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·28. MÀrz 2026
đą Torino, lâex Sorrentino: âFui venduto prima del fallimento. Nessun rapporto con Cairoâ

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·28. MÀrz 2026

Lâex portiere del Torino tra le altre Stefano Sorrentino ha rilasciato una lunga intervista a Toronews specificando alcuni dettagli sul suo addio ai granata, spesso frainteso ancora oggi.
Queste le sue parole:
Buongiorno Stefano. Buon compleanno. La prima Ăš una richiesta abbastanza scontata: se le dico Toro, cosa mi risponde?
âIl Toro per me Ăš stato tutto perchĂ© grazie a questi colori ho avuto la fortuna e la possibilitĂ di debuttare in Serie B e in Serie A. Se Sorrentino ha fatto il portiere in Serie A per svariati anni Ăš grazie alla fiducia accordata a suo tempo dal Toro, quindi il granata Ăš tuttoâ.
Il Toro Ăš piĂč facile da trasmettere per valori rispetto ad altre societĂ ?
âNon mi piace la frase retorica relativa al peso della maglia. Io ho avuto la fortuna di indossare il granata 101 volte in carriera in tutte le competizioni. Ha certamente un sapore magico e particolare, non so se la storia passa da maglia a maglia, perĂČ quei colori restano uniciâ.
Qual Ăš la partita che ricorda con piĂč gioia tra le 101 in granata?
âI due debutti li ricordo molto volentieri. Il debutto in Serie B e quello in Serie A. Ho giocato in un Torino che attraversava anni molto difficili e probabilmente per questo sento ancor di piĂč il legame con il granata. Ci sono state alcune retrocessioni ma anche momenti magiciâ.
CâĂš qualche rammarico legato alla sua esperienza con il Toro?
âPrima di tutto una precisazione perchĂ© molto spesso leggo cose errate ancora a distanza di anni. Io fui venduto prima del fallimento, non me ne andai per il fallimento. Mi vendettero per cercare di racimolare soldi per evitare il fallimento. Ci tengo a dirlo perchĂ© molto spesso si fraintende la cosa. Quando ho smesso sette anni fa, il mio agente aveva parlato con la dirigenza granata per farmi tornare a Torino come secondo di Sirigu. Il presidente si oppose a questa eventualitĂ . Venne scelto Ujkani. Sarebbe stato bello chiudere dove avevo iniziato, una sorta di favola, purtroppo Ăš stata una favola senza lieto fine. Negli anni ho provato a battere in lungo e in largo il Torino ma câĂš una statistica che mi sorprende ogni voltaâ.
Quale?
âChe non sono mai riuscito a batterlo il Torino. Ci ho provato tantissime volte tra Serie B e Serie A ma lâesito non Ăš mai stato positivo. Davvero incredibile. Lâavrei battuto volentieri il Torino, un poâ come segno di rivalsa ma non verso i tifosi, piĂč che altro verso il contesto granata in generale. Volevo batterlo per dire che Sorrentino avrebbe potuto starci tutta la vita in granataâ.
Il suo rapporto con Cairo?
âNon ho rapporto. La risposta Ăš molto semplice. Sette anni fa Cairo rispose al mio procuratore che ogni volta che Sorrentino affrontava il Torino veniva osannato dalla Curva Maratona e a lui questa cosa lo infastidiva, quindi preferĂŹ non prendermi come secondo di Sirigu. Gli risposi che non era colpa mia. Da quel momento i rapporti sono pari a zero e devo dire che mi dispiace. Ho visto la conferenza stampa di presentazione di DâAversa e vivo abbastanza quotidianamente lo stadio Olimpico-Grande Torino e proprio per questo credo di poter dire che per Cairo inizi a essere complicato fare il presidente del Torino. Vedere lo stadio per tre quarti vuoto Ăš triste, sembra essersi perso il senso di appartenenza. Se arrivassi al Toro come giocatore, allenatore o dirigente, la prima cosa che desidererei Ăš essere portato a Superga, invece mi sembra che in tanti non sappiano nemmeno dove si trovi e cosa simboleggiâ.
Cosa pensa del Torino di oggi?
âIl Toro di oggi Ăš insipido. Non ha ambizioni ed Ăš un peccato. Tutti si sono abituati al decimo posto degli ultimi anni e nessuno sembra aver voglia di alzare lâasticella. Sembra che tutti vogliano firmare giĂ in partenza per la metĂ classifica. La squadra merita la posizione attuale di classifica. Ă chiaro che quando puoi far giocare con continuitĂ Adams, Simeone e Zapata la qualitĂ aumenta. Sono contento per DâAversa perchĂ© sei punti in quattro partite sono un ottimo bottino. DâAversa mi sembra lâuomo giusto al momento giusto: non lâho mai avuto come tecnico ma nutro profonda stima. Ora bisogna gettare le basi per il futuro: serviranno molti innesti per cercare di ottenere qualcosa di diversoâ.
Per concludere: cosa chiede al suo compleanno sotto lâaspetto calcistico?
âMi auguro di restare nel calcio perchĂ© Ăš il mondo che mi piace. ContinuerĂČ la mia esperienza in Rai e andrĂČ a fare i prossimi Mondiali in Usa, Messico e Canada. Vorrei che il calcio italiano tornasse protagonistaâ.
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