Mkhitaryan rompe il silenzio: «L’eliminazione dalla Champions fa male, ma l’Inter deve guardare oltre! Chivu ci ha dato una cosa che Inzaghi non poteva darci» | OneFootball

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·26. Februar 2026

Mkhitaryan rompe il silenzio: «L’eliminazione dalla Champions fa male, ma l’Inter deve guardare oltre! Chivu ci ha dato una cosa che Inzaghi non poteva darci»

Artikelbild:Mkhitaryan rompe il silenzio: «L’eliminazione dalla Champions fa male, ma l’Inter deve guardare oltre! Chivu ci ha dato una cosa che Inzaghi non poteva darci»

Il centrocampista dell’Inter, Henrikh Mkhitaryan, è tornato sull’eliminazione dei nerazzurri dalla Champions League per mano del Bodo Glimt

Ospite dell’Università Bocconi per l’evento «”Henrikh Mkhitaryan, la storia di un calciatore fuori dagli schemi”», il centrocampista nerazzurro ha commentato anche la recente uscita dell’Inter dalla Champions League per mano del Bodo Glimt.


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PAROLE – «Allora, il primo idolo è stato mio padre come calciatore, poi ne ho avuti altri da piccolo nei vari campionati. Ho avuto altri calciatori che amavo, ma il primo è stato mio padre. Ma anche professionisti di altri sport che sono stati esempi per me, come Michael Jordan, un idolo per me e ho imparato qualcosa da lui. Il rapporto con gli infortuni e come ci si rialza? Molto difficile avere un infortunio, specialmente quando è molto grave. È una difficoltà che devi poter gestire al meglio, quando torni hai più fame e voglia di fare ancora meglio per te e la squadra. Gli infortuni sono imprevedibili, devi avere la forza di rialzarti dopo ogni infortunio.

Eliminazione col Bodo? Abbiamo avuto una grande frustrazione, ma dopo qualche ora siamo tornati ad allenarci il giorno dopo pensando che abbiamo un altro obiettivo da raggiungere. Quello dà la forza, avere un altro obiettivo davanti. Non ti devi fermare mai. Quando avevo 26 anni ho incontrato Tuchel a Dortmund, in quel periodo ero un po’ più teso per la stagione prima, avevo fatto una brutta stagione. Lui mi aveva consigliato di leggere un libro che si chiama “La mia vita sempre al centro”. Nei momenti più importanti, quando sei teso non riesci a esplodere; nei momenti chiave, se sei più rilassato puoi avere il successo. Da lì ho cambiato mentalità, sono più rilassato nelle cose, anche quanto affronto le partite importanti. Va molto meglio così, poi la pressione ci sarà sempre, ma appena scendi in campo quella deve passare. 

Ovviamente non puoi avere sempre allenatori molto esperti. Abbiamo Chivu e ci ha dato una cosa che Inzaghi non ci poteva dare. Come vedete, siamo primi in campionato, non è ancora finita ma si vede il grande lavoro fatto. Sto pensando ancora di giocare, non ho pensato di ritirarmi. Ho 37 anni, devi gestire meglio il corpo, non hai 20 o 22 anni, ma sto provando a dare il mio massimo per giocare il più a lungo possibile e non aver rimpianti dopo. L’anno scorso in due settimane potevamo vincere tre trofei, abbiamo perso tutte le opportunità. Naturalmente noi volevamo vincerne almeno uno, questo è il calcio, nessuno se lo aspettava. Non siamo riusciti, dopo quella delusione abbiamo trovato una grande forza per alzarsi il giorno dopo e andare al lavoro. Quest’anno abbiamo iniziato in modo diverso, capendo la nuova opportunità, facendo tutto per vincere qualcosa. Stiamo andando bene, mancano 12 partite, il campionato non è finito: vogliamo fare tutto per vincerlo. Speriamo di farcela. Nel calcio tutto è possibile, bisogna essere pronti ad abbassare la testa e pedalare».

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