Abbiamo una storia sportiva molto diversa, ognuno ha il suo percorsoâ.
Una prioritĂ ? âNon arroccarsi sulle posizioni. Mi hanno dato fiducia, bisogna darla veramente: se uno pretende oggi di avere il completamento certificato, quasi con un sigillo del notaio, che quello che viene chiesto viene fatto⌠Delle due lâuna: o il 98% e non succede niente, o si arriva a uno stallo continuo che il calcio non si può nemmeno permettereâ.
Se lei diventasse presidente ci sarebbe un orizzonte temporale per i tifosi a cui promettere i mondiali? âBeh, la speranza è ovvia. Io penso che ci sia un percorso di riorganizzazione sportiva su cui ci sono mille aspetti. Se andate a vedere, a cominciare dalle mie prime esperienze con unâassociazione sportiva dilettantistica, ovunque sono andato ho ottenuto risultati sportivi inimmaginabili. Ma questo dipende anche dalle persone: io vorrei investire molto sullâimpiantistica. Nel 2006 è stato fatto un impianto che ha portato a vincere decine di medaglie olimpiche ai nuotatori, e potrei continuare con altre discipline. Ci ho lavorato, anche sulle infrastrutture è stata una scommessa fatta con coraggio. allâepoca mi presero per un pazzo, un visionario. Senza un euro di contributo pubblico e senza supporti esterniâ.
Battuta di Simonelli in riferimento alla Lazio di Lotito: âOggi le squadre da 19 sono salite a 19,5â Malagò: âA 19 e tre quarti⌠Diciamo che sono preoccupato (ride, ndr)â.
Ă una corsa piĂš complicata rispetto a quella che nel 2013 vinse per diventare presidente del Coni? âNo, è diversa. Quella era una cosa che volevo, che avevo preparato e studiato. Qui è arrivato qualcuno a chiedermelo e devi valutare se questo attestato di fiducia vale la pena o menoâ.
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