Calcionews24
·13. Mai 2026
Sarri non le manda a dire dopo Lazio Inter: «Derby? Se fossi il presidente non presenterei neanche la squadra»

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Maurizio Sarri a Mediaset dopo la sconfitta in Coppa Italia in finale contro l’Inter. Queste le sue dichiarazioni.
ANALISI GARA – «Mah, è chiaro: noi avevamo preparato la partita abbassando il livello della pressione nel primo tempo, perché poi abbiamo notato che la partita di sabato è stata un po’ la ripresa, perdendo quanto a aggressività. Ed è anche difficile tenere un’alta aggressività nel giorno in cui loro iniziano la partita a 100 all’ora. E purtroppo nel primo tempo, molto ordinato, abbiamo fatto tutto da soli: gli abbiamo regalato praticamente tutti e due i gol. Quindi la partita è diventata difficile, un paio di palle perse da dietro, una con Casale e una con Gila, e non siamo riusciti neanche a riaprirla. Consapevoli che loro tecnicamente sono più forti di noi, però stasera mi sembrava che la partita potesse prendere una piega molto diversa».
FUTURO E STADO D’ANIMO – «Ma del mio futuro stasera che mi importa? Stasera mi interessa della Lazio. È in discussione da tutte le parti, penso… quindi il problema non è assolutamente quello. Mi dispiace per i ragazzi perché ho visto uno stato d’animo molto difficile all’interno dello spogliatoio e mi dispiace per il pubblico che stasera è tornato numeroso. Però, cioè, noi abbiamo fatto un grande percorso per arrivare qui stasera, abbiamo trovato una squadra più forte di noi e con un po’ di complicità nostra la partita loro l’hanno vinta agevolmente».
POLEMICA CALENDARIO – «Io ho la sensazione che si giochi lunedì, perché domenica a mezzogiorno e mezzo siamo noi o loro. Questa è la mia sensazione. Non è una notizia, il casino viene da una serie di errori fatti dalla Lega, poi dalla Lega Calcio insieme alla Questura e l’ATP di Torino dove c’è il derby di Torino, l’ATP di Roma che è uno dei tornei di tennis più importanti del mondo a metà dei derby di Roma. Quindi c’è una serie di errori clamorosi. Però il presente è questo qui e vediamo che sia migliore data».
PROTESTE – «Ma io se fossi il Presidente non presenterei neanche la squadra. Tanto per noi è uguale, a questo punto perdiamo il punto di penalizzazione e via. No, io mica sono arrabbiato, sono docile. Ti ho detto prima: c’è una serie di errori clamorosi, nessuno ha preso un microfono e ha detto “Scusate, scusate, abbiamo fatto un errore”, che penso sia anche normale: io nel mio lavoro di errori ne faccio tre o quattro al giorno, non all’anno. E si vuol rimediare facendo passare come se fosse tutto normale se si gioca a mezzogiorno e mezzo. Ma ci sono quattro squadre che si stanno giocando una partita da 70, 80, 90 milioni e le fai giocare a fine maggio a mezzogiorno e mezzo? Questo non è calcio, questa è un’altra cosa».
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