🎙️ Milan, Allegri: “Ciò che conta di più ora è l’aspetto mentale. Modric? Quasi impossibile che recuperi per l’ultima. Su Gimenez dal 1’…” | OneFootball

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·9. Mai 2026

🎙️ Milan, Allegri: “Ciò che conta di più ora è l’aspetto mentale. Modric? Quasi impossibile che recuperi per l’ultima. Su Gimenez dal 1’…”

Artikelbild:🎙️ Milan, Allegri: “Ciò che conta di più ora è l’aspetto mentale. Modric? Quasi impossibile che recuperi per l’ultima. Su Gimenez dal 1’…”

Allegri, tecnico del Milan, ha parlato alla vigilia della sfida contro l’Atalanta, gara valida per la 36a giornata di Serie A. Queste le sue parole, riportate da Milan News:

Parliamo spesso dei tifosi: domani sera più che mai ci sarà bisogno del loro sostegno? “Fino a ora c’è solo da ringraziarli: dal 17 agosto ci sono stati vicini e lo stadio è sempre stato pieno. Abbiamo sempre sentito il loro supporto e lo faranno anche domani sera in un momento decisivo della stagione. Abbiamo una partita complicata: abbiamo fatto una buona settimana di lavoro e domani affronteremo l’Atalanta cercando di tornare alla vittoria che manca da un po’ di tempo in casa”.


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C’è una spiegazione per la sconfitta di Reggio Emilia? Come sono andati questi giorni? “Non è che in due giorni migliori la condizione atletica: in questo momento qui è l’aspetto mentale che conta. Non bisogna perdere voglia, convinzione e soprattutto entusiasmo. Ci vuole coraggio domani, come a Genova e come col Cagliari senza spendere energie in altre cose ma soprattutto mettendo l’attenzione nella partita di domani sera: anche l’Atalanta ha l’obiettivo di mantenere il settimo posto. Bisognerà essere molto bravi. Domenica scorsa è stata una partita molto strana: dovevamo evitare di prendere il gol a inizio secondo tempo e lo abbiamo preso in modo troppo facile”.

Quanto farà la differenza la testa: ha fatto lo psicologo? “In questi momenti invece di parlare e dire, c’è solamente da fare. Abbiamo fatto buoni giorni di allenamento. Non è che l’Atalanta è scarica, è un’ottima squadra: dobbiamo fare una prestazione ottima per portare a casa il risultato”.

Sei preoccupato? “Non sono preoccupato: bisogna vedere le cose in maniera positiva. Normale che quando vieni da una sconfitta come quella di Sassuolo, vedi le cose in amniera più negativa diq uello che sono. Abbiamo il destino nelle nostre mani: il calcio è bello perché in 90 minuti può e deve cambiare tutto. Detto ciò, domani comunque vada, non saremo nè in Champions, nè fuori dalla Champions matematicamente”.

Che spiegazione per l’attacco che non segna? Come si riattiva l’interruttore? “Quello che è stato fatto in questi 10 mesi non possiamo cambiarlo. Domani inizia un mini-campionato di tre partite, va vista in questo modo: abbiamo 3 punti di vantaggio. Se facciamo i risultati, andremo in Champions: sennò non ci siamo meritati di andare in Champions. Domattina valuterò la formazione ma in questo momento ho bisogno di tutti, a parte Modric e Tomori tutti sono a disposizione”.

Vuoi mettere giocatori con più stimoli da titolari dopo Sassuolo? “Oggi c’è l’ultimo allenamento e domani la rifinitura sui calci piazzati: domani deciderò. Le partite sono lunghe e l’ultima mezz’ora i cambi decidono la partita. Indipendentemente tutti dovranno essere dentro la partita: siamo in un momento decisivo e importante”.

Che clima extra Milanello hai respirato? “Dentro Milanello abbiamo lavorato bene come in tutto l’anno. Poi c’è un momento in cui le cose vanno meglio o peggio: nel girone di ritorno sono mancati i risultati, sta a noi invertire la tendenza. Possiamo farlo solo noi”.

Dal punto di vista calcistico: Gimenez è più compatibile con Pulisic o con Leao o con Nkunku? “Se ci sarà Gimenez, ce ne sarà uno o due che gli gireranno intorno”.

Si è dato una spiegazione di questo rendimento? Domani è decisiva? “Domani è decisiva perché siamo alla fine e ne mancano tre. L’ho detto prima: spendere energie, in questo momento, per trovare spiegazioni non ha senso. Le valutazioni vanno fatte tra 15 giorni: tutte le energie vanno concentrate sulla partita di domani. Poi domani vedremo la classifica com’è e poi dovremo andare a Genoa a giocare una partita difficile e incasinata”.

Che ruolo ricopre Modric? Tornerà all’ultima? “Modric anche se viene a Milanello a lavorare, è quasi impossibile che sarà in campo l’ultima giornata”.

Potrebbe giocare a tre davanti domani? Quando è venuto meno lo Scudetto, sono calate le motivazioni? “Bisognerebbe entrare nella testa di ognuno. Abbiamo la grossa responsabilità di portare il Milan in Champions: dobbiamo fare tutto il possibile perché succeda. Il gruppo che è partito a luglio sicuramente farà parte della prossima annata: tutti dobbiamo avere voglia e convinzione e responsabilità che arrivi questo risultato. Tridente? Vediamo”.

Domani c’è contestazione, c’è stata una petizione contro Furlani: quali sono le difficoltà per un ambiente più coeso? “A livello dirigenziale e con la società, al di là dei confronti dove ognuno dice giustamente la sua e non tutti possiamo essere d’accordo, tutti abbiamo l’obiettivo di arrivare in Champions. Domani abbiamo bisogno dei tifosi, perchè domani tutti insieme dobbiamo cercare di raggiungere questo obiettivo che è difficile da raggiungere come avevo detto in tempi non sospetti. Ci siamo e bisogna concentrare tutte le energie su domani”.

Ha vissuto l’ultimo Milan di Berlusconi e la Juve di Agnelli: questa società ha una mentalità vincente secondo lei? “Non sono mai stato da solo. Quando abbiamo fatto incontri e riunioni c’è sempre stato un confronto: abbiamo cercato di far sì che la squadra potesse ottenere dei risultati e che potesse essere sostenibile. Sono stati cambiati tanti giocatori, non era semplice: anche calciatori che hanno fatto un po’ meno arrivano da campionati stranieri. Credo sia stata creata una buona base: se si poteva fare meglio o peggio non lo so. Importante è che il Milan possa giocare in Champions il prossimo anno”.

Lei unico garante per i tifosi. Quando parla di compattezza nel club, dice la verità ai tifosi? “Quest’anno abbiamo lavorato bene. Nell’ultimo periodo sono mancati i risultati. I tifosi ci devono dare una mano perché tutti insieme dobbiamo fare in modo che il Milan giochi in Champions. Poi quando ci sono dei confronti ci sono cose su cui siamo d’accordo. L’importante è che tutti lavorino per il club Milan: mi hanno insegnato e ho appreso che nel Milan sono passati in tanti ma quello che rimane è sempre il club. Chi è all’interno del Milan deve lavorare per il club che ha una storia da difendere e un DNA glorioso. Io l’ho riscontrato nei dirigenti ma poi non è facile fare risultati. Quest’anno se riuscissimo a entrare nei primi 4, e capisco che il Milan deve sempre avere l’ambizione di vincere, vuol dire che abbiamo fatto un buon lavoro e c’è una buona base per migliorare l’anno prossimo. Se il Milan arriverà a sesto vuol dire che ci siamo meritati di arrivare sesti. L’importante è che tutti dobbiamo lavorare per il club. Gli obiettivi personali vanno messi da parte, quello collettivo è che il Milan deve tornare a giocare la Champions”.

Come hai lavorato psicologicamente sui giocatori? “I giocatori, da quando siamo partiti fino all’allenamento di ieri, hanno sempre lavorato al massimo. Poi all’interno della stagione ci sono momenti di difficoltà che sono dovuti a tante cose. Bisogna guardare a quella che è la partita di domani in questo momento qui: è la più importante”.

Cosa può dare Jashari e cosa Ricci come vice Modric? “Sono due giocatori molto affidabili. Con Jashari la società ha fatto un ottimo acquisto ma purtroppo è venuto da un infortunio e aveva Modric davanti, poi al primo anno in Italia con ritmi, tattica e squadre diverse. Ricci si è dimostrato un giocatore e un ragazzo molto affidabile sia dal primo minuto che a partita in corso”.

Allegri è un allenatore da campo tutti i giorni? O può fare il CT se arrivasse una chiamata? “Questo è un problema che non mi sono posto, anche perché quando ci sono cerco di risolverli. In questo momento qui la cosa più importante è il Milan: nelle prossime partite e nel prossimo anno. Abbiamo lavorato 10 mesi con grande attenzione e dedizione: dobbiamo avere rispetto di tutte le persone che si mettono a disposizione nostra per farci rendere al meglio. Ad altro non ho pensato perché il mio obiettivo è rimanere al Milan il più a lungo possibile”.

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