Lazionews24
·29. Mai 2026
Taylor: «Ciò che resta quando la partita è finita? L’immagine! Roma produce campioni»

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Il primo semestre in Italia di Kenneth Taylor si è rivelato molto positivo! Arrivato a gennaio dall’Ajax, il centrocampista ha subito impattato sulla Lazio e sul campionato italiano. In campo ha realizzato 3 gol, 2 assist e segnato due rigori decisivi nelle sfide di Coppa Italia contro Bologna e Atalanta, contribuendo al raggiungimento della finale.
Il giovane talento olandese si è raccontato ai microfoni della Lega Serie A per la raccolta “Champions of Made in Italy”, sottolineando entusiasmo, adattamento rapido e la voglia di lasciare un segno importante nella squadra biancoceleste. Di seguito un estratto:
IMPEGNO E SQUADRA – «Quello che resta quando la partita è finita? Resta l’immagine. Resta il racconto che qualcuno ha avuto il coraggio di costruire. Fotogramma per fotogramma, punto per punto. Roma produce campioni, produce film, produce storie che non si dimenticano. ANICA è la voce di chi sa che ogni impresa straordinaria nasce e cresce grazie a un grande lavoro di squadra e all’impegno costante alimentato dalla passione. Questa è una di quelle storie. Quello che succede nello spogliatoio dipende un po’ dal risultato della partita, ma prima della gara è sempre lo stesso. L’allenatore ci carica e ci motiva enormemente. Proprio come i leader del gruppo, i capitani. Cerchiamo di motivarci a vicenda enormemente per la partita e semplicemente per vincere. Il film di domenica scorsa è stato un bel film, ovviamente. Una partita importante per noi, tre punti importanti, e sì, ho segnato due volte. Sì, il film è stato bello e dopo l’atmosfera era buona. Avevamo una bella sensazione. Eravamo felici, quindi molte risate. Penso che la comunicazione sia molto importante per quasi tutto: devi sempre esprimerti secondo me.
È molto difficile accontentare tutti, devi stare con le persone giuste, con cui ti senti a tuo agio: la squadra, lo staff, la famiglia, gli amici. Sono le persone con cui bisogna sempre comunicare e far emergere il meglio l’uno dell’altro. Vorrei essere ricordato come qualcuno che dà sempre tutto per la squadra, per le persone con cui lavoro e per i tifosi. Questa è una cosa che cerco sempre di trasmettere sul campo. E anche qualcuno a cui piace aiutare e occuparsi degli altri. Queste sono due cose importanti nella vita in generale. Spero che questi siano i punti principali se dovessi mai andarmene, così verrò ricordato. Penso che ognuno abbia un sogno: in entrambi i casi ho fatto questo passo anche semplicemente per crescere come uomo e persona. Ti ritrovi comunque in un ambiente completamente nuovo e non parli la lingua. Da questo si impara moltissimo anche come uomo. Questo è anche il motivo per cui ho voluto fortemente fare questo passo verso l’estero. Come calciatore hai sempre delle ambizioni e questo è ovviamente il traguardo più alto per te stesso».
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