PianetaBari
·10. Mai 2026
Piscopo trascina il Bari con una doppietta d’autore. Longo si coccola il suo tuttofare

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Il Bari si aggrappa ai suoi uomini più ispirati e trova a Catanzaro una vittoria che vale ossigeno puro. Il 3-2 del “Ceravolo” porta la firma pesantissima di Kevin Piscopo, autore di una doppietta che ribalta la partita e ha tenuto in vita i biancorossi nella corsa salvezza. Una prestazione da leader tecnico e mentale, arrivata nel momento più delicato della stagione.

Copyright: Gabriele Siri / IPA Sport / IPA
La gara si era messa subito in salita, con il vantaggio giallorosso firmato da Verrengia al 12’. Il Bari però ha reagito, pareggiando con Moncini al 23’ e poi trovando in Piscopo l’uomo della svolta. Al 40’, su un pallone vagante in area, l’esterno si è coordinato e colpito al volo, battendo Marietta e completando il sorpasso. È il gol che cambia l’inerzia del match e che restituisce fiducia a una squadra che sembrava sul punto di crollare.
La ripresa si apre con un’altra giocata decisiva: al 50’, Dorval scappa sulla destra e mette un cross perfetto sul secondo palo, dove Piscopo arriva puntuale e firma il 3-1. Una rete da attaccante vero, per tempismo e freddezza, che indirizza definitivamente la partita. È la doppietta che vale la vittoria.
Piscopo, arrivato nel mercato invernale con qualche scetticismo di troppo, ha inciso in modo crescente nel finale di stagione. La doppietta di Catanzaro rappresenta il suo contributo più pesante e porta il suo bottino personale a 3 gol in solamente 13 presenze e 968′ minuti. L’altro gol segnato nella gara di Padova anch’esso utile per acciaffare il pareggio nella gara che terminerà 1-1.
L’attaccante, nato come ala di un 4-3-3 e utilizzato inizialmente così da Longo, è stato poi spostato sulla fascia destra di un centrocampo a quattro, ruolo atipico per l’ex Juve Stabia. Col tempo, però, Piscopo ha cercato di prendere confidenza con questa nuova collocazione tattica, migliorando nella condizione fisica, nella fase difensiva e nello spirito di sacrificio in copertura, giocando anche talvolta a sinistra al posto di Dorval. Una posizione che ha poi ricoperto per gran parte delle sue presenze stagionali.
L’allenatore talvolta lo ha anche riutilizzato trequartista dietro la punta, ma con l’undici titolare al completo la sua collocazione è stata quella di esterno col compito di buttarsi negli spazi e chiudere i traversoni. Esperimento azzeccato, con la speranza che possa risultare decisivo anche ai playout.
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