‼️ Noto ANNUNCIA: "Polito e Aquilani? Dipende da loro: Mister non in un'altra di B! Cessione Liberali e Favasuli? Vedremo" | OneFootball

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·2. Juni 2026

‼️ Noto ANNUNCIA: "Polito e Aquilani? Dipende da loro: Mister non in un'altra di B! Cessione Liberali e Favasuli? Vedremo"

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Floriano Noto, presidente del Catanzaro, ha parlato al Corriere dello Sport toccando diversi temi. Di seguito i passaggi salienti.

L'intervista

È più orgoglioso di questo Catanzaro a un soffio dalla A o più deluso dal traguardo sfumato?


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«Sono molto orgoglioso perché abbiamo dato dignità alla Calabria intera e ai tanti tifosi che seguono il Catanzaro con uno spirito d’identità unico. Ho ricevuto attestati di stima da ogni parte del mondo, grazie anche alla copertura televisiva assicurata dalla Lega B all’evento».

C’è tanto di cui essere soddisfatti.

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Gabriele Siri / IPA Sport / IPA

«Guardi, io dirigo questa società da 9 anni. La cosa più importante è aver ricostruito la credibilità del club. Oggi siamo un punto di riferimento per tante società che ci affidano i loro giovani. E stiamo crescendo anche sotto il profilo infrastrutturale. Certo, dopo 43 anni eravamo tornati a sognare la A. Ma, forse, non ancora del tutto pronti. La delusione per un obiettivo toccato e non raggiunto è tanta. Ma è grande anche la soddisfazione per esserci battuti alla pari con tutti».

Per il terzo torneo di fila la sua società ha centrato i playoff. Non era scontato dopo tante stagioni lontano dalla B?

«Aquilani è stato il terzo allenatore consecutivo, dopo Vivarini e Caserta. La scorsa estate abbiamo rifondato squadra e società e i risultati ci hanno premiato. Siamo andati oltre i nostri obiettivi».

Aquilani è stato il principale artefice del Catanzaro. Impossibile trattenerlo?

«Da parte nostra c’è la disponibilità a portare avanti un progetto pluriennale con lui. Ma se arrivano richieste dalla A, come si fa a fermarlo? Non ci sarà un altro caso Vivarini. Ma lui ci lasciò per andare in un altro club cadetto. Alberto, in B, allenerebbe solo qui».

A Monza abbracciati e commossi sotto la curva dei tifosi. Empatia totale...

«Abbiamo vissuto momenti di grande emozione. Ma il calcio, nella mia visione, deve essere questo. Abbiamo regalato tante gioie a noi stessi e alla nostra gente, che ci ha supportati ovunque. Lo sa cosa mi piacerebbe fare?»

Prego, ci dica.

«Sto cercando quel bambino che piangeva a Monza, aggrappato alla rete di recinzione del settore occupato dai nostri sostenitori. Vedere Alberto consolarlo è stato un momento di straordinaria umanità che non dimenticherò mai. Quel piccolo tifoso è l’emblema del calcio che amo di più».

Pochi club hanno portato, come il Catanzaro, così tanti tifosi in giro per l’Italia. Un orgoglio anche questo?

«La nostra gente ci ha seguito ovunque. E poi ce ne sono tanti in tutta Italia che ci sono stati accanto. A loro va la nostra gratitudine».

L’apporto del ds Polito rilevante. Non era facile individuare talenti come Favasuli, Alesi, Rispoli, Cisse...?

«Il nostro ds interpreta il ruolo in modo encomiabile. Non c’è alcun dubbio che farà una grande carriera da dirigente. Il suo futuro a Catanzaro, come quello di Aquilani, dipenderà da lui».

Potrebbe salutare anche il dg Morganti. Ma il segreto di Noto è ripartire ogni volta?

«Ci siamo presi tutti una pausa. Non è stato facile elaborare la gara di Palermo, che ci ha logorati molto. Ci auguriamo che questa esperienza possa continuare, senza ostacolare le ambizioni di nessuno».

Col Monza in campo c’erano oltre 20 milioni di euro di differenza di stipendi, confrontando il costo del lavoro delle squadre. Ma il divario non si è visto.

«Abbiamo dimostrato che con giovani, organizzazione e cuore le partite sono giocabili anche in condizioni economiche diverse. Aver messo all’angolo il Monza ci inorgoglisce tantissimo».

Insomma, il suo Catanzaro è la prova che nel calcio non sempre vince chi ha più...

«...risorse. Nel calcio esistono ancora valori che possono colmare certi divari. Tuttavia il sistema presenta criticità importanti. Le proprietà possono andare via da un momento all’altro. È così in tante crisi industriali nel nostro Paese».

I suoi colleghi Oreste Vigorito e Maurizio Stirpe hanno lanciato l’allarme: il sistema rischia di collassare senza una più equa ripartizione delle risorse.

«Hanno ragione. Serve una rivoluzione culturale e normativa. Mi auguro che la nuova governance federale riesca a battersi perché gli interessi divergenti possano trovare una sintesi per il bene di tutti».

Il Venezia in A potrà subito contare su un’iniezione di liquidità di 100 milioni di euro dopo il riassetto societario. Ma in queste operazioni non c’è anche il rischio di creare ulteriori disparità?

«I fondi sono preziosi. Ma possono alterare il sistema. La disponibilità di risorse stimola appetiti da parte di agenti e calciatori non governabili. Col pericolo di un effetto emulativo dannosissimo. E debiti certi».

Bisognerà rassegnarsi a un calcio meno domestico?

«Scenario non congruo al nostro Paese. È ovvio che così si accentuano le differenze e il calcio, senza la passione della gente, diventa un’altra cosa. Vedere quel bambino piangere per il Catanzaro non ha prezzo».

Il Catanzaro dopo Bonini all’Almeria potrebbe cedere Favasuli e Liberali. O no?

«Vediamo cosa resterà di questo Catanzaro. Abbiamo un settore giovanile che, grazie a Massimo Bava, può lanciare altri ragazzi: Arditi, una prima punta fisica, e Maiolo. E c’è Tassone, un catanzarese, difensore goleador».

Ai tifosi del Catanzaro che hanno ritrovato l’orgoglio dopo decenni, cosa può promettere Noto?

«Il massimo per onorare la nostra terra e i tanti catanzaresi che apprezzano i sacrifici fatti e che faremo».

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